/assets/blog/appuntamento-con-la-storia-gran-premio-di-abu-dhabi-2014/copertina.jpg

Appuntamento con la Storia: Gran Premio di Abu Dhabi 2014

Di Giovanni Nulchis

LA PRIMA CONQUISTA DELL’IMPERO D’ARGENTO

PREMESSA

Con il Gran Premio di Abu Dhabi 2024 la storia d’amore tra Lewis Hamilton e la Mercedes volgerà al termine. Insieme dal 2013, i due hanno dato vita ad un vero e proprio impero, conquistando in 12 stagioni 6 titoli mondiali. La sintonia che si è creata in questi anni tra Hamilton e il team, in particolare Toto Wolff e il suo ingegnere di pista Peter “Bono” Bonnington, è così forte che rende davvero difficile immaginare il pilota inglese nelle fila di un altro team, soprattutto se quel team si chiama Scuderia Ferrari.
In quest’ultimo “Appuntamento con la storia” della stagione 2024 riviviamo il Campionato del Mondo 2014 e, in particolare, l’ultima gara del mondiale, che consegnò a Hamilton il primo dei sei titoli al volante della Mercedes.

ABU DHABI ANCORA DECISIVA
Domenica 23 Novembre 2014. Il Yas Marina Circuit ospita la 6° Edizione del Gran Premio di Abu Dhabi, 19° e ultima tappa del Campionato del Mondo di Formula 1 2014. L’appuntamento di Abu Dhabi torna ad essere l’ultimo round stagionale, dopo che nei tre anni precedenti aveva ceduto questo ruolo al Gran Premio del Brasile e al Gran Premio degli Stati Uniti d’America. Come nel 2010, quando Sebastian Vettel diventò Campione del Mondo per la prima volta in carriera, anche nel 2014 la tappa di Yas Island sarà decisiva per l’assegnazione del titolo piloti. A contenderselo sono i due portacolori della Mercedes, il britannico Lewis Hamilton, già Campione del Mondo nel 2008, e il tedesco Nico Rosberg. Inoltre, per la prima, e unica, volta nella storia, l’ultimo Gran Premio del mondiale assegna punti doppi: questa regola, abolita già dal 2015, è stata voluta dalla Formula 1 con l’obiettivo di garantire un maggior interesse al Campionato fino all’ultima bandiera a scacchi, facendo in modo che l’ultima gara assuma una forte importanza.

LA RIVOLUZIONE MOTORISTICA DEL 2014

Il 2014 è l’anno della rivoluzione motoristica in Formula 1: si entra nella cosiddetta “era Power Unit”. Torna protagonista, dopo 26 anni, il turbocompressore. I motori delle monoposto cambiano veste: saranno dei 6 cilindri a V con un cambio semi-automatico a otto rapporti. Rispetto al 2013, i motori hanno una potenza limitata, ma dovranno durare il doppio dei km, 4000 rispetto ai 2000 dell’anno precedente. Un’altra importante innovazione riguarda il sistema KERS (Kinetic Energy Recovery System), ora rinominato ERS-K, che è stato incorporato nel motore e ha la funzione di trasformare l’energia derivata dal calore di scarto dissipato dal turbocompressore nei gas di scarico in carica elettrica, che verrà immagazzinata nelle batterie e fornirà più potenza alla monoposto tramite un sistema denominato Kinetic Motor Generator Unit. La potenza supplementare fornita da questo sistema è di gran lunga maggiore rispetto a quella garantita dal KERS fino al 2013. Per motivi di sicurezza, il regolamento del 2014 impone l’utilizzo di musetti più bassi, mentre il peso minimo delle vetture è aumentato da 642 kg a 690 kg.

I VALORI IN CAMPO E I PILOTI IN GRIGLIA 
Come accade sempre in Formula 1, un cambio di regolamento così importante, una vera e propria rivoluzione, porta con sé un rimescolamento dei valori in campo, e il 2014 non fa di certo eccezione. Dopo che la Red Bull e Sebastian Vettel hanno dominato i precedenti campionati, conquistando quattro mondiali piloti e costruttori, fin dai primi test di Gennaio si capisce che l’aria è cambiata. La Mercedes sembra aver infatti sfruttato alla perfezione il nuovo regolamento, progettando un motore con caratteristiche innovative che permette alla monoposto tedesca di godere di un importante vantaggio nei confronti degli altri team; questo vantaggio consentirà alla squadra di Stoccarda di dominare non solo l’intero 2014, ma anche i sette anni successivi, dando vita ad un vero e proprio impero. Per quanto riguarda le altre squadre, se la Red Bull riesce comunque ad essere più o meno sempre la seconda forza in campo, seppur mai a livello della Mercedes, lo stesso non vale per la Ferrari. La F14-T si dimostra subito una monoposto non competitiva e complicata da guidare: per Maranello anche l’obiettivo di conquistare dei podi sarà un miraggio.
Per quanto riguarda i piloti, la Mercedes ha promosso i suoi due titolari, Lewis Hamilton e Nico Rosberg; in Red Bull, al fianco del Campione del Mondo in carica Sebastian Vettel, il giovane australiano Daniel Ricciardo ha preso il posto del suo connazionale Mark Webber, ritiratosi a fine 2013; in Ferrari, al fianco del confermato Fernando Alonso, è tornato il finlandese Kimi Raikkonen, che ha preso il posto di Felipe Massa, trasferitosi in Williams al fianco del giovane Valtteri Bottas.

