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Gran Premio d'Azerbaijan 2026: il Post Gara

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE


George Russell è il padrone assoluto del weekend di Baku. Il britannico torna finalmente alla vittoria, conquistando il primo Grande Slam della sua carriera. Dopo una pole position stellare e una prima parte di gara dominata, Russell resiste negli ultimi giri agli attacchi di Max Verstappen, con un arrivo in volata esaltante, come non si vedeva da tempo. Kimi Antonelli, invece, inciampa in uno dei weekend più complicati della stagione: l’incidente delle qualifiche lo costringe a partire dal fondo, ma in gara è attento e prudente, e riesce a limitare i danni con la 5° posizione. Un eccezionale Isack Hadjar, al rientro dopo l’infortunio, sale sul podio con tanto merito, autore di una prestazione in gara davvero solida, con un’ottima Red Bull, che non portava due piloti in top 3 da più di due anni. Ancora un weekend incolore per la Ferrari, netta quarta forza in gara: per Charles Leclerc e Lewis Hamilton è il 5° Gran Premio consecutivo senza nemmeno un podio. Notte fonda, invece, per la McLaren, con il ritiro di Lando Norris e l’errore gravissimo di Oscar Piastri, fino a quel momento autore del weekend migliore della sua stagione. Arvid Lindblad vince la corsa di centro gruppo, mettendo una grossa pezza al fine settimana non semplice della Racing Bulls. Finalmente la Haas dà qualche segnale incoraggiante, per la prima volta in stagione a punti con entrambi i piloti, davanti alla Williams di un buon Carlos Sainz. Disastro totale in casa Alpine, che torna a casa con un pesante doppio ritiro causato da una manovra scellerata di Franco Colapinto in una gara che avrebbe potuto concludersi con una solida doppia top 10. Buio pesto ancora una volta per l’Aston Martin, con entrambe le vetture costrette al ritiro per problemi tecnici.

Benvenuti al Post Gara della 9° Edizione del Gran Premio d’Azerbaijan, in scena sul Baku City Circuit nel pomeriggio di sabato 26 settembre 2026.


PARLA LA PISTA


PROVE LIBERE

FP1. È giovedì, ma si scende già in pista: è tempo della prima sessione di prove libere. Per i primi run sono tutti in pista con gomme hard, fatta eccezione per le due McLaren e Colapinto. Sarà una sessione travagliata per Norris e Piastri, entrambi costretti a lunghe soste ai box per problemi tecnici. Tante difficoltà anche per Sainz, che rimane per metà sessione ai box a causa di un problema ai freni. La pista si presenta sporca e i tempi sul giro si migliorano di continuo. In testa alla classifica c’è un grande equilibrio tra le due Mercedes, Verstappen e Leclerc. Poco dopo, anche Hamilton si aggiunge alla festa con il secondo tempo, alle spalle di Antonelli. Sono ottimi i tempi di Colapinto e Lawson entrambi in top 10, mentre Alonso è 13°. Antonelli è uno dei primi piloti a passare a gomme soft per la simulazione di qualifica, ma la sua Mercedes si ferma a bordo pista per un guasto idraulico: sessione terminata per il leader del campionato. La Ferrari sceglie di non utilizzare le gomme soft in questa sessione, a differenza di tutti i diretti avversari. Verstappen si conferma in forma e segna un gran tempo, ma Russell risponde prontamente, portando il suo vantaggio a 4 decimi. Ottimo il tempo di Leclerc, che si ferma a pochi millesimi da quello di Verstappen, pur con una mescola di svantaggio. Salgono in top 10 entrambe le Racing Bulls; ottima anche la Haas, con Ocon in 9° posizione e Bearman a ridosso della prima metà di classifica. Le due McLaren scendono in pista negli ultimi minuti: Piastri riesce a salire in 6° posizione; Norris, invece, resta 14°. In casa Audi, Bortoleto sale 10°, mentre Hulkenberg è costretto ad abbandonare la sua vettura a bordo pista per problemi tecnici. Non male le due Williams, che si fermano al 12° e 13° posto. Male, invece, Hadjar al suo rientro dopo l’infortunio: solo 20°, con pochissimi giri percorsi. La FP1 si chiude, quindi, con Russell leader davanti a Verstappen, Leclerc, Hamilton, Antonelli, Piastri, Lawson, Lindblad, Ocon e Bortoleto.

