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Gran Premio d'Austria 2026: Il Post Gara

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

George Russell ritrova il sorriso e la gloria! Weekend super per il britannico della Mercedes sul Red Bull Ring. Russell torna a vincere dopo otto gare, al termine di una gara dominata fin dalle prime fasi. Negli ultimi giri, però, ha dovuto sudare freddo: a Verstappen e Antonelli sono mancati pochi chilometri per dare vita a un triello spettacolare per la vittoria. Il pilota italiano non è stato perfetto, soprattutto ad inizio gara, ma anche la strategia non l’ha di certo aiutato. Tornano a sorridere anche Verstappen e la Red Bull, dopo un’ottima gara che dimostra il grande passo in avanti fatto dal team austriaco grazie all’ultimo pacchetto di aggiornamenti.

Doccia fredda per la Ferrari, dopo il trionfo di Barcellona: in un circuito di motore, la Rossa soffre il deficit di potenza e si deve accontentare di una 5° e una 8° posizione. Continuano anche le difficoltà per Leclerc, mai veramente competitivo in gara, conclusa alle spalle della Red Bull di Hadjar e alla McLaren di Norris. Buona la prestazione di Piastri, che salva il weekend incolore della McLaren.

La Racing Bulls vince la gara di centro gruppo, cogliendo un importante doppio arrivo a punti grazie alla solida performance di Lawson e Lindblad. Ancora una volta, l’Audi si ritrova fuori dalla top 10: Bortoleto e Hulkenberg arrivano ad un soffio dai punti. 

Weekend da incubo per la Williams, tra problemi di affidabilità e mancanza totale di velocità. Anche per la Cadillac un’infinità di problemi tecnici, in uno dei Gran Premi più complicati della sua stagione d’esordio.

Benvenuti al Post Gara della 39° Edizione del Gran Premio d’Austria, in scena sul Red Bull Ring di Spielberg nel caldo pomeriggio di domenica 28 giugno 2026.


PARLA LA PISTA            

PROVE LIBERE

FP1. Alla FP1 di Spielberg prendono parte sei piloti rookie: Dino Beganovic, sulla Ferrari di Leclerc; Ayumu Iwasa, sulla Racing Bulls di Lawson; Ryo Hirakawa, sulla Haas di Ocon; Luke Browning, sulla Williams di Sainz; Paul Aron, sull’Audi di Bortoleto; Jack Crawford, sull’Aston Martin di Stroll.

La sessione comincia in salita per Red Bull e McLaren, con i loro piloti fermi ai box a causa di problemi tecnici. Sulla MCL40 non viene montata l’”ala reverse”, evidentemente non ancora pronta per scendere in pista. La Ferrari ha già montato fin da subito il motore aggiornato, ma corre con mappature conservative: perde, infatti, tanto tempo sui rettilinei. Inoltre, la Rossa utilizza la sessione per eseguire dei test comparativi, in ottica 2027. Sul posteriore della SF-26, infatti, non è presente il sistema FTM. La Mercedes è subito molto competitiva, e i due piloti sono molto vicini tra loro. Antonelli fa segnare il miglior tempo; Russell è 2° per soli 40 millesimi. Risolti i problemi, Piastri si piazza 3°, a un decimo dal tempo di Russell, davanti a Verstappen. Hamilton è 5°, distante 6 decimi dal tempo di Russell, mentre Beganovic si piazza 9°. Un ottimo Lindblad è 6°, mentre Norris chiude 7° una sessione molto complicata, con soltanto 9 giri percorsi. In top 10 entrano anche Colapinto e Bearman. Sorprende Bottas, 13° con una Cadillac pimpante. La sessione si conclude con una bandiera rossa causata da Perez, obbligato ad abbandonare la sua Cadillac a bordo pista per problemi tecnici. La top 10 vede, dunque, Antonelli leader davanti a Russell, Piastri, Verstappen, Hamilton, Lindblad, Norris, Colapinto, Beganovic e Bearman. Un po’ in difficoltà Hadjar, solo 12° con la sua Red Bull. Durante la simulazione di gara, la McLaren mostra il passo migliore, ma con un carico di benzina inferiore rispetto alla Mercedes.

