Appuntamento con la Storia: Gran Premio d'Azerbaijan 2017, la 1° edizione a Daniel Ricciardo!
UNA VITTORIA DI PURO TALENTO: DANIEL RICCIARDO DOMINA IL CAOS DI BAKU
INTRODUZIONE
Domenica 25 giugno 2017. Il Baku City Circuit ospita la 1° Edizione del Gran Premio d’Azerbaijan, 8° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2017.
Nel 2017 la Mercedes si presenta ai nastri di partenza nel ruolo di favorita d’obbligo, forte del dominio incontrastato che l’ha portata alla conquista dei precedenti tre titoli mondiali. Tuttavia, la cavalcata verso il titolo 2017 si conferma più ardua del previsto. La Ferrari, infatti, sfrutta le modifiche regolamentari appena entrate in vigore per ridurre drasticamente lo svantaggio prestazionale rispetto ai rivali tedeschi. Il risultato è un entusiasmante duello per il titolo iridato tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, che caratterizza quasi l’intera stagione. In Azerbaijan i due sono protagonisti di un episodio che diventerà il simbolo della loro rivalità. Tra i due litiganti, però, ad approfittarne è Daniel Ricciardo, che conquista una vittoria straordinaria al termine di una gara dominata dal caos.
IL BAKU CITY CIRCUIT: LE INSIDIE DI UN CIRCUITO CITTADINO UNICO
Quello che si snoda tra le strade della capitale azera è un circuito molto particolare, unico nel suo genere. È caratterizzato da lunghi rettilinei, nella zona più moderna della città, costruita in epoca sovietica, raccordati da curve a 90 gradi a un settore che porta le monoposto a sfiorare le barriere che proteggono gli edifici medievali del centro storico di Baku, la Città Murata. Una vera sfida sia per i piloti, impegnati a trovare i limiti della pista con dei mostri di potenza che superano i 300 km/h, sia per gli ingegneri, che devono trovare l’assetto perfetto per le monoposto, un compromesso tra alta deportanza, ideale nella zona tortuosa della Città Murata, ed efficienza aerodinamica, ideale per i lunghi rettilinei. Nel 2016 il Baku City Circuit ha fatto la sua prima comparsa nel calendario di Formula 1 come sede del Gran Premio d’Europa; nel 2017, su richiesta degli organizzatori, la FIA ha concesso il cambio del nome dell’evento, modificato in Gran Premio d’Azerbaijan.
LA PRE-STAGIONE DEL 2017: L’ADDIO DI NICO ROSBERG E LE NOVITÀ REGOLAMENTARI
Nel 2017 la Formula 1 cambia volto. Siamo al quarto anno dell’era Power Unit e i precedenti tre campionati hanno visto il dominio assoluto della Mercedes, che si è aggiudicata, tra piloti e costruttori, sei titoli mondiali, con Lewis Hamilton campione nel 2014 e nel 2015 e Nico Rosberg nel 2016. Proprio Rosberg, il Campione del Mondo in carica, però, annuncia a fine 2016 il suo ritiro dal mondo delle corse; la Mercedes è, perciò, alla ricerca di un sostituto che affianchi Hamilton, e lo trova nel finlandese Valtteri Bottas, che abbandona così la Williams, con la quale correva dal 2013. In Williams esordisce il giovane canadese Lance Stroll, affiancato da Felipe Massa, che a fine 2016 aveva deciso di ritirarsi, ma è stato richiamato dal team per disputare anche il campionato 2017, per supportare Stroll nella sua crescita.
A rendere il 2017 un anno interessante, però, non è solo l’assenza di Rosberg, ma soprattutto un importante cambio di regolamento tecnico, che riguarda l’aspetto aerodinamico delle vetture. La larghezza delle monoposto aumenta di 200 centimetri, raggiungendo i due metri; aumenta anche la larghezza dell'ala anteriore, ora con un profilo a freccia, e del fondo vettura, così come quella degli pneumatici, modificati anche nel diametro e nel peso. Inoltre, con l’aggiunta di altri elementi alla vettura, viene incrementato il carico aerodinamico prodotto. Infine, cade la regola che vietava l’utilizzo della pinna posteriore, e infatti tutti i team adottano questa soluzione dopo sei anni di divieto. Nonostante l’era Power Unit non sia ancora terminata, questo grande cambio di regolamento fa ripartire tutti da un foglio bianco e quindi gli equilibri visti fino al 2016, con una Mercedes davvero imbattibile, potrebbero cambiare.