FP2. Il problema tecnico che ha fermato Antonelli nella FP1 ha reso necessaria la sostituzione della Power Unit della Mercedes. Kimi è, quindi, costretto ai box per i primi venti minuti di sessione. Per i primi run, Verstappen, Russell e le due Ferrari sono su gomma media, le McLaren su hard e Hadjar su soft. Verstappen è il più veloce, ma di appena 45 millesimi su Russell. Seguono Norris, Hamilton, Hadjar, Leclerc e Piastri. Entrano in top 10 anche Gasly e le due Racing Bulls, mentre sorprende Perez, che porta la sua Cadillac in 14° posizione. I run con gomma media e hard vengono interrotti da una bandiera rossa: a causarla è Lindblad, che prende male le misure nella zona del Castello e danneggia pesantemente la sua Racing Bulls contro le barriere (come a Madrid). L’interruzione della sessione gioca a favore di Antonelli, che riesce a tornare subito in pista e cominciare regolarmente la simulazione di qualifica con gomme soft, come tutti gli altri. Bearman, intanto, è costretto ad abbandonare la sessione per un guasto alla Power Unit Ferrari della sua Haas. Con gomma soft, Russell non ha rivali: la Mercedes è devastante nel terzo settore e George infligge un distacco di 8 decimi a Verstappen, il primo degli inseguitori. A conferma della superiorità Mercedes, Antonelli, dopo alcuni giri di ambientamento, sale in 2° posizione, ma rimanendo comunque distante 5 decimi dal tempo di Russell, pagando tutto il ritardo nel settore centrale. Le due Ferrari sono 4° e 5°, davanti alle McLaren e a Hadjar. Leclerc avrebbe il potenziale di chiudere un ottimo giro, vicino al tempo di Antonelli, ma decide di abortire e tornare ai box. Gasly con un gran giro sale 7°, davanti a Piastri; Ocon si conferma competitivo e rimane in top 10. Molto positivo il 13° tempo di Perez con la Cadillac, davanti alle due Audi di Bortoleto e Hulkenberg. In difficoltà le Williams, solo 16° e 17°. Russell chiude da leader anche la FP2 davanti ad Antonelli, Verstappen, Leclerc, Hamilton, Norris, Gasly, Piastri, Hadjar e Ocon. Le simulazioni di passo gara mostrano una Mercedes molto forte, soprattutto con Russell, ma anche Verstappen e le McLaren sembrano molto competitivi. Più in difficoltà appaiono Antonelli e le Ferrari.

FP3. Venerdì mattina, nella terza sessione di prove libere, la pista è sporca e trae in inganno parecchi piloti, protagonisti di frequenti bloccaggi. I due piloti Mercedes non sono perfetti nella guida, e non esprimono tutto il potenziale della W17. Anche per questo, i distacchi in testa alla classifica sono piuttosto ridotti, con Verstappen che fa segnare il miglior tempo. La Ferrari si dimostra competitiva, soprattutto con Hamilton, mentre Leclerc è più staccato. Delude la McLaren, ancora sottotono, soltanto 7° e 8°. A centro gruppo spicca l’Alpine, con entrambi i piloti in top 10. Gasly è addirittura 6°, davanti alle McLaren, mentre Colapinto è 10, alle spalle di un Hadjar non particolarmente brillante. Sainz porta la sua Williams a ridosso della top 10, davanti alle Audi e alle Haas, mentre Albon è solo 17°. Buono il 16° tempo di Perez con la Cadillac; molto indietro, invece, le due Racing Bulls. Soltanto nove giri all’attivo per Stroll, che impatta contro il muretto interno di curva 1, danneggiando la sua Aston Martin. Verstappen chiude da leader la FP3, davanti a Russell, Hamilton, Antonelli, Leclerc, Gasly, Piastri, Norris, Hadjar e Colapinto. Si va verso una qualifica che, nonostante il miglior tempo di Verstappen nella FP3, vede comunque la Mercedes come favorita d’obbligo, con Russell che potrebbe finalmente trovare il riscatto su Antonelli. Occhio, però, a Verstappen e alle Ferrari.