FP2. Nel primo push con gomme medie, la McLaren si conferma molto competitiva: Norris e Piastri battono il tempo di Antonelli. Russell, intanto, ritarda la sua uscita dai box: i meccanici lavorano sulla sua Mercedes. Mentre Verstappen rientra ai box per sistemare il sedile, Perez si ferma a bordo pista: ancora problemi sulla sua Cadillac. Anche Bottas, successivamente, sarà costretto allo stop per un cedimento meccanico: sessione da incubo per il team americano.La Ferrari non appare competitiva: probabilmente giù di motore, è lontana più di mezzo secondo dai tempi della McLaren. In top 10 entrano entrambe le Racing Bulls, a conferma della loro competitività. Antonelli, grazie a un buon giro, dà un piccolo strappo ai tempi, con 3 decimi di vantaggio sulle McLaren e 5 decimi su Russell. Leclerc, intanto, si avvicina leggermente ai tempi di Mercedes e McLaren. Nella simulazione di qualifica con gomme soft, Antonelli ribadisce la sua leadership davanti alle McLaren. Verstappen si piazza 4°, con un’ottima Red Bull, davanti a Hamilton. Russell è in ritardo di 6 decimi rispetto al tempo di Antonelli, mentre Hadjar sale 7°, non lontano da Verstappen, davanti a un Leclerc sottotono. Lawson e Bortoleto entrano in top 10; Gasly e Lindblad sono appena fuori. Haas e Audi stanno nella seconda metà di classifica, mentre Colapinto è solo 16°. Male le Williams, che si piazzano soltanto in 17° e 18° posizione, davanti alle Aston Martin e alle Cadillac. La top 10 vede Antonelli leader davanti a Piastri, Norris, Verstappen, Hamilton, Russell, Hadjar, Leclerc, Lawson e Bortoleto. Le simulazioni del passo gara mostrano una Mercedes nettamente prima forza, molto veloce e costante. Sorprende, però, anche Verstappen, il cui ritmo non è così distante da quello di Antonelli e Russell. La McLaren, invece, dopo pochi giri vede alzarsi i suoi tempi, segno di un degrado molto elevato, mentre la Ferrari è la più lenta tra i top team. Per la Rossa sembra esserci tanto lavoro da fare per dare una svolta a un weekend cominciato in sofferenza.

FP3. Sabato mattina la temperatura dell’asfalto supera i 50°C. Fa un caldo torrido. Come al solito, tutti attendono qualche minuto per scendere in pista. Perez, invece, deve recuperare il tempo perso al venerdì: sfrutta tutti i 60 minuti per compiere giri a ripetizione. Dopo i primi tentativi con gomma soft, la Mercedes comanda con Antonelli davanti a Russell. Una Ferrari notevolmente migliorata rispetto al venerdì ha assottigliato molto il suo ritardo nei rettilinei: si era nascosta molto bene. Dietro Antonelli, Russell si può considerare in lotta in un pacchetto di mischia composto anche da McLaren, Ferrari e Red Bull. Ottimi i tempi della Racing Bulls, costantemente in top 10, così come Gasly. Nella seconda metà di sessione, Russell chiede ai suoi meccanici un grosso cambio di setup, segno che non si trova bene con la monoposto e vuole sperimentare qualcosa di nuovo. Questo azzardo gli dà ragione. Con il secondo e ultimo tentativo, proprio a fine sessione, Russell batte il tempo di Antonelli, seppur di soli 38 millesimi, e si mette al comando. Hamilton, con un gran giro, sale 3°, non lontano dai tempi Mercedes. Leclerc, Invece, resta 7°, un po’ in difficoltà con la monoposto. Deludono le Haas e le Williams, lontane dalla top 10. Nel frattempo, Hadjar sale 8°, compattandosi con il gruppo dei top team. La top 10 vede, quindi, Russell leader davanti ad Antonelli, Hamilton, Piastri, Norris, Verstappen, Leclerc, Hadjar, Lawson e Lindblad. Si va verso una qualifica che vede la Mercedes candidata a monopolizzare la prima fila, con una sfida molto serrata tra Antonelli e Russell. Ma attenzione alla Ferrari, alla McLaren e a Verstappen, che non sono così lontani.


