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Appuntamento con la Storia: Gran Premio di Malesia 1999

Di Giovanni Nulchis

LA PRIMA GARA A SEPANG: IL RITORNO DI SCHUMACHER E IL DOMINIO CONTESTATO DELLA FERRARI


INTRODUZIONE

Domenica 17 ottobre 1999. Il Sepang International Circuit ospita la 1° Edizione del Gran Premio di Malesia, 15° e penultimo round del Campionato del Mondo di Formula 1 1999.

Nel 1999 McLaren e Ferrari confermano il loro ruolo di top team della Formula 1. La McLaren si affida ad una monoposto velocissima ma estremamente fragile, mentre la Ferrari è più solida e concreta nei risultati. Tuttavia, a metà stagione la Scuderia di Maranello deve fare i conti con l’infortunio di Schumacher a Silverstone. Sarà così Irvine a tentare di riportare il titolo piloti nelle mani del Cavallino, dopo un’assenza di 20 anni. Schumacher, invece, torna in pista in Malesia e lascia tutti a bocca aperta.


IL CAMPIONATO DEL 1999: LA LOTTA MCLAREN-FERRARI E L’INFORTUNIO DI SCHUMACHER

Per il 1999 sia la McLaren che la Ferrari confermano la loro coppia di piloti. Il Campione del Mondo in carica Mika Hakkinen affronta la sua settima stagione consecutiva con il team di Woking, al fianco del britannico David Coulthard. In Ferrari, come dal 1996, Michael Schumacher ha come compagno di squadra Eddie Irvine. McLaren e Ferrari si presentano da subito come i due team di riferimento per l’intera griglia. Alle loro spalle,   la Jordan dà l’idea di poter essere netta terza forza, grazie ad una vettura competitiva e a una coppia di piloti promettente, formata da Damon Hill, Campione del Mondo 1996, e Heinz-Harald Frentzen.

La prima parte di stagione vede il dominio della McLaren in termini di velocità pura. La MP4/14, progettata da Adrian Newey, è un gioiello di tecnica e aerodinamica, e in Australia, primo round stagionale, annienta la concorrenza in qualifica. Hakkinen e Coulthard monopolizzano la prima fila, infliggendo oltre un secondo di distacco alla Ferrari di Schumacher. Tuttavia, la gara di Melbourne è una cartina tornasole del doppio volto della McLaren MP4/14: una vettura tanto veloce quanto fragile. Hakkinen e Coulthard sono entrambi costretti al ritiro, il primo per un guasto all’acceleratore, il secondo per un problema idraulico. Irvine conquista così la sua prima vittoria in carriera davanti a Frentzen e Ralf Schumacher, mentre Michael è solo 8°, rallentato da noie meccaniche. Hakkinen conquista la pole position anche nelle successive quattro gare, ma è vittorioso soltanto in Brasile e a Monaco. Schumacher vince ad Imola e Monaco, dove precede Irvine per la prima doppietta stagionale della Ferrari. Coulthard completa la prima doppietta McLaren in Spagna, mentre Frentzen è 3° in Brasile e 4° a Monaco. In Canada è di nuovo Hakkinen a trionfare, davanti a Fisichella e Irvine, mentre in Francia si assiste alla prima vittoria stagionale della Jordan, grazie alla grande gara di Frentzen, che conquista il suo secondo successo in carriera. Alla vigilia del Gran Premio di Gran Bretagna, la classifica mondiale vede Hakkinen al comando con 8 punti di vantaggio su Schumacher; 3° è Irvine, che precede Frentzen. A Silverstone Schumacher si qualifica 2° alle spalle di Hakkinen, ma in partenza perde la posizione sia su Coulthard che su Irvine. Tenta subito di recuperare il 3° posto sul compagno di squadra, ma alla curva Stowe l’impianto frenante della sua Ferrari si rompe e la monoposto schizza a velocità folle verso le barriere di protezione. L’impatto è fortissimo e rovinoso per Schumacher, che rimedia una frattura alla gamba destra. È in quel momento che il tedesco deve dire addio, ancora una volta, al sogno di riportare il titolo mondiale a Maranello. Schumacher, infatti, a causa dell’infortunio, si trova costretto a saltare le successive sei gare, nelle quali viene sostituito dal terzo pilota Ferrari Mika Salo. Coulthard, dopo un avvio di stagione complicato, ottiene la sua prima vittoria proprio in Gran Bretagna, mentre Hakkinen è costretto al terzo ritiro dell’anno. Ora, tutte le speranze della Ferrari di contendere il titolo mondiale alla McLaren sono riposte in Irvine, e il britannico si fa trovare pronto. A Silverstone arriva 2°, ma nelle due gare successive, Austria e Germania, torna alla vittoria, assumendo addirittura la leadership della classifica. Ad Hockenheim Salo è 2°, e la Ferrari, grazie a questa doppietta, comincia a prendere il largo in classifica costruttori. Hakkinen torna alla vittoria in Ungheria; in Belgio è 2° alle spalle di Coulthard, mentre in Italia, dopo essere partito dalla pole, è costretto al ritiro. A Monza Frentzen conquista la sua seconda vittoria stagionale, e la classifica mondiale piloti si fa sempre più corta. Hakkinen e Irvine sono a pari punti; Frentzen è 3°, ad appena 10 punti di distacco, e quindi clamorosamente in lotta per un titolo mondiale insperato. Al Nurburgring, tuttavia, va in scena una gara pazza, caratterizzata da ben 11 ritiri. Tra i ritirati c’è anche Frentzen, tradito da un problema elettrico della sua Jordan. Vince Johnny Herbert con la Stewart, seguito dalla Prost di Trulli e da Barrichello. Hakkinen è l’unico pilota di classifica a guadagnare punti, grazie alla 5° posizione, mentre Irvine è solo 7°, ultimo dei piloti a pieni giri. A due Gran Premi dal termine della stagione, la lotta mondiale tra Hakkinen e Irvine è più accesa che mai. I due sono separati da soli 2 punti a favore del finlandese: 3° è Frentzen, ancora aggrappato al sogno mondiale, davanti a Coulthard. Anche in classifica costruttori la sfida è serrata: la McLaren ha superato di nuovo la Ferrari, e ora è leader con 8 punti di vantaggio sulla Scuderia di Maranello.