QUALIFICHE.

Le qualifiche di Baku si aprono subito con un clamoroso colpo di scena. In Q1 Antonelli, dopo aver fatto segnare un iniziale 6° tempo, valuta male l’approccio a curva 1 e va contro il muretto interno, danneggiando la sospensione anteriore della Mercedes e ponendo fine alla sua qualifica. Il leader del mondiale sarà qualificato per la Q2 ma, naturalmente, non scenderà in pista: in griglia di partenza sarà solo 16°, costretto ad un’altra rimonta dal fondo. Russell, intanto, è irraggiungibile in vetta alla classifica, seguito a distanza dalle due Red Bull e dalle due Ferrari. Le McLaren non brillano, entrambe dietro Gasly, mentre sono ottime le Williams, ampiamente qualificate in Q2. Bene anche la Haas, con un Ocon redivivo, mentre faticano le Racing Bulls, che riescono a qualificarsi, ma con il cuore in gola. Disastro in casa Audi, che per la prima volta in stagione vede entrambe le vetture eliminate in Q1. Bortoleto e Hulkenberg hanno incontrato una bandiera gialla durante il loro giro e non hanno potuto migliorare il proprio tempo. Con loro, sono eliminati anche Alonso, Stroll, Bottas e Perez, penalizzato per aver causato un impeding ai danni di Piastri. Alonso e Stroll, tuttavia, partiranno dall’ultima fila per la sostituzione della Power Unit.

Nel primo tentativo della Q2 Russell è ancora il più veloce, ma Leclerc riesce a stare sotto i due decimi di distacco. Seguono le McLaren, Hamilton e le Red Bull. Ottimo segnale da parte delle Williams, entrambe in top 10. Colapinto e Gasly, invece, escono in pista solo negli ultimi minuti. Nel secondo tentativo Verstappen sale 2°, a 20 millesimi dal tempo di Russell. Piastri è 4°, davanti a Hadjar e Norris, mentre Hamilton scala 7°. Le Alpine completano il loro giro ed entrambe accedono alla Q3. Sainz resiste in 9° posizione e conquista la prima Q3 stagionale per la Williams, che torna finalmente a respirare dopo alcuni weekend di sofferenza estrema. Gli eliminati sono: Bearman, Lawson, Albon, Ocon, Lindblad e, naturalmente, Antonelli. Amara delusione, dunque, in casa Racing Bulls, dopo una delle qualifiche più complicate della stagione.

Nella Q3 i piloti scendono in pista in due gruppi separati, con strategie differenti. Russell, Verstappen, Sainz e le due McLaren scendono subito in pista. Hadjar, le due Ferrari e le due Alpine, invece, escono dai box a metà Q3 per fare più tentativi con un singolo set di soft. Nel primo tentativo sorprendono le McLaren, che conquistano le prime due posizioni davanti a Russell. George, però, si lancia per un nuovo giro e abbassa di mezzo secondo il suo tempo. Anche Leclerc batte le McLaren con un gran giro, mentre deludono Hamilton e Verstappen, solo 7° e 8° dopo un giro pasticciato. Piastri resta 3°, mentre Norris commette un errore nel suo ultimo giro e scivola 5°. Russell è una furia, e con il suo ultimo giro abbassa ulteriormente il suo tempo di 5 decimi. Il britannico conquista così una pole position fotonica, con un vantaggio di 8 decimi sul secondo classificato. Per Russell è la 12° pole position in carriera, la 5° stagionale e la prima in Azerbaijan. La Mercedes torna in pole dopo un’assenza di quattro gare, per l’11° volta in stagione; per il team tedesco si tratta della 4° pole position sul circuito di Baku, dopo quelle del 2016, 2017 e 2019. Un grande Leclerc arpiona la prima fila per appena un millesimo su un redivivo Piastri, che chiude la top 3. Seguono un eccezionale Hadjar (4° al suo rientro dopo l’infortunio), Norris, Hamilton, un grande Gasly, un deludente Verstappen, Sainz e Colapinto. Al termine della qualifica, tuttavia, Sainz viene penalizzato di 5 posizioni in griglia per non aver rispettato un regime di bandiere gialle. Lo spagnolo scala, così, 14°, mentre Bearman guadagna la top 10.


GARA.