QUALIFICHE.

Nella Q1, i top team fanno un solo tentativo con gomma soft nuova. Il più veloce è Antonelli, davanti a Norris e Hamilton. Sorprende Hadjar, che si ferma a un millesimo soltanto dal tempo di Verstappen, mentre deludono  Leclerc e, soprattutto, Russell, soltanto 8°, a mezzo secondo dal tempo di Antonelli. George sarà poi l’unico pilota top ad eseguire un secondo tentativo, salendo 5°. La lotta per l’ingresso in Q2 è tra Ocon e le Williams. La spunta il francese, che porta anche la seconda Haas in Q2. Vengono eliminate: le due deludenti Williams di Sainz e Albon, le due Cadillac di Perez e Bottas, e le due disastrose Aston Martin di Alonso e Stroll, che prendono un distacco di un secondo dalla Cadillac.

In Q2, le Mercedes e le McLaren occupano la top 4: Antonelli è in vantaggio su Piastri e Norris di un decimo; Russell segue in 4° posizione a due decimi. Le Ferrari sono in 5° e 6° posizione davanti alle Red Bull. Tutti i top fanno un secondo tentativo, tranne Norris, Piastri e Verstappen. Proprio Max si prende un rischio clamoroso, e per soli 40 millesimi è salvo dall’eliminazione. Non passano il taglio Gasly, Bortoleto, Bearman, Hulkenberg, Ocon e Colapinto: in pratica, le due Alpine, le due Audi e le due Haas. Benissimo invece le Racing Bulls, entrambe in Q3. Hamilton, a causa di un errore, abortisce il suo primo tentativo della Q3. Antonelli è ancora una volta il più veloce, ma Russell ha trovato un gran giro, ed è 2° per soli 43 millesimi. Verstappen compie una piccolaimpresa, perché si piazza 3°, sullo stesso decimo dei due piloti Mercedes. Seguono, più staccati, Piastri, Leclerc e Norris, mentre Hadjar è 7°, davanti a Lawson e Lindblad. Nel secondo tentativo, le Ferrari sono le prime a completare il giro: migliorano il proprio tempo e si issano ai primi due posti. Le due McLaren deludono: sono solo 6° e 7°. Ma ecco il colpo di scena: Verstappen viene tradito da un problema all’ala anteriore della sua Red Bull e perde il controllo della vettura, impattando contro le barriere di curva 9-10. Viene esposta bandiera gialla, e Antonelli rallenta, vanificando il suo giro. Sembra fatta per la Ferrari, ma poco dopo Russell toglie alla Rossa il primato e si mette davanti a tutti. Una mossa astuta da parte del britannico, che alza il piede dall’acceleratore quanto basta per risultare pienamente in regola, ma, allo stesso tempo, migliorare il suo tempo. Russell conquista così la 12° pole position della sua carriera, la 4° stagionale e la 2° consecutiva dopo quella di Barcellona. Per la Mercedes è l’8° pole position stagionale su 8 qualifiche: questo a testimonianza del monopolio d’Argento del 2026. Completano la top 3 le due Ferrari di Leclerc e Hamilton: una Ferrari sicuramente competitiva, più forte della McLaren, ma che ha anche beneficiato tanto della bandiera gialla causata da Verstappen. Seguono Antonelli, Verstappen (peccato per l’incidente, perché la seconda fila era certamente alla sua portata), le due deludenti McLaren di Norris e Piastri (ancora una volta assenti nel momento decisivo), Hadjar, e le due ottime Racing Bulls di Lawson e Lindblad.