LA PRIMA PARTE DELLA STAGIONE: DOMINIO ASSOLUTO DELLA MERCEDES
Il campionato vede la sua alba, come consuetudine, in Australia e… indovinate un po’? Domina la Mercedes. Tuttavia, al traguardo c’è solo una Freccia d’Argento: Lewis Hamilton è costretto al ritiro a causa di un problema al motore. Nico Rosberg vince così la gara inaugurale, davanti alle due McLaren, motorizzate Mercedes, di Kevin Magnussen e Jenson Button. Rosberg prende il comando della classifica piloti, mentre la McLaren, grazie al doppio podio, può godersi la leadership della classifica costruttori, ma solo per pochissimi giorni. La Mercedes, nelle successive cinque gare, è devastante: cinque doppiette consecutive in Malesia, Bahrain (dove Hamilton e Rosberg danno vita a un duello spettacolare per la vittoria), Cina, Spagna e Monaco, le prime quattro con vittoria di Hamilton, mentre nel Principato trionfa Rosberg. Per le altre squadre non c’è altro da fare che lottare per il gradino più basso del podio. L’exploit della McLaren a Melbourne è stato soltanto un caso isolato, mentre la Red Bull si dimostra la monoposto più competitiva dopo la Mercedes: Sebastian Vettel è sul podio in Malesia, mentre Daniel Ricciardo in Spagna e a Monaco. Conquista un podio anche la Force India con Sergio Perez in Bahrain, e la Ferrari con Fernando Alonso in Cina.

METÀ E FINE STAGIONE: IL DUELLO MONDIALE SI INFIAMMA

In Canada la Mercedes non vince: colpo di scena! Ricciardo conquista la sua prima vittoria in carriera, dimostrando il suo immenso talento, davanti a Rosberg e Vettel, mentre Hamilton si ritira per un problema ai freni. Nonostante altre due vittorie di Ricciardo in Ungheria e in Belgio però, la Mercedes è sempre dominante: Rosberg vince in Austria e Germania, mentre Hamilton in Gran Bretagna. Per la Ferrari arriva invece un solo podio, in Ungheria sempre con Alonso. I piloti Mercedes, intanto, in Belgio arrivano ai ferri corti: un contatto tra i due provoca una foratura e il conseguente ritiro dalla gara per Hamilton, mentre Rosberg arriva 3°, alle spalle anche della Williams di Bottas. La lotta mondiale si fa sempre più intensa.
La seconda parte di stagione viene monopolizzata da Hamilton: il Campione del Mondo 2008 vince cinque gare consecutive, dall’Italia agli Stati Uniti. Rosberg arriva 2° in quattro occasioni, mentre a Singapore si ritira per problemi tecnici. In Giappone, al termine di una gara caotica sotto la pioggia, purtroppo il pilota francese della Marussia Jules Bianchi è protagonista di un terribile incidente, che nove mesi dopo lo porterà alla morte. Si tratta del primo incidente mortale in Formula 1 dopo vent’anni (1994, Ayrton Senna, Imola). Una settimana dopo l’appuntamento nipponico, la Mercedes scrive una pagina di storia, vincendo in Russia il suo primo titolo costruttori in Formula 1: nei primi anni ’50, infatti, quando le Frecce d’Argento dominavano con Juan Manuel Fangio, il Campionato dedicato ai costruttori non esisteva ancora.

