Appuntamento con la Storia: Gran Premio di Spagna 1981
QUANDO VILLENEUVE PORTÒ TUTTI A SCUOLA: L’ULTIMA VITTORIA DELL’INDIMENTICABILE GILLES
INTRODUZIONE
Domenica 21 giugno 1981. Il Circuito de Madrid Jarama ospita la 17° Edizione del Gran Premio di Spagna, 7° round del Campionato del Mondo di Formula 1 1981.
Nel 1981 la Williams è la monoposto da battere. Alan Jones è il Campione del Mondo in carica, ma il suo compagno di squadra Carlos Reutemann si dimostra fin da subito più competitivo e costante, e domina la prima metà del campionato, prima di lottare con il pilota della Brabham Nelson Piquet per la conquista del titolo. La Ferrari vive un’altra stagione complicata, ma può contare sull’immenso e folle talento di Gilles Villeneuve. In Spagna le due Williams, per varie vicissitudini, non sono in lotta per il successo, e Villeneuve ne approfitta come un falco, conquistando, grazie ad una guida magica, l’ultima vittoria della sua carriera.
L’EREDE DI NIKI LAUDA: GILLES VILLENEUVE CONQUISTA LA FIDUCIA DI ENZO FERRARI
Nel 1977, al Gran Premio Trois Rivieres, una gara non valida per il campionato di Formula 1, un giovane pilota canadese di 27 anni taglia il traguardo da vincitore davanti a James Hunt, il Campione del Mondo di F1 in carica. Il suo nome è Gilles Villeneuve.
Hunt rimane colpito dalla velocità e dal talento di quel ragazzo, tanto da proporre a Teddy Mayer, direttore sportivo della McLaren, di prenderlo seriamente in considerazione per un futuro ingaggio nel team britannico.
Mayer, così, offre a Villeneuve l’opportunità di partecipare prima ad una sessione di test privati, e poi ad un vero e proprio weekend di gara di Formula 1. Il canadese esordisce, infatti, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna 1977, a Silverstone, a bordo della terza McLaren messa a disposizione dal team per quel weekend, e va subito tremendamente forte. È il più veloce nella sessione delle pre-qualifiche, in qualifica coglie un’ottima 9° posizione, battendo entrambi i suoi compagni di squadra, Jochen Mass e Brett Lunger, e in gara è 11° al traguardo, appena fuori dalla top 10.
Nonostante questo grande esordio, però, Villeneuve non riceve la chiamata da parte di Mayer per diventare pilota titolare della McLaren, e per un po’ di gare rimane in panchina, ad aspettare qualche altra possibilità.
Trascorrono alcuni mesi, e un giorno il telefono di Gilles squilla. All’altro capo della cornetta c’è niente meno che Enzo Ferrari, fondatore e dirigente della Scuderia Ferrari, uno dei team più storici e celebri della Formula 1. Enzo è in cerca di un pilota che possa prendere il posto di Niki Lauda, che, fresco Campione del Mondo, ha lasciato la Ferrari quando mancavano ancora due gare al termine del campionato. Il Drake aveva sentito parlare di quel giovane pilota canadese di nome Gilles Villeneuve, lo aveva visto correre e si era innamorato della sua guida. Enzo non ha dubbi: Villeneuve correrà per lui.
Quella di Ferrari è una scelta molto azzardata: si tratta di far esordire un ragazzino di 27 anni al volante della monoposto del Campione del Mondo in carica, il mito Niki Lauda. All’interno del team crescono sospetti e dubbi sull’effettiva validità della scelta del Drake; ma a Maranello il capo è Enzo Ferrari, e se Enzo Ferrari vuole che Villeneuve corra per lui, Villeneuve correrà per lui. Gilles esordisce in Ferrari a casa sua, in occasione del Gran Premio del Canada 1977. Non è un esordio fortunato: il canadese è costretto al ritiro a quattro giri dalla bandiera a scacchi per un problema alla trasmissione. Alla gara successiva, in Giappone, Villeneuve si rende protagonista di un incidente gravissimo.
Entra in collisione con la Tyrrell di Peterson, che si stacca dal suolo e cade su una folla di spettatori assiepati a bordo pista. Il bilancio è tremendo: due morti e dieci feriti. I due piloti escono del tutto illesi, ma Villeneuve viene duramente attaccato dalla stampa e dagli addetti ai lavori, che ne invocano il licenziamento da parte della Ferrari. Enzo, però, non si scompone, continua a credere in Gilles e lo conferma come pilota titolare per il 1978, al fianco del confermato Carlos Reutemann.