GARA.

Scelta gomme: partono tutti con gomme media, tranne Bortoleto e Sainz, che scelgono la gomma soft. Si prevede una gara a 2-3 soste per via del gran caldo. Al via, le posizioni di testa rimangono invariate, con Russell davanti alle due Ferrari e Antonelli, che, nonostante un lungo in curva 1, resta davanti a Verstappen. Il primo scambio avviene in curva 5: Hamilton passa Leclerc, e diventa il primo inseguitore di Russell.

Al 2° giro, Antonelli tenta l’attacco su Leclerc, ma supera i limiti della pista ed è costretto a restituire la posizione. Ci riprova subito nel rettilineo che porta a curva 3, ma esce male dalla curva: ne approfitta allora Verstappen, che li beffa entrambi e passa 3°, mentre Antonelli scivola 5°. Kimi riesce a superare definitivamente Leclerc dopo altri 5 giri, salendo così 4°. Mentre Russell è in fuga solitaria, si accende la sfida tra due vecchi rivali. Hamilton resiste al primo attacco di Verstappen all’11° giro, ma è solo il primo atto di un duello che continuerà anche dopo le prime soste ai box. Nel frattempo, infatti, tutti i top, tranne Antonelli e Hadjar, montano gomme hard. Al 22° giro, Verstappen attacca nuovamente Hamilton, riuscendo questa volta ad avere la meglio. Nel frattempo, le due Cadillac sono già entrambe ritirate dalla gara per problemi ai freni. Più avanti si ritirerà anche Stroll, per un guasto all’ERS. Il muretto Mercedes chiama Antonelli ai box al 25° giro. Proprio pochi istanti dopo, la direzione gara attiva la Virtual Safety Car a causa del ritiro di Sainz per problemi elettrici: un po’ di sfortuna per Kimi. L’italiano rientra in pista con un ritardo di 14 secondi da Russell. La Ferrari approfitta del regime di VSC per montare gomme soft a Hamilton. È una mossa azzardata, per cercare di scompigliare le carte in una gara in cui la Rossa non ha il passo per lottare con Mercedes e Red Bull.

Un Leclerc in evidente difficoltà subisce il sorpasso di Antonelli e Piastri, per poi cedere anche al ritorno di Hamilton e fermarsi ai box per la 2° sosta al 38° giro. Poco dopo, Hamilton passa alle hard: rimonta su Leclerc, ma non riuscirà poi a raggiungere Piastri. Davanti Russell non può stare tranquillo. Verstappen è velocissimo e riduce il suo ritardo a 2 secondi. Dietro Max, sta arrivando anche Antonelli, che, nonostante abbia denunciato alcuni problemi ai freni, dei tre è il più veloce. Il calvario di Leclerc continua: viene attaccato anche da Hadjar e Norris, e scivola 8°. Lawson e Lindblad sono autori di una gara fantastica, entrambi in zona punti con le due Racing Bulls, e tengono a distanza le Audi.La tensione si concentra tutta negli ultimi due giri. I primi tre piloti sono racchiusi in un fazzoletto di 4 secondi. Russell, con tanto sangue freddo, non sbaglia un colpo, mentre Verstappen è messo sotto pressione da Antonelli. Tuttavia, la bandiera a scacchi è ormai prossima, e quello che sarebbe potuto diventare un bellissimo triello per la vittoria non ha tempo di consumarsi. George Russell vince il Gran Premio d’Austria, trionfando per la 2° volta in carriera al Red Bull Ring. Per il britannico è la 7° vittoria della carriera, la 2° stagionale. Torna, infatti, a vincere dopo 8 gare: l’ultima affermazione risaliva all’Australia, gara inaugurale del campionato. La Mercedes torna al successo, dopo la sconfitta di Barcellona, in un circuito che premia potenza ed efficienza della Power Unit. Verstappen torna sul podio per la 2° volta in stagione, dopo Montréal, con una Red Bull in gran spolvero nella gara di casa, grazie al nuovo pacchetto di aggiornamenti. Completa il podio Antonelli, autore di una gara non perfetta, anche a causa di una strategia non ottimale. Seguono Piastri, Hamilton (ancora davanti a Leclerc), un buon Hadjar, uno spento Norris, Leclerc (con una Ferrari particolarmente lenta), Lawson e Lindblad (autori di un’ottima gara, con entrambe le Racing Bulls a punti). Ancora una volta, le due Audi non riescono ad entrare in top 10, pur non avendo sofferto di alcun problema tecnico.