I test prestagionali, infatti, restituiscono un quadro un po’ diverso rispetto ai tre anni precedenti: la Mercedes è ancora la monoposto da battere, ma non sembra più in grado di dominare, incalzata da una Ferrari parsa in netta crescita rispetto al 2016. La SF70-H (nome celebrativo per il 70° anniversario della nascita della Scuderia) si dimostra subito molto competitiva, tanto che Sebastian Vettel gira sugli stessi tempi di Hamilton, pur avendo le gomme medie, rispetto alle soft del pilota Mercedes. La competitività della Ferrari viene confermata in tutto l’arco dei test, mentre cresce anche la Red Bull, ricompattando il gruppo dei tre top team come nelle due annate precedenti.
LE PRIME GARE DEL CAMPIONATO: SI ACCENDE IL DUELLO MONDIALE TRA HAMILTON E VETTEL
Il campionato comincia a marzo e, nonostante una qualifica dominata da Hamilton, lo fa nel segno del Rosso. Vettel inaugura la stagione vincendo in Australia, davanti alle due Mercedes di Hamilton e Bottas e la Ferrari di Kimi Raikkonen, mentre la Red Bull si conferma la terza forza in pista, con il 5° posto di Max Verstappen. La seconda gara, in Cina, vede Hamilton vittorioso davanti a Vettel, e sotto gli occhi di tutti prende vita una prospettiva molto allettante: un duello testa a testa per il campionato tra due grandi piloti, entrambi plurititolati. Vettel e Hamilton, nelle successive cinque gare, si spartiscono quattro vittorie, due a testa: il tedesco in Bahrain e a Monaco, il britannico in Spagna e in Canada. In Russia, invece, Valtteri Bottas conquista la sua prima vittoria in carriera. Da subito, quindi, è chiaro che la lotta mondiale sarà una battaglia a due tra Vettel e Hamilton, mentre tra i due connazionali Bottas e Raikkonen, il più competitivo e costante è senza dubbio il pilota Mercedes, che conquista quattro podi nelle prime sette gare, rispetto ai due soli di Kimi. La Red Bull vive, invece, un inizio di mondiale complicato, con cinque ritiri in sette gare (due per Daniel Ricciardo, tre per Max Verstappen), ma i tre podi consecutivi di Ricciardo in Spagna, Monaco e Canada sollevano il morale della squadra.
Nelle prime sette gare del campionato, Vettel riesce ad essere più costante di Hamilton in termini di risultati. Il tedesco ottiene come peggior risultato un 4° posto a Montréal, mentre nelle precedenti sei gare sale sempre sul podio e mai oltre la 2° posizione. Dal canto suo, Hamilton non sale sul podio in due occasioni, in Russia, quando è 4°, e a Monaco, quando è addirittura 7°. Soprattutto nel Principato, quindi, perde tanti punti rispetto al ferrarista.
Alla vigilia del Gran Premio d’Azerbaijan, Vettel comanda la classifica piloti, con 32 punti di vantaggio su Hamilton. La Mercedes è in testa alla classifica costruttori, ma con un margine di soli otto punti sulla Ferrari. La Red Bull insegue invece da lontano, distante oltre 100 punti dalla Scuderia di Maranello.
LE PRIME FASI DEL WEEKEND DI BAKU: LA MERCEDES DOMINA IN QUALIFICA
La Formula 1 arriva, quindi, in Azerbaijan nel bel mezzo della sfida mondiale tra Vettel e Hamilton, e, nonostante nel 2016 la gara non sia stata così tanto entusiasmante, come prometteva invece la conformazione della pista, nel 2017 è atteso un weekend di gara davvero scintillante, perché la battaglia per la gloria è più accesa che mai.
E infatti le sorprese non tardano ad arrivare. La Red Bull è la più veloce nelle prove libere del venerdì, con un Verstappen stellare che ottiene il miglior tempo in entrambe le sessioni, mentre la Mercedes sembra in crisi con la temperatura delle gomme e la Ferrari appare guardinga, come se non volesse svelare le proprie carte.
Il sabato, però, la musica cambia e si ritorna alla normalità di quel 2017, con Mercedes e Ferrari che dominano e Red Bull costretta nel suo ruolo di terza forza. In occasione delle qualifiche, lo scenario cambia ancora: la Mercedes è su un altro pianeta. Hamilton conquista una pole position da extraterrestre, rifilando quasi mezzo secondo a Bottas, che completa la prima fila tutta Mercedes. La seconda fila si tinge completamente di Rosso, ma le due Ferrari sono lontane oltre un secondo dal tempo pole di Hamilton, con Raikkonen 3° davanti a Vettel. Verstappen porta la prima delle dueRed Bull in 5° posizione, mentre Ricciardo, a causa di un errore di guida, è solo 10°, dietro anche alle due Force India di Perez e Ocon e le due Williams di Stroll, splendido 8°, e Massa. Nonostante la Ferrari abbia dimostrato, nelle prove libere, un ottimo passo gara, tutti si aspettano che la Mercedes faccia un sol boccone degli avversari dopo il dominio incontrastato in qualifica.