Nel 1978 Reutemann e Villeneuve si ritrovano al volante di una vettura molto buona, ma che non ha alcuna possibilità di competere contro le devastanti Lotus 79 ad effetto suolo di Andretti e Peterson. Reutemann vince quattro gare; Villeneuve, invece, conquista il suo primo podio in carriera in Austria e la sua prima storica vittoria in Formula 1 proprio a casa sua, in Canada, all’ultima gara stagionale.
Il 1979, invece, è un anno decisamente migliore per la Ferrari, che si ritrova in grado di puntare alla vittoria di entrambi i titoli mondiali. A fine stagione, è però Jody Scheckter, pilota sudafricano al suo primo anno in squadra, a diventare Campione del Mondo. Villeneuve vince tre gare, ma è meno costante di Jody e, da buon compagno di squadra, lo sostiene nella lotta mondiale contro Alan Jones.
La stagione 1980 non sorride per nulla alla Ferrari. La vettura è poco sviluppata e poco competitiva, spinta ancora da un motore aspirato che non può competere contro i motori turbo delle vetture concorrenti. A fine stagione il team è soltanto 10° in classifica costruttori. In totale, Scheckter e Villeneuve ottengono cinque risultati in zona punti, nessuna vittoria, nessun podio e una marea di ritiri per problemi tecnici.
IL CAMPIONATO DEL 1981: NELSON PIQUET SFIDA LE WILLIAMS, LA FERRARI DELUDE ANCORA
Dopo le conquiste mondiali del 1980, la Williams si conferma la monoposto da battere anche nel 1981. Spinta dal propulsore Ford-Cosworth aspirato, la FW07C risulta essere estremamente veloce e anche dotata di una buona affidabilità. L’unico team che sembra essere in grado di minare la supremazia della Williams è la Brabham, soprattutto grazie al grande talento del brasiliano Nelson Piquet.
La Ferrari, invece, spinta da un V6 turbo, è ancora in netta difficoltà e soffre di svariati problemi di affidabilità. Nelle prime due gare stagionali, negli Stati Uniti e in Brasile, la Williams ottiene due doppiette, con una vittoria a testa per Jones e Reutemann. Ma la Brabham è comunque combattiva, e Piquet vince sia in Argentina che ad Imola, accendendo la sfida mondiale. In Belgio, la Williams torna al successo con un Reutemann che sembra più costante e competitivo rispetto a Jones, e che si impone davanti alla Ligier di Laffite e alla Lotus di Mansell.
Per la Ferrari, un inizio di stagione da incubo. Tre doppi ritiri consecutivi nelle prime tre gare, quasi tutti a causa di problemi di affidabilità. Il primo risultato utile per la classifica è il 5° posto di Didier Pironi, il nuovo compagno di squadra di Villeneuve, ad Imola, seguito dal 4° posto di Gilles a Zolder. E poi, quasi come d’incanto, per la Ferrari arriva il riscatto. La prima vittoria stagionale per il Cavallino è ad opera di uno straordinario Villeneuve, che a Monaco è semplicemente il migliore di tutti in pista. Con la sua guida magica, va oltre i limiti della sua Ferrari e vince davanti a Jones e Laffite, approfittando anche dei problemi di pescaggio del carburante occorsi a Jones e del ritiro di Piquet.
Alla vigilia del 7° round della stagione, in programma a Jarama, in Spagna, le due classifiche mondiali sorridono alla Williams. Tra i piloti Reutemann è al comando, con 10 punti di vantaggio su Jones e 12 su Piquet. Segue Villeneuve, staccato di 22 punti, davanti a Lafitte, Patrese e Pironi. In classifica costruttori, la Williams è solitaria al comando, con 33 punti di vantaggio sulla Brabham e 41 sulla Ferrari.
LE QUALIFICHE DI JARAMA: UN GRANDE LAFFITE BATTE LE WILLIAMS
Il weekend di Jarama comincia in un clima di tensione. La prima giornata di prove, prevista per il venerdì, rischia di saltare a causa della mancanza di un elicottero di soccorso disponibile in caso di emergenza, e per la minaccia di sciopero da parte dei meccanici, ancora in agitazione per il tragico incidente di Zolder, quando la Williams di Reutemann, durante un passaggio in pit lane, ha travolto, purtroppo fatalmente, un meccanico della Osella, Giovanni Amadeo.