LA SITUAZIONE ALLA VIGILIA DI ABU DHABI
In Brasile, Hamilton non può matematicamente diventare Campione del Mondo (per soli due punti), ma naturalmente può mettere una grossa ipoteca sul suo mondiale. E invece Rosberg lo batte e vince la gara: la battaglia è più viva che mai. Hamilton chiude comunque 2°, regalando alla Mercedes l’11° doppietta stagionale e la quinta consecutiva: numeri da capogiro.
Alla vigilia dell’ultimo appuntamento del mondiale, Hamilton e Rosberg sono separati da soli 17 punti: considerato che verrà assegnato punteggio doppio, è ancora tutto aperto e molto incerto. Dietro il duo Mercedes, Ricciardo è già sicuro del suo 3° posto, mentre Vettel, Alonso e Raikkonen si giocano la 4° posizione, separati da soli tre punti. In classifica costruttori la situazione è invece abbastanza cristallizzata, perché la Red Bull è già matematicamente 2°, mentre la Ferrari deve sperare in un miracolo per togliere alla Williams la 3° posizione.

COMINCIA IL DUELLO
Il circus raggiunge Abu Dhabi nel weekend del 23 Novembre per l’ultima e attesissima tappa del campionato. La battaglia tra Hamilton e Rosberg non si fa attendere. Come due pugili, durante le tre sessioni di prove libere, i due si scambiano per tutto il tempo la prima posizione. Nelle prime due primeggia Lewis, ma con un vantaggio inferiore al decimo e mezzo, mentre nella terza Nico si prende di forza la testa della classifica, con un vantaggio di quasi quattro decimi sul rivale. Dietro, Ferrari, McLaren e Williams si alternano in 3° posizione, mentre la Red Bull appare più in difficoltà.
La battaglia continua anche in qualifica. Nel Q1 e nel Q2 Hamilton comanda e sembra poter essere in grado di conquistare agevolmente la partenza al palo. Ma ecco che nel Q3 cambia tutto: Lewis commette un errore nel primo tentativo, mentre nel secondo non riesce a battere il tempo del compagno di squadra. Nico Rosberg conquista così la 15° pole position in carriera. La Mercedes conquista tutte le pole disponibili in stagione (non accadeva dal 1969, quando a riuscire nell’impresa fu la Ford Cosworth). Lewis Hamilton, sconfitto, è 2°, mentre le Williams monopolizzano la seconda fila, con Valtteri Bottas davanti a Felipe Massa. Daniel Ricciardo e Sebastian Vettel vengono invece squalificati dalla sessione: gli alettoni anteriori delle loro Red Bull sono irregolari perché flettono troppo. Sono costretti a partire dall’ultima fila. Guadagna così la 5° posizione Daniil Kvjat con la Toro Rosso, davanti alla McLaren di Jenson Button e alle due Ferrari di Kimi Raikkonen e Fernando Alonso.

L'ATTESA DELLA GARA E LA PARTENZA
La notte, già calata su Abu Dhabi durante le Qualifiche, manda tutti a dormire: il riposo è necessario, prima della giornata che deciderà le sorti del mondiale piloti. La mattina seguente l’atmosfera è calda e colma di tensione, ma si deve attendere il pomeriggio per recarsi in griglia e cominciare i preparativi per la gara. Alle 17 ora locale tutto è pronto per il momento più importante del weekend.
Un commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i semafori del Yas Marina Circuit si accendono uno ad uno a ritmo regolare, per poi spegnersi tutti insieme improvvisamente: è il via della 6° Edizione del Gran Premio di Abu Dhabi.
Rosberg non parte affatto bene e Hamilton prende subito il comando della corsa. La partenza disastrosa di Bottas, invece, fa perdere al finlandese addirittura cinque posizioni, passato anche dalle due Ferrari, mentre Massa tenta l’attacco su Rosberg, ma senza successo. Nei primi giri, Ricciardo si accende in una rimonta furibonda e supera in un colpo solo la Caterham di Kobayashi e la Sauber di Sutil. Le due Ferrari vanno quasi subito in crisi di gomme, tanto che sono costrette ad un pit stop molto anticipato che le estromette dalla lotta per le prime posizioni. Hamilton e Rosberg effettuano il loro pit stop tra il 10° e l’11° giro; poco dopo è il turno di Massa. Intanto, purtroppo, Kvjat è costretto al ritiro per un problema alla Power Unit della sua Toro Rosso.

LA GIOCATA VINCENTE DI DANIEL RICCIARDO
Al 24° giro Bottas sale 5° superando Ricciardo, il quale sta ritardando la sua prima sosta. La strategia adottata dall’australiano funziona alla perfezione: infatti, dopo il pit stop rientra in pista 7°, alle spalle delle due Force India, ma riesce subito a recuperare la 5° posizione. 
Siamo a metà gara e Hamilton comanda con un discreto margine su Rosberg: la situazione per il tedesco è quindi molto complicata e ogni giro che passa la possibilità di diventare per la prima volta in carriera Campione del Mondo diminuisce sempre di più. Ma è proprio in questa fase di gara che ha inizio per il povero Nico un terribile calvario.