I TOP DEL WEEKEND

1. GEORGE RUSSELL

Serviva una risposta da parte di George Russell, dopo un periodo complicato della stagione, durante il quale Antonelli si era dimostrato nettamente superiore. E la risposta è arrivata qui in Austria, in un weekend cominciato male e terminato nel migliore dei modi.

Infatti, fino alla metà della FP3, Antonelli sembrava destinato a dominare l’intero fine settimana, ma poi Russell ha giocato un azzardo che non si vede spesso in una fase così avanzata del weekend: stravolgere il setup della sua Mercedes. E questo azzardo ha pagato alla grande. Miglior tempo nelle FP3, pole position in qualifica, anche se in circostanze singolari. Russell è stato bravissimo e molto lucido ad alzare il piede dall’acceleratore nel momento giusto, così da risultare pienamente regolare e allo stesso tempo battere il tempo delle Ferrari. In gara ha gestito la sua leadership senza grossi problemi, scappando nella prima fase e resistendo al ritorno di Verstappen e Antonelli negli ultimi giri. Vittoria meritatissima, che serviva come il pane e che dà fiducia a George, che torna 2° in classifica a -40 punti da Antonelli. Il campionato è ancora molto lungo, e il britannico ha tutto per vincerlo.


2. MAX VERSTAPPEN

La Red Bull ha eseguito un ottimo lavoro con i nuovi aggiornamenti, che, almeno nella gara di casa, hanno fatto fare al team un salto di performance non indifferente. Con una vettura molto competitiva, sia nel giro secco sia nel passo gara, Max Verstappen si è scatenato. Peccato davvero per l’incidente in qualifica, non imputabile a Max, perché l’olandese avrebbe potuto ambire alla 3° posizione. In gara, però, è stato il solito Max che conosciamo: veloce, aggressivo, corretto nelle battaglie. Il sorpasso a Hamilton da manuale. In quella bellissima lotta con Lewis, però, in fin dei conti ha perso la gara, perché il suo ritmo era da vittoria. Il suo weekend è comunque da applausi.


3. RACING BULLS

In Austria anche la sorellina minore della Red Bull ha sorriso. Competitiva tutto il weekend, la Racing Bulls non ha mai abbandonato la top 10, con entrambi i piloti molto vicini tra di loro a livello di performance. Sia in qualifica che in gara, Lawson e Lindblad hanno ampiamente vinto la lotta di centro gruppo, staccando di parecchio la concorrenza diretta, rappresentata questo weekend da Haas, Audi e Alpine. In gara, un doppio arrivo a punti che fa bene al morale del team e rafforza la 6° posizione in classifica costruttori.


I FLOP DEL WEEKEND

1. FERRARI

Doccia fredda per la Ferrari in Austria, arrivata a Spielberg sulla scia dell’entusiasmo per la vittoria di Hamilton in Catalogna e per il primo dei due motori aggiornati grazie alle concessioni ADUO. Al Red Bull Ring, circuito di pura potenza motoristica, semplicemente non c’era la velocità per lottare con Mercedes e Red Bull. L’ottimo risultato in qualifica è stato frutto di una coincidenza fortuita, ma la Rossa era da 4° e 5° posizione, dietro le Mercedes e dietro Verstappen.

