Gran Premio degli Stati Uniti d'America 2026: il Post Gara
INTRODUZIONE
Kimi Antonelli è la Stella Solitaria del Texas! Il bolognese domina la gara di Austin contro ogni pronostico, e si avvicina sempre di più alla conquista di un titolo mondiale che all’Italia manca da 73 anni. In Messico gli sarà sufficiente un 9° posto per scrivere la storia. Annichilito ancora una volta George Russell, autore di un weekend terribilmente sottotono, lontanissimo dalle prestazioni di Antonelli: sul traguardo è solo 8°, ultimo dei piloti top.
In Texas una gara molto vivace ha visto Red Bull e Ferrari sfidarsi in un duello serrato per il podio. È Charles Leclerc, alla fine, a spuntarla, grazie ad una Ferrari ottima nel passo gara. Max Verstappen completa il podio, graziato nel finale da una Virtual Safety Car che l’ha salvato dall’attacco di Lewis Hamilton, che è andato molto vicino dal regalare un doppio podio alla Ferrari.
Fatica ancora la McLaren, che anche ad Austin è netta quarta forza: Lando Norris è 5° al traguardo, Oscar Piastri 8°, entrambi molto lontani dalla zona podio. Nel sandwich delle due McLaren si trova Isack Hadjar, autore di un weekend non semplice e lineare, ma comunque positivo con la sua Red Bull. Liam Lawson si conferma il re del centro gruppo, con una Racing Bulls che continua a spingere forte sull’acceleratore. Chiude la zona punti Pierre Gasly, autore di un weekend solido e di una grande gara con la sua Alpine. L’Audi, ancora una volta, manca la zona punti per poco, mentre la Haas si lecca le ferite dopo una deludente gara di casa. Weekend terrificante per la Williams, che in Texas è stata la decima forza in pista, davanti soltanto alla Cadillac. A Grove, ormai, si pensa solo al 2027.
Benvenuti al Post Gara della 47° Edizione del Gran Premio degli Stati Uniti d’America, in scena sul Circuit Of The Americas di Austin nel pomeriggio texano di domenica 25 ottobre 2026, nel weekend in cui Alicia Palmowski, pilota del team Red Bull Racing, si è laureata Campionessa della F1 Academy 2026.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. Prende parte alla prima sessione di prove libere un solo rookie: Colton Herta, sulla Cadillac di Perez. Quando scendono in pista, i piloti trovano un asfalto sconnesso e devono prendere le misure con i numerosi bump presenti lungo il circuito. In particolare, in curva 1 (dove sorge una mega-struttura dedicata al Paddock Club, costruita in occasione di questa edizione) c’è un avvallamento che porta molti piloti al bloccaggio. In casa Ferrari si eseguono test comparativi: Leclerc è in pista con il nuovo pacchetto di aggiornamenti, Hamilton con il pacchetto precedente. Per i primi run, Ferrari e McLaren sono su gomme medie, Mercedes e Red Bull su hard. La Ferrari si dimostra da subito molto rapida, ottima soprattutto nel primo settore. Nonostante paghi un gap importante in termini di potenza, riesce a primeggiare con entrambi i piloti, infliggendo 5 decimi di distacco a McLaren e Mercedes. La Red Bull rimane nell’ombra, lontana dalle prestazioni top. A centro gruppo spicca l’Audi, in grado di raggiungere la top 8, e non sfigura l’Aston Martin, che resta vicina alla top 10. In casa Williams, invece, il lavoro della FP1 è dedicato interamente a test aerodinamici in ottica 2027: per questo, Albon e Sainz fanno continui out-in dai box, e non vanno mai alla ricerca della prestazione pura. Durante le simulazioni di qualifica emerge la forza della Red Bull, con Verstappen che conquista il miglior tempo, salvo poi vederselo cancellato per track limits. Leclerc detta così il passo, mentre Norris, con un ottimo giro, si avvicina ai tempi di Verstappen. Le Mercedes appaiono meno pimpanti del solito, con Antonelli che completa il suo giro verso fine sessione ma è solo 5°, alle spalle di Russell. Hamilton appare più in difficoltà rispetto a Leclerc nella guida e rimane lontano dai tempi del compagno di squadra, così come Piastri, in difficoltà nella ricerca del tempo. Capitolo a parte, invece, per Hadjar, che non riesce a mettere insieme un giro buono con le soft e rimane in 14° posizione. A centro gruppo, Bortoleto segna l’8° tempo, con un’ottimaAudi, davanti alle due Racing Bulls. L’Aston Martin conferma le sue posizioni da centro classifica, mentre delude l’Alpine, con Gasly e Colapinto dispersi in fondo alla classifica. Leclerc chiude da leader la FP1 di Austin davanti a Verstappen, Norris, Russell, Antonelli, Hamilton, Piastri, Bortoleto, Lindblad e Lawson. Le simulazioni di passo gara mostrano un certo equilibrio tra i top team, con un ottimo Leclerc su gomma media. A fine sessione vengono eseguiti dei test da parte della FIA per verificare il comportamento dei software delle Power Unit in condizioni di basso grip (quindi con potenza elettrica limitata e l’utilizzo parziale della Straight Mode), visto il disastro che è accaduto in Malesia.