Durante il venerdì, comunque, i piloti scendono ugualmente in pista per le prime prove ufficiali. Jones segna il miglior tempo davanti a Reutemann, su una pista poco gommata e particolarmente calda. In grossa difficoltà Piquet, che chiude la giornata soltanto in 17° posizione. Il giorno seguente i piloti sono impegnati in un’altra sessione di prove che deciderà la griglia di partenza del Gran Premio. La grande sorpresa di giornata è la Ligier. Laffite conquista una splendida pole position: per il pilota francese è la 7° in carriera e la prima stagionale. Le due Williams si devono accontentare della 2° e della 3° posizione, con Jones davanti a Reutemann. A chiudere la seconda fila è la McLaren di Watson; l’inglese è seguito da Prost, con la Renault, e da Giacomelli, pilota dell’Alfa Romeo. La prima delle due Ferrari è quella di Villeneuve, in 7° posizione, mentre Pironi è solo 13°. Piquet riesce a recuperare qualche posizione rispetto al venerdì, ma non va oltre la 9° posizione, alle spalle dell’Alfa Romeo di Andretti e davanti alla Lotus di De Angelis.
Cala la notte a Jarama, e il giorno seguente un bel sole splende sul circuito spagnolo: le temperature dell’asfalto sono torride, e la gestione delle gomme sarà cruciale. La Williams è la grande favorita per la conquista della 4° vittoria stagionale, ma Laffite, con questa fantastica pole position, rappresenta un’incognita che rende la gara meno scontata del previsto. Attese in netta crisi sono le Ferrari e le Renault, che dovrebbero soffrire tanto il degrado gomme a causa della potenza del loro V6.
LA GARA
Nel pomeriggio della domenica sul Circuito de Madrid Jarama è tutto pronto per la disputa della 17° Edizione del Gran Premio di Spagna, sulla lunghezza prevista di 80 giri.
Al via, Laffite commette un errore nel rilascio della frizione e la sua partenza è disastrosa: il francese scivola fino all’11° posto. Jones e Reutemann formano così la coppia di testa, e dietro di loro compare la Ferrari di Villeneuve. Il canadese, autore di una partenza fenomenale, è salito dalla 7° alla 3° posizione, superando Giacomelli, Prost e Watson.
Già nel corso del primo giro si capisce che quel giorno Villeneuve è in una forma strepitosa. Aggredisce tutte le curve del tortuoso circuito di Jarama e, soprattutto, interpreta meglio di chiunque altro l’ultima curva, quella che immette sull’unico vero rettilineo della pista. Sarà questa la sua carta vincente, già al termine del primo giro, quando si incolla al posteriore della Williams di Reutemann e sfrutta la spinta del V6 Ferrari per superare l’argentino e salire 2°.
Jones, però, comincia a girare su tempi inarrivabili per Villeneuve e guadagna un vantaggio rassicurante nei primi 10 giri di gara. Ma nel corso del 14° giro un clamoroso colpo di scena sconvolge la corsa. Jones perde il controllo della sua Williams e finisce fuori pista, ripartendo in fondo al gruppo. Villeneuve guadagna così la leadership della gara, seguito da Reutemann, che lo tallona da vicino. Alle loro spalle, Prost ha la meglio su Andretti e sale 3°, davanti a Piquet e Watson.
Al 25° giro, Piquet tenta l’attacco su Andretti, ma sbaglia le misure ed entrambi finiscono fuori pista. Ne approfittano così Watson e Laffite, che guadagnano la 4° e la 5° posizione. Davanti a tutti, intanto, Villeneuve resiste tenacemente agli attacchi di Reutemann, ma il suo ritmo comincia ad alzarsi parecchio e dietro la sua Ferrari si forma gradualmente un trenino di monoposto in fila indiana. È una situazione critica per Villeneuve: ogni minimo errore potrebbe compromettere tutto. Ma lui è un mago nella guida, e sfrutta ogni centimetro di pista per tenersi stretta quella insperata prima posizione.
Trascorsa metà gara, al 44° giro, un altro colpo di scena: Piquet commette un errore alla guida e si ritira. Poco dopo, Laffite passa Watson per la 3° posizione e si pone all’inseguimento di Reutemann. L’argentino cede alla pressione dei due inseguitori e si ritrova in 5° posizione.