Scelta gomme: Leclerc, Piastri, Hadjar, Hamilton, Bearman, Lawson, Albon, Ocon, Alonso e Stroll partono con le soft; tutti gli altri sono su gomma media. Si prevede una gara ad una sosta. Al via, Russell tiene la leadership, mentre Leclerc fa pattinare le gomme e perde la posizione su Piastri. Norris passa subito Hadjar, e Verstappen ha la meglio su Gasly, mettendosi alle spalle di Hamilton. In fondo al gruppo, Antonelli è estremamente cauto e scala 17°, perdendo una posizione su Bortoleto. I primi giri sono teatro di un gran recupero da parte delle due Red Bull: Hadjar supera Norris e Leclerc, e Verstappen lo segue a ruota. Al 7° giro, poi, Hadjar rispetta un ordine di scuderia e lascia strada a Verstappen. Tuttavia, nei giri seguenti Max non riesce mai a trovare lo spunto per passare Piastri. Hadjar, inizialmente, rivorrebbe la posizione che ha ceduto al compagno, ma poi si accoda, accettando il suo ruolo di scudiero.

Al 30° giro Norris arriva al bloccaggio degli pneumatici in curva 1 e cede la 7° posizione a Gasly e l’8° ad Antonelli, nel frattempo risalito in top 10 dopo una rimonta cauta e ragionata. Davanti, Russell fa un altro sport: 11 secondi di vantaggio su Piastri, che a sua volta tiene un discreto margine di vantaggio sulle Red Bull. Notte fonda, ancora una volta, per l’Aston Martin: entrambi i piloti sono costretti al ritiro per problemi di affidabilità. La gara procede senza grossi sconvolgimenti fino al 31° giro, quando a ravvivare il tutto ci pensa Albon, che impatta contro le barriere tradito da un cedimento della sua Williams. Si entra in regime di Safety Car e la corsia box è molto affollata. Russell, Verstappen e Antonelli passano alle soft; Piastri, Hadjar e le Ferrari passano alle medie. Alla ripartenza Verstappen sorprende Piastri e passa 2°, ma dietro è il caos. Colapinto manca completamente il punto di frenata e innesca una carambola che costringe al ritiro anche Gasly e Norris: disastro in casa Alpine. Lindblad si ritrova chiuso a sandwich tra Ocon e Lawson, e tocca la gomma posteriore sinistra della vettura gemella, con Lawson che finisce in testa-coda. Le due Haas salgono così in 8° e 9° posizione, e Ocon prende la posizione su Bearman con un attacco deciso all’interno di curva 2. Naturalmente è di nuovo Safety Car. Alla ripartenza Verstappen mette pressione a Russell, che però resiste. Al 40° giro Piastri, nel tentativo di difendersi da Hadjar, blocca le gomme anteriori e arriva lungo in curva 1. L’australiano riparte dalla 15° posizione: disastro totale per la McLaren. Russell cerca di scappare via, ma Verstappen non lascia la presa e lo tiene sotto scacco. Antonelli, intanto, sale in 5° posizione superando Hamilton, e si mette a caccia di Leclerc. Russell sembra riuscire a controllare il recupero arrembante di Verstappen, ma la gara ha ancora un’ultima emozione da regalare. Bottas impatta contro le barriere in curva 15 e viene esposta bandiera gialla. Verstappen sfrutta la situazione un po’ incerta per incollarsi al posteriore della Mercedes. L’arrivo sul traguardo è una volata mozzafiato, con Verstappen che affianca Russell sul rettilineo per un finale al fotofinish, che però premia il britannico. Un arrivo in volata coinvolge anche Lindblad e Ocon per la 7° posizione, con il pilota della Racing Bulls che ha la meglio sul francese per meno di un decimo. George Russell vince così il Gran Premio d’Azerbaijan, dopo una gara eccezionale e a due facce contrapposte: dominata nella prima metà, totalmente in difesa nella seconda. Per il britannico è l’8° vittoria in carriera e la 3° stagionale, dopo i trionfi in Australia e Austria. Russell ottiene anche il primo Grande Slam della sua carriera (pole position, gara tutta in testa, giro veloce e vittoria). La Mercedes conquista il suo 4° successo in Azerbaijan, il primo dopo 7 anni; per il team tedesco si tratta, inoltre, dell’11° vittoria stagionale su 15 gare. La Red Bull conquista il suo primo doppio podio dopo più di due anni (l’ultima volta era accaduto in Cina nel 2024). Max Verstappen è 2°, ad un passo dal ritorno alla vittoria, sfuggita per appena 196 millesimi, mentre un grandissimo Isack Hadjar conquista il suo 3° podio in carriera, il 2° stagionale dopo quello di Monaco, al suo rientro dopo l’infortunio. Seguono Leclerc, Antonelli (che limita i danni in uno dei weekend più complicati della sua stagione), Hamilton (Ferrari incolore, quarta forza in pista), Lindblad (ancora una volta a punti con la Racing Bulls), le due Haas di Ocon e Bearman (per la prima volta in stagione entrambe a punti), e Sainz, che riporta la Williams in top 10. Al termine della gara Colapinto riceve una penalità di 5 posizioni in griglia per la gara successiva, in Malesia, per aver causato la carambola alla ripartenza dopo la prima Safety Car.