Cala la notte a Baku e l’indomani mattina tutti si svegliano con un bel sole e l’entusiasmo di assistere ad una nuova gara di quel campionato avvincente e appassionante.
LA GARA
Alle 17 ora locale, un commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i cinque semafori del Baku City Circuit si accendono uno ad uno a ritmo regolare, per poi spegnersi tutti insieme improvvisamente: è il via della 1° Edizione del Gran Premio d’Azerbaijan.
Lewis Hamilton parte bene ed esce dalle prime due curve in testa al gruppo. Alla seconda curva, Raikkonen tenta il sorpasso su Bottas, ma i due entrano in contatto: Bottas subisce una foratura ed è costretto subito ai box. Vettel, approfittando della situazione, sale 2°. Raikkonen viene passato prima da Perez, che incredibilmente si trova 3° con la sua Force India, e poi da Verstappen, scivolando 5°. Bottas rientra in pista addirittura doppiato: a meno che a Baku non si scateni il caos, la sua gara è totalmente compromessa.
Al 6° giro, mentre Verstappen mette pressione a Perez, il suo compagno di squadra Ricciardo effettua una prima sosta molto anticipata per uscire dalla zona traffico e sfruttare la velocità della sua Red Bull con gomma nuova. L’australiano è ora 15°, ma la sua rimonta prende vita già quattro giri più tardi, grazie a un doppio sorpasso in curva 1 ai danni di Sainz ed Ericsson. Al 13° giro, Verstappen si ritira dalla gara per un problema di pressione dell’olio, mentre Kvjat ferma la sua Toro Rosso a bordo pista per un problema elettronico: entra la Safety Car, e i commissari ne approfittano per ripulire il tracciato dai detriti rimasti in pista dopo gli incidenti avvenuti ad inizio gara. Durante il regime di sicurezza, Hamilton e Vettel smarcano il loro primo pit stop, passando da gomme supersoft a gomme soft, così come Perez e Raikkonen. La classifica alla ripartenza vede Hamilton sempre leader, davanti a Vettel, Perez, Raikkonen, Massa, Ocon, Stroll, Hulkenberg, Magnussen e Ricciardo, mentre Bottas si è potuto sdoppiare e ora è in coda al gruppo. Alla ripartenza, Hamilton scappa via, mentre Vettel si deve guardare le spalle da Perez; Raikkonen, in difficoltà con una Ferrari danneggiata, subisce il sorpasso di Massa e Ocon.
La direzione gara invia ancora in pista la Safety Car, subito dopo la ripartenza, per pulire ancora il tracciato, ed è in questo momento che si verifica un fatto che rimarrà l’immagine del campionato 2017. In procinto di ripartire, Hamilton fa il solito gioco del leader e in curva 15 rallenta tantissimo, quasi fermandosi, così da poter accelerare di scatto e scappare via. Dietro, Vettel è preso alla sprovvista dalla mossa del rivale e non riesce a frenare in tempo, tamponando la Mercedes con la sua ala anteriore. Il tedesco è furioso e accusa Hamilton di avergli fatto un “brake test”; perde le staffe e affianca la Mercedes dandole una vera e propria sportellata sulla gomma anteriore destra: è il culmine della rivalità Vettel-Hamilton.
Si riparte. Hamilton scappa via di nuovo, mentre Vettel rischia di perdere la posizione su Massa. Dietro, i due piloti della Force India si toccano, con Ocon che spinge contro il muro Perez: entrambi danneggiano le vetture e perdono tantissime posizioni. Anche Raikkonen sbatte contro le barriere e fora lo pneumatico posteriore sinistro della sua Ferrari, scivolando in fondo al gruppo. Grazie a tutto questo caos, Ricciardo si ritrova incredibilmente 5°, dietro le due Williams di Massa e Stroll.
La direzione gara invia ancora in pista la Safety Car, durante la quale Perez si ritira, ma poco dopo si decide per la sospensione della gara con la bandiera rossa, per ripulire la pista da tutti i detriti. Grazie alla bandiera rossa, la Ferrari ripara la vettura di Raikkonen, e Perez rientra in gara. La ripartenza non avviene dalla griglia, ma sotto forma di “rolling start”. Hamilton parte bene e Vettel lo segue, mentre Ricciardo esegue un triplo sorpasso clamoroso in curva 1 ai danni di Hulkenberg, Massa e Stroll, salendo 3°, in zona podio: la sua gara ha dell’incredibile. Poco dopo, Massa si ritira dalla gara per un danno alla sospensione della sua Williams, mentre Hulkenberg finisce la sua corsa contro le barriere con la Renault.