LE QUALIFICHE DELLA MALESIA: SCHUMACHER TORNA E SALE SUBITO IN CATTEDRA

In occasione del 15° e penultimo round del 1999, la Formula 1 fa tappa per la prima volta nella sua storia in Malesia, su un nuovissimo circuito permanente progettato da Hermann Tilke. Il Sepang International Circuit sorge nelle vicinanze della capitale malese Kuala Lumpur e presenta un layout davvero interessante. Le peculiarità che lo rendono immediatamente riconoscibile sono la forma delle prime due curve, che si richiudono su sé stesse, e la presenza di due lunghi rettilinei, paralleli tra di loro, raccordati da un tornante, 15° e ultima curva del circuito. Dopo sei Gran Premi di assenza Schumacher torna alla guida della sua Ferrari, ormai completamente guarito dall’infortunio. Non avendo più alcuna possibilità di lottare per il campionato, il tedesco si mette a completo servizio della squadra. Il suo compito è chiaro: aiutare Irvine nel duello mondiale contro Hakkinen. Sul nuovo circuito di Sepang, la Ferrari F399 vola. Schumacher è letteralmente imbattibile e lascia tutti a bocca aperta durante le qualifiche. Il tedesco conquista la 22° pole position della sua carriera grazie ad un giro clamoroso, con il quale infligge quasi un secondo di distacco a Irvine, che completa la prima fila tutta Ferrari. Le McLaren vengono così relegate alla seconda fila, con un distacco dalla Ferrari di Schumacher superiore al secondo; Coulthard è 3° e precede Hakkinen. Terza fila per le due ottime Stewart di Herbert e Barrichello. Completano la top 10 Wurz con la Benetton, Ralf Schumacher con la Williams, Hill con la Jordan e Villeneuve con la BAR. Solo 14° Frentzen, in difficoltà con l’assetto della sua Jordan. Cala la notte a Sepang, e il giorno seguente tutto è pronto per la disputa della penultima gara del 1999. La tensione è palpabile nell’aria: la sfida mondiale è serratissima, e la Ferrari, ora che è tornato anche Schumacher, è una forte minaccia per Hakkinen e per la McLaren.


LA GARA

Alle 14 ora locale, un commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i cinque semafori d del Sepang International Circuit si accendono uno ad uno a ritmo regolare, per poi spegnersi tutti insieme improvvisamente: è il via della 1° Edizione del Gran Premio di Malesia.

La partenza delle due Ferrari è ottima: Schumacher e Irvine tengono senza alcuna difficoltà le posizioni di testa, seguiti da Coulthard, Hakkinen, Barrichello e Herbert. In fondo al gruppo, Hill e Fisichella si toccano, e il pilota della Jordan è costretto al ritiro. Schumacher tenta subito la fuga, mentre Irvine è tallonato da Coulthard, che tuttavia non trova lo spunto per passarlo. Hakkinen, più attardato, deve guardarsi le spalle da un arrembante Barrichello. Schumacher tiene il comando della gara fino al 4° giro, quando, secondo la strategia decisa prima della gara, cede il passo a Irvine. Il suo compito, adesso, è favorire la fuga del compagno, rallentando il più possibile il recupero da parte della McLaren. Al giro successivo, tuttavia, Coulthard riesce a bucare la difesa del tedesco grazie ad un bel sorpasso, e sale 2°. Hakkinen, invece, perde tanto tempo alle spalle di Schumacher, attento a coprire tutti i possibili varchi.