I TOP DEL WEEKEND


1. GEORGE RUSSELL

Quello di Baku, probabilmente, è stato il primo weekend della stagione in cui George Russell è stato sempre più veloce di Antonelli. Il britannico aveva vinto anche in Australia e in Austria, vero, ma in entrambe le occasioni Kimi aveva comunque dimostrato qualcosa in più, soprattutto a Spielberg. Questo weekend, invece, c’è stata finalmente la reazione di Russell, dopo tante gare in cui è stato surclassato dal compagno di squadra. In qualifica ha mostrato una qualità di guida eccellente, tornando a fare la differenza come pilota. Nella sua pole position c’è tanto di performance della vettura (in rettilineo la Mercedes è stata devastante per tutto il weekend), ma c’è anche tanto del suo talento alla guida: nel settore centrale, dove non ci sono rettilinei, ha rifilato un gran distacco a tutti. E poi in gara è stato impeccabile, non ha sbagliato nulla. Nella prima parte ha impresso un ritmo irraggiungibile per tutti; nella seconda è stato bravissimo a tenere la concentrazione e ha reagito molto bene alla pressione di Verstappen. Una vittoria meritata, per un George Russell sicuramente ritrovato. Se questo trionfo può essere una svolta mondiale per lui, lo scopriremo nelle prossime settimane: Antonelli è ancora tanto distante in classifica.


2. RED BULL

In Azerbaijan la Red Bull è stata ottima, molto competitiva e, soprattutto, con entrambi i piloti. La forza della Red Bull si era già intravista durante le prove libere, con Verstappen che ha dato l’idea di potersi giocare qualcosa di importante. In qualifica è emerso Hadjar, che ha conquistato un fantastico 4° posto. Purtroppo, Max ha, invece, sofferto di un problema al MGU-K, che non gli ha dato la potenza necessaria, e ha concluso in un’anonima 8° posizione. In gara, però, la Red Bull si è dimostrata nettamente la seconda forza, superiore (e di tanto) alla Ferrari, ma anche alla McLaren, che poi si è auto eliminata con due autogol incredibili. Verstappen e Hadjar sono risaliti come due furie fino a conquistare un solido doppio podio, che alla Red Bull mancava da Cina 2024. La vittoria è sfuggita per 192 millesimi (un distacco in volata che non si registrava dal 2002), ma si tratta comunque del miglior risultato stagionale per il team austriaco, che piano piano sta tornando a competere per la vetta della classifica.


3. ESTEBAN OCON

Top per Esteban Ocon nel weekend di Baku, perché finalmente, dopo tanti Gran Premi di estrema fatica, ha vissuto un fine settimana molto positivo. Già nelle prove libere aveva dimostrato tanta velocità, riuscendo a stare costantemente in top 10. In qualifica non è stato brillante, un po’ sottotono rispetto a Bearman, ma in gara si è ripreso alla grande. Ha sfruttato tutte le occasioni per rientrare nella top 10, e poi la ciliegina sulla torta è stato il sorpasso in curva 2 sul compagno di squadra, che gli è valso l’8° posizione al traguardo. Ottima risposta ad un periodo non semplice da parte del francese.