IL CALVARIO DI NICO ROSBERG
Rosberg avvisa il team di aver avvertito una perdita di potenza del motore della sua Mercedes. Il tedesco ha perfettamente ragione: la sua monoposto diventa all’improvviso estremamente lenta e quindi vulnerabile agli attacchi avversari. Massa lo supera agilmente poco dopo, mentre Bottas esegue l’operazione al 33° giro. Intanto, Hamilton effettua il suo secondo pit stop e continua nel suo dominio incontrastato. Quando Rosberg effettua la sua sosta, rientra in pista 7° e la sua gara, già disastrosa, va sempre peggio. Dal team lo invitano addirittura a ritirarsi per i troppi problemi alla sua monoposto, ma lui decide comunque di portare a termine la gara.
Negli ultimi giri Rosberg esce dalla zona punti e viene addirittura doppiato dal compagno di squadra. Ricciardo effettua il suo secondo pit stop e rientra in pista 4°, davanti alla McLaren di Button e dietro la Williams di Bottas. Hamilton controlla un tentativo di recupero da parte di Massa e si invola indisturbato verso il successo mondiale.

BANDIERA A SCACCHI: LEWIS HAMILTON È CAMPIONE DEL MONDO
Al 55° giro sventola la bandiera a scacchi sul Yas Marina Circuit: Lewis Hamilton vince la 6° Edizione del Gran Premio di Abu Dhabi. Il britannico è Campione del Mondo per la seconda volta in carriera, a sei anni di distanza dal suo primo titolo del 2008, vinto con la McLaren. La Mercedes conquista il terzo titolo piloti della sua storia, dopo i due vinti dalla leggenda argentina Juan Manuel Fangio nel 1954-1955. A conferma di una stagione dominante, il team di Stoccarda vince la 16° gara su 19 totali: è record assoluto per un costruttore.
Sul podio anche le due Williams di Felipe Massa e Valtteri Bottas; per la squadra inglese è il primo doppio podio dopo nove anni e naturalmente ciò le consente di aggiudicarsi la 3° posizione in classifica costruttori, dato che le due Ferrari hanno tagliato il traguardo solo in 9° e 10° posizione.
La delusione in questa domenica di Abu Dhabi è tutta per Nico Rosberg: il tedesco sul traguardo è addirittura 14°, davanti soltanto alle due Sauber di Gutierrez e Sutil e alla Caterham del britannico Will Stevens. Certo, alla vigilia del weekend l’obiettivo di togliere dalle mani di Hamilton il titolo era già alquanto complicato da raggiungere, ma di sicuro non impossibile; non poter esprimere il potenziale suo e della monoposto a causa di un problema al motore ed essere doppiato da Hamilton è stato sicuramente per Rosberg molto frustrante.

L'IMPERO ARGENTATO E LA SUA CADUTA: HAMILTON DICE ADDIO
Il titolo mondiale vinto ad Abu Dhabi 2014 sarà solo la prima conquista del duo Hamilton-Mercedes. Il britannico e la squadra tedesca daranno infatti vita ad un vero e proprio impero, sotto la guida del Team Principal Toto Wolff, dominando quasi tutte le stagioni successive e conquistando, tra il 2015 e il 2020, altri cinque titoli mondiali. Soltanto nel 2016 Hamilton non diventerà Campione del Mondo, perché Rosberg, proprio ad Abu Dhabi, riuscirà a prendersi finalmente la rivincita, per poi ritirarsi dal mondo delle corse da Campione del Mondo in carica. Come ben ricordiamo, poi, il dominio incontrastato di Hamilton vedrà la sua fine nel 2021, quando, ancora ad Abu Dhabi, sarà Max Verstappen a privarlo dello scettro dell’imperatore.
Dopo la sconfitta, Hamilton rimarrà fedele alla Mercedes, accompagnandola anche nell’avventura del nuovo cambio di regolamento del 2022, che tuttavia il team non riuscirà mai ad interpretare nel modo corretto e vincente. La storia d’amore tra Lewis Hamilton e la Mercedes vedrà i titoli di coda a fine 2024, per un futuro che parla italiano: il campione britannico varcherà le porte di Maranello, mentre il giovane Andrea Kimi Antonelli si appresta a esordire con la Mercedes ad inizio 2025, prendendo il posto proprio di sir Lewis Hamilton.