Siamo al 62° giro, 18 alla bandiera a scacchi. Le gomme della Ferrari di Villeneuve sono ormai alla frutta, ma il canadese resiste con tenacia. Alle spalle del ferrarista, Laffite, Watson, Reutemann e De Angelis sono ormai una sola monoposto, racchiusi in un secondo. Ma nessuno riesce a bucare la clamorosa difesa di Gilles, che sul rettilineo, l’unico punto del circuito in cui è possibile pensare a un sorpasso non azzardato, è semplicemente imprendibile. Gli ultimi giri sono carichi di tensione; sugli spalti il pubblico è tutto in piedi, incredulo di fronte a ciò che sta accadendo quella domenica a Jarama. Villeneuve è impeccabile nella guida, e non offre mai il fianco ai suoi inseguitori, che cominciano a spazientirsi. Lafitte, nel corso dell’ultimo giro, tenta un attacco aggressivo e deciso in una curva della zona mista del circuito, ma nulla da fare: Villeneuve chiude la porta. Gli ultimi metri di gara restituiscono un’immagine storica: un arrivo in volata sul traguardo di cinque vetture, e Villeneuve, “il mago”, che alza le braccia al cielo.
All’80° giro cala la bandiera a scacchi sul Circuito de Madrid Jarama: Gilles Villeneuve vince la 17° Edizione del Gran Premio di Spagna, e conquista la 6° e ultima vittoria della sua carriera, la 2° consecutiva dopo quella di Monaco. Un trionfo incredibile, straordinario, di cui soltanto un pilota, lui, Gilles “il mago”, poteva esserne autore. Con una Ferrari nettamente inferiore alla concorrenza, per 68 giri consecutivi ha comandato la gara, dimostrando capacità di difesa impressionanti. Ligier, McLaren, Williams e Lotus, quel giorno, hanno dovuto fare i conti con il pilota migliore in pista, Villeneuve, autore di un’altra delle sue magie. Jacques Laffite e John Watson completano il podio. Il leader del mondiale Carlos Reutemann taglia il traguardo in 4° posizione, davanti alle due Lotus di Elio De Angelis e Nigel Mansell, che chiude la zona punti. Solo 7° Alan Jones, che perde punti preziosi nella lotta mondiale contro Reutemann.
CONCLUSIONE
Lunedì 22 giugno 1981, il giorno dopo la vittoria di Villeneuve a Jarama, Enzo Ferrari dichiara: “In Spagna Gilles Villeneuve mi ha fatto rivivere la leggenda di Nuvolari”. Queste parole, pronunciate dal “Commendatore”, fanno capire quanto Gilles Villeneuve fosse davvero speciale e unico, un pilota d’altri tempi, un mito assoluto per tutti gli appassionati. Nonostante abbia corso in un periodo complicato per la Ferrari e non sia mai riuscito a diventare Campione del Mondo, è uno dei piloti più amati di sempre dai tifosi della Rossa. Le sue imprese al volante, come il leggendario duello con Arnoux a Digione nel 1979, il giro percorso con l’alettone danneggiato che gli ostruiva la visuale ad Imola o il giro percorso su tre ruote a Zandvoort, sono l’essenza della sua carriera. Una carriera resa leggendaria non dalle pure statistiche, dal numero di vittorie (solo sette) o dai mondiali vinti (nemmeno uno), ma da una personalità unica. Gilles era un folle, e ai suoi tempi i tifosi Ferrari guardavano le gare soprattutto per assistere alle sue magie, proprio come quella di Jarama 1981, possibile soltanto grazie al talento immenso di Villeneuve.
La storia di Gilles Villeneuve, purtroppo, non presenta un lieto fine. Nel 1982, in Belgio, durante le qualifiche di Zolder, un terribile incidente gli ha fatto fare il suo ultimo volo. Un volo che ha spezzato il cuore di milioni di tifosi, ha spezzato il cuore di Enzo Ferrari e ha tolto la vita a Gilles. Troppo presto, sì, troppo presto… Gilles aveva solo 32 anni, e davanti ancora mille pagine di storia da scrivere, mille emozioni da far provare ai suoi tifosi. E invece, quel sabato pomeriggio belga tutto si è spento, in un lampo, nell’ultimo volo dell’”Aviatore”.
Ma Gilles Villeneuve non verrà mai dimenticato. Quel numero 27 impresso sulla scocca delle sue Ferrari è diventato un simbolo di coraggio, passione, follia. Una follia genuina, magica, indispensabile: la follia che anima la testa e il cuore di ogni pilota di Formula 1, la follia dell’indimenticabile Gilles.