E infatti in gara la Ferrari è tornata con i piedi per terra, battuta anche dalla McLaren. Al di là delle enormi difficoltà di Leclerc, 8° al traguardo, ultimo dei top, anche la gara di Hamilton è stata complicata, soprattutto nello stint con gomme hard.È stata la gara più complicata finora per la Ferrari, la seconda della stagione in cui sul podio non c’è il Rosso, dopo Miami. Vedremo in Gran Bretagna se la Ferrari tornerà competitiva, in lotta quantomeno per il podio.


2. WILLIAMS

Che disastro per la Williams il weekend di Spielberg. Nel complessivo, è stata la terz’ultima forza della griglia, davanti soltanto a Cadillac e Aston Martin. È mancato un po’ tutto, sia performance sia affidabilità. In qualifica, Sainz e Albon sono stati esclusi in Q1, distanti rispettivamente due e cinque decimi dalla qualificazione. La gara è stata un calvario. Sainz costretto al ritiro per problemi elettrici (un altro stop di affidabilità per la Power Unit Mercedes), Albon 17° al traguardo, davanti soltanto ad Alonso, doppiato di 2 giri. La situazione è molto critica e serve un cambio di rotta con i prossimi aggiornamenti.


3. CADILLAC

In Austria, un fine settimana particolarmente complicato anche per la Cadillac, non tanto in termini di prestazioni, anche se pure quelle non sono state brillanti considerando i tanti aggiornamenti portati, quanto in termini di affidabilità. Tantissimi problemi tecnici hanno condizionato in negativo il weekend di Perez e Bottas, fin dalla FP1. Prima un guasto alla Power Unit della vettura di Perez nella FP1 e nella FP2, poi un cedimento strutturale sulla monoposto di Bottas in FP2. Infine, un doppio ritiro nelle prime fasi di gara per il guasto ai freni. Un disastro per il team statunitense, che dopo i buoni segnali di crescita dei weekend precedenti è tornato negli abissi della classifica. Per una squadra al debutto, comunque, è normalissimo incappare in questi problemi di gioventù.


VERSO LA GRAN BRETAGNA

Cala il sipario anche sul weekend dell’Austria. Come ogni anno, le emozioni al Red Bull Ring non sono mancate, in un circuito che favorisce lo spettacolo in pista, immerso nel fantastico scenario paesaggistico delle colline della Stiria. George Russell è tornato a fare la voce grossa, rispondendo con una performance da top driver al periodo magico finora vissuto da Antonelli. Kimi, però, anche a Spielberg ha dimostrato di essere dannatamente veloce, soprattutto in gara: la sfida tra i due si preannuncia molto eccitante. La Red Bull torna a respirare aria di gloria, pur avendo mancato la vittoria per un soffio, con un Verstappen sempre pronto a lottare per il massimo risultato. La Ferrari, invece, incappa in un passaggio a vuoto dopo il trionfo in Spagna, mentre la McLaren rimane in un limbo tutto suo, complicato da spiegare e valutare.

Questo campionato si conferma tanto avvincente, pur con una Mercedes assoluta protagonista. Il viaggio della Formula 1 in Europa non si ferma: il prossimo weekend tornerà già l’azione della pista, in un circuito storico e magico. La Formula 1 torna lì dove tutto ebbe inizio nel 1950. Il Silverstone Circuit è pronto ad ospitare la 77° Edizione del Gran Premio di Gran Bretagna, 9° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026. In Inghilterra andrà in scena il 4° weekend Sprint della stagione: lo spettacolo è assicurato. Sarà ancora dominio Mercedes, o la Ferrari e la Red Bull daranno del filo da torcere ai leader del campionato? Lo scopriremo soltanto vivendo ancora le mille emozioni della Formula 1.