La gara procede in maniera lineare fino al 14° giro. Ancora una volta la McLaren soffre di problemi di affidabilità. A farne le spese è Coulthard, fermato da una perdita di pressione del carburante. La situazione ora cambia drasticamente in favore della Ferrari, che può contare su due piloti per dare il colpo del k.o. alla McLaren, rimasta orfana di una vettura. Al 19° giro, Barrichello è il primo pilota del gruppo di testa a fermarsi ai box. Nei giri successivi si delineano le strategie dei primi tre piloti. Sia Irvine sia Hakkinen hanno programmato una strategia a due soste; Schumacher, invece, punta alla sosta singola. Irvine e Hakkinen sono ai box rispettivamente al 25° e 27° giro; Schumacher effettua il suo unico rifornimento al 28° giro, così come Herbert. Al termine del primo round di soste, si ricompone il gruppo di testa, con Irvine davanti a Schumacher, Hakkinen, Barrichello ed Herbert. Nel frattempo, Fisichella finisce in testa-coda, rientrando in pista in fondo al gruppo: la sua gara è compromessa. Al 41° giro, Irvine è ai box per la sua seconda sosta: i meccanici Ferrari sono molto rapidi, e il pilota irlandese riesce a non perdere troppo terreno da Schumacher. Situazione opposta, invece, per Hakkinen. Il finlandese si ferma ai box al 47° giro, ma torna in pista alle spalle anche di Herbert. Hakkinen rimane bloccato dietro la Stewart del britannico per parecchi giri, mentre le Ferrari scappano via indisturbate. Schumacher è in testa e sta conducendo la gara a suon di giri record. Tuttavia, dai box gli ricordano la strategia preventivata a favore di Irvine. Il tedesco rispetta senza indugio gli ordini di scuderia e, a pochi giri dal termine, rallenta il suo passo per cedere il comando della gara a Irvine. Hakkinen, nel frattempo, sfrutta un errore di Herbert per superare finalmente la Stewart, quando mancano ormai tre giri alla conclusione della gara. Nelle ultime due tornate il finlandese è una furia, e guadagna otto secondi di vantaggio su Herbert. Ma le due Ferrari sono ormai prossime alla conquista della prima gara di Sepang. Al 56° giro cala la bandiera a scacchi sul Sepang International Circuit: Eddie Irvine vince la 1° Edizione del Gran Premio di Malesia, cogliendo il suo 4° successo stagionale e della carriera. Michael Schumacher completa la 3° doppietta stagionale per la Ferrari, autore di una gara e di un weekend fantastici, al suo rientro dopo l’infortunio. Mika Hakkinen è 3° con l’unica McLaren al traguardo. Completano la zona punti Johnny Herbert e Rubens Barrichello, con le due Stewart, e Heinz-Harald Frentzen, autore di una grande rimonta con la sua Jordan.


CONCLUSIONE

Ma, come ogni storia che si rispetti, anche quella del Gran Premio di Malesia 1999 riserva un colpo di scena finale. Al termine della gara, durante le verifiche tecniche della FIA, le due Ferrari vengono trovate fuori legge. I deviatori di flusso delle F399 non rispettano le dimensioni minime imposte dal regolamento, essendo più corti di 10 millimetri rispetto alla misura minima. Irvine e Schumacher vengono, così, squalificati dalla gara di Kuala Lumpur. Mika Hakkinen ottiene la vittoria a tavolino ed è matematicamente Campione del Mondo 1999.

Ma… Una settimana più tardi, la Ferrari presenta ricorso contro la squalifica. Gli avvocati della Scuderia si appellano a un comma del regolamento, che consente una tolleranza minima di 10 millimetri proprio nella misura dei deviatori di flusso. La Ferrari vince la causa e si vede restituita la doppietta conquistata in Malesia.Il verdetto sul Campionato del Mondo 1999 è così rimandato all’ultima gara stagionale, in programma sul Suzuka International Racing Course.

In Giappone Schumacher conquista la pole position davanti a Hakkinen. Il weekend di Irvine, invece, comincia in salita: l’irlandese è autore di un brutto incidente in qualifica, forse provocato dalla tensione emotiva per la lotta mondiale. In gara non c’è storia. Hakkinen scatta meglio di Schumacher e vola via in testa, con un ritmo insostenibile per i due ferraristi. Il finlandese conquista una vittoria di forza ed è Campione del Mondo per la seconda volta in carriera. La Ferrari, grazie al doppio podio, vince il 9° titolo costruttori della sua storia, tornando sul tetto del mondo dopo un digiuno lungo 17 anni. Per Michael Schumacher, invece, occorre pazientare ancora una stagione prima di coronare il sogno di una vita. Nel 2000, sempre in Giappone, sarà il tedesco a vincere la sfida contro Hakkinen e laurearsi Campione del Mondo per la terza volta in carriera, la prima con indosso la tuta Rossa.