Il 31° è il giro che cambia la gara. La protezione della testa nell’abitacolo della Mercedes di Hamilton si stacca e, come un pilota d’altri tempi, Lewis è costretto a tenerla ferma con una mano, guidando solo con l’altra. Si ferma subito ai box per sostituirla e riparte 8°, ritrovandosi in modo assurdo dietro Bottas, che prima della bandiera rossa era tra gli ultimi. Ora la gara è in mano alla Ferrari, con Sebastian Vettel favorito per la vittoria. Ma ecco subito un altro colpo di scena: Vettel è penalizzato con uno stop&go di dieci secondi per la manovra effettuata su Hamilton in regime di Safety Car. Scontata la penalità, il tedesco rientra in pista 7°, riuscendo a stare davanti a Hamilton. In testa ora c’è Ricciardo, che dalle retrovie è risalito come una furia a suon di sorpassi da vero fenomeno, e ha la concreta possibilità di vincere il Gran Premio. Ma non è finita qui, perché la classifica è diventata pazza: dietro Ricciardo, Stroll è 2°, davanti a Magnussen, Ocon e Alonso, che però è presto costretto a cedere il passo a Bottas, Vettel e Hamilton.
Al 40° giro, Bottas attacca Ocon e sale 3°, ricostruendo una gara che sembrava compromessa dalla partenza: ora si mette a caccia di Stroll, che però è ancora molto lontano. Anche Vettel e Hamilton superano Ocon, salendo 4° e 5°. Nei giri successivi, Hamilton cerca in tutti i modi di attaccare Vettel, ma il tedesco è tenace e resiste con tanto orgoglio per difendere la prima posizione in classifica e ampliare il vantaggio. Bottas è molto più veloce di Stroll e presto gli è alle calcagna, arrivando sotto il secondo di distacco all’ultimo giro. Ricciardo, intanto, veleggia verso un successo insperato.
Al 51° giro cala la bandiera a scacchi sul Baku City Circuit: Daniel Ricciardo vince la 1° Edizione del Gran Premio d’Azerbaijan, con una condotta di gara impressionante a bordo della sua Red Bull. Al 6° giro era in fondo al gruppo e poi, come una furia, ha dato vita ad una rimonta incredibile, autore di sorpassi pazzeschi, conquistando la sua 5° vittoria in carriera e, senza dubbio, la più sudata e la più bella. Sul traguardo, al fotofinish, Valtteri Bottas supera la Williams di Stroll per la 2° posizione, un risultato incredibile anche per lui, considerando che dopo il primo giro era addirittura doppiato. Lance Stroll, 3°, conquista il suo primo podio in carriera e diventa il secondo pilota più giovane nella storia della Formula 1 a riuscire nell’impresa. La gioia del canadese è immensa e contagiosa, e per la Williams è una boccata d’ossigeno considerata la deludente stagione 2017. Sebastian Vettel riesce a tenere a bada gli attacchi di Lewis Hamilton, giungendo 4° al traguardo con la sua Ferrari, proprio davanti alla Mercedes del suo rivale. Il suo primato in classifica si consolida, anche se il tedesco guadagna solo due punti e la battaglia mondiale è più accesa che mai, resa ancor più infuocata dall’episodio del tamponamento avvenuto in regime di Safety Car.
CONCLUSIONE
Fino al Gran Premio d’Italia, 13° round della stagione, il duello mondiale tra Vettel e Hamilton sarà serratissimo, con i due separati in classifica da soli tre punti a favore del britannico. Saranno le successive tre gare, Singapore, Malesia e Giappone, a dare un freno pesantissimo alle ambizioni mondiali della Ferrari. Con due ritiri e un 4° posto, il tedesco perderà ben 62 punti sul britannico, vittorioso in tutti e tre i casi, consegnando di fatto su un piatto d’argento il titolo a Lewis Hamilton, che si laureerà Campione del Mondo per la 4° volta in carriera a Città del Messico, in occasione del terz’ultimo round del mondiale.
Quanto a Daniel Ricciardo, la straordinaria vittoria in Azerbaijan contribuisce a rafforzare la sua leadership all’interno del team Red Bull, che però verrà messa in crisi pesantemente da metà 2018, quando Max Verstappen, fino a quel momento ancora troppo aggressivo e poco concreto, farà un salto di qualità pazzesco come pilota, diventando ben presto la nuova stella della Formula 1.