I FLOP DEL WEEKEND


1. ANDREA KIMI ANTONELLI

Questo flop deriva interamente dall’incidente della qualifica. Ad essere grave non è tanto l’incidente in sé, perché è un tipo di errore che a Baku è molto comune, quanto per la situazione in cui è arrivato. In Q1, con una Mercedes devastante sul giro secco: che bisogno c’era di prendersi quei rischi già nelle prime fasi della qualifica? In gara, poi, Kimi è stato come al solito maturo, ha aspettato sempre il momento giusto per compiere tutti i sorpassi ed è risalito bene fino alla 5° posizione. Però, in un weekend dove avrebbe potuto perdere al massimo 7 punti da Russell, ne ha perso 15, e soltanto a causa di un errore che poteva e doveva benissimo evitare… Detto questo, però, c’è anche da considerare che Antonelli è un pilota alla sua seconda stagione in carriera, sta disputando un campionato clamoroso, e questo è stato il suo primo vero errore stagionale. Kimi è ancora ampiamente leader della classifica e in Malesia avrà la possibilità di un riscatto immediato.


2. FERRARI

La Ferrari non ha conquistato il podio per il quinto weekend consecutivo. Dopo un inizio di stagione promettente e molto solido, tanto da poter pensare di insidiare la Mercedes in classifica, da qualche gara la Ferrari non è più brillante come prima e le sue prestazioni sembrano plafonate. In gara a Baku la SF26 è stata molto vulnerabile in rettilineo; sono bastati pochi giri alle due Red Bull per scappare via, con un ritmo nettamente superiore. Il disastro della McLaren e la rimonta non fulminea di Kimi Antonelli hanno mascherato la domenica non felice di Leclerc e Hamilton che, in condizioni di gara lineare, avrebbero terminato la corsa in 7° e 8° posizione.


3. VALTTERI BOTTAS

Weekend molto complicato per Valtteri Bottas, sempre ultimo per distacco sia in qualifica sia in gara. Nonostante Baku sia un circuito di motore, la Cadillac non si è comportata affatto male, ma soltanto nelle mani di Perez, che ha dimostrato anche quest’anno di avere un ottimo feeling con questo circuito. Bottas invece, per tutto il weekend non ha avuto la velocità del compagno di squadra. In qualifica ha segnato l’ultimo tempo, con un distacco di quasi un secondo nei confronti di Stroll, che si è qualificato al penultimo posto. In gara, tantissima fatica con il passo. Fin dai primi giri si è distanziato dal gruppo, non riuscendo più a ricucire il gap nemmeno su Perez. L’incidente al penultimo giro, poi, è stato l’ultimo episodio infelice di un weekend da dimenticare per il finlandese.


VERSO IL BAHRAIN (MALESIA)

Anche quest’anno siamo giunti al termine del weekend dell’Azerbaijan. Baku non si smentisce mai: grazie a un circuito veloce e insidioso, regala sempre dei Gran Premi emozionanti, ricchi di colpi di scena e di sorprese. George Russell torna finalmente alla vittoria, dopo un periodo di grande difficoltà, e batte un colpo nella lotta mondiale. Antonelli è ancora ben distante ed è super favorito per la conquista del titolo, ma se Russell dovesse confermare questo stato di forma anche nei prossimi weekend, il finale di stagione potrebbe essere meno scontato di quanto sembri.

Il circus della Formula 1 non si ferma e si appresta a cominciare il suo breve tour nel Sud-Est asiatico. È il momento, infatti, del recupero di una delle due tappe mediorientali che non si sono corse nel mese di aprile: nello specifico, il round del Bahrain. Tuttavia, data la complessa situazione geopolitica, il Medio Oriente è ancora fisicamente irraggiungibile per il circus. Per questo motivo, il Gran Premio del Bahrain andrà in scena non sul suo palcoscenico abituale, il Bahrain International Circuit, ma su un circuito che si appresta a tornare in calendario dopo nove stagioni di assenza. Il Sepang International Circuit di Kuala Lumpur, uno degli autodromi più apprezzati dai piloti, ospiterà la 22° Edizione del Gran Premio del Bahrain (in Malesia). Siamo pronti a vivere il 16° appuntamento di un campionato che potrebbe riservarci ancora tante sorprese.