FP2. Per i primi run di sessione la scelta gomme si inverte rispetto alla FP1: Ferrari e McLaren ora sono su medie; Mercedes e Red Bull su hard. Nei primi minuti i tempi sono in continua evoluzione. Verstappen sembra il pilota più a suo agio, ma Leclerc e Russell sono in grado di contendergli la testa della classifica. Anche Norris appare molto competitivo, mentre Piastri, a causa di un bloccaggio, rimane per parecchio tempo fuori dalla top 10. Qualche problema per Antonelli, costretto a una lunga sosta ai box per un cambio di sedile. Fatte le necessarie regolazioni, il leader del mondiale torna in pista con gomma media, inserendosi in 3° posizione, alle spalle di Verstappen e Russell. A centro gruppo spicca ancora l’Audi, ma solo con Bortoleto, la Racing Bulls con Lindblad, e anche Colapinto riesce a stare regolarmente in top 10, a differenza di Gasly, che resta attardato in 15° posizione. L’Aston Martin non riesce a replicare le buone prestazioni della FP1, mentre la Williams è in crisi di assetto, con una vettura troppo incline al bloccaggio. Leclerc detta il passo dopo il primo tentativo di simulazione di qualifica con gomma soft. Verstappen lo segue davanti a Russell e Hamilton, mentre Hadjar eccede i limiti della pista e si vede privato del suo tempo. Alcune difficoltà in casa McLaren: Norris e Piastri devono fare i conti con una vettura instabile al posteriore, e fanno fatica a chiudere un buon giro. Antonelli ritarda di qualche minuto la sua simulazione di qualifica e, grazie ad un buon giro, raggiunge la 2° posizione, non lontano dal tempo di Leclerc; Hamilton, invece, sale in 4° posizione. Hadjar, invece, scala in 9°. Un fantastico Lawson è il re del centro gruppo, e riesce a stare addirittura davanti alle McLaren. Anche Bearman non sfigura e porta la Haas in top 10. Resta fuori dalla top 10 l’Audi, con entrambi i piloti, mentre delude l’Alpine, in difficoltà con la gomma soft. Crisi nera in casa Williams, nettamente la 10° forza in pista, appena davanti alle Cadillac. Leclerc è il leader anche della FP2, davanti ad Antonelli, Verstappen, Hamilton, Russell, Lawson, Norris, Piastri, Hadjar e Bearman. Le simulazioni di passo gara evidenziano un degrado importante della soft dopo 10-12 giri, mentre la media tiene bene anche oltre i 20 giri. Tra tutti spiccano Russell e Norris, che tengono un gran passo rispettivamente su media e hard. Hamilton, invece, non è soddisfatto del comportamento della sua Ferrari e ha qualche difficoltà di tenuta in curva.
FP3. Nella terza sessione di prove libere la Ferrari effettua dei test aerodinamici con la vernice applicata sul fondo. Hamilton esce molto presto dai box e con gomme soft, lo stesso treno di soft che terrà fino agli ultimi giri di sessione, coprendo uno stint molto convincente. Per i primi tentativi, le due Red Bull e Leclerc sono in pista con gomme medie; le Mercedes e le McLaren sono su soft. I tempi sono in continua evoluzione, ma le Ferrari sono costantemente nelle prime posizioni, anche grazie a un Hamilton visibilmente più comodo alla guida rispetto al venerdì. La Mercedes si dimostra forte nei primi due settori, ma è ancora tanto vulnerabile nel terzo: Antonelli è il primo inseguitore delle Ferrari, ma accumula gran parte del suo ritardo nelle ultime curve. Russell, più in difficoltà rispetto al compagno di squadra, anche a causa di un track limits, si trova alle spalle delle McLaren, mentre Hadjar chiude la top 8, parecchio distante dai tempi di Verstappen. Lawson si conferma ancora il migliore del centro gruppo e condivide la top 10 con un ottimo Colapinto, che batte il tempo di Bearman, relegando il britannico della Haas all’11° posizione. Rimane vicina alla top 10 l’Audi, con Bortoleto che offre la scia a Hulkenberg in vista della qualifica. L’Aston Martin dà l’idea di potersi giocare la Q2 in qualifica, mentre la Williams naufraga in fondo alla classifica. Durante gli ultimi push con gomma soft il più rapido è Hamilton, che sembra aver trovato la quadra con la sua Ferrari. Leclerc perde l’occasione di chiudere da leader anche la FP3 a causa di un track limits, ma in generale la Rossa sembra essere migliorata a livello di velocità e gestione dell’energia rispetto al venerdì. Verstappen si ferma a quasi 2 decimi dal tempo di Hamilton. Antonelli sale in 4° posizione davanti a Russell, ma perdendo ancora tanto tempo nell’ultimo settore. Anche Norris, come Leclerc, è vittima di un track limits: il tempo cancellato lo avrebbe portato in 4° posizione. Hadjar fa fatica ad estrarre il massimo potenziale della sua Red Bull, e si lamenta di una vettura complicata da guidare. A centro gruppo, questa volta, è Hulkenberg il più veloce: il tedesco si porta in 7° posizione, davanti alla McLaren di Piastri, anche grazie alla scia di Bortoleto. Ottimo anche il 9° tempo di Gasly, che chiude davanti ad Hadjar. Fuori dalla top 10 le due Racing Bulls, non particolarmente incisive in questa sessione. È ancora la Ferrari a chiudere da leader anche la FP3 del Texas, ma questa volta con Hamilton. Verstappen è 2° davanti a, Leclerc, Antonelli, Russell, Piastri, Hulkenberg, Norris, Gasly e Hadjar. Si va verso la qualifica con poche certezze e molti dubbi. Verstappen e le Ferrari sembrano essere i favoriti per la lotta alla conquista della pole, ma l’esperienza ci insegna che generalmente nella Q3 la Ferrari diventa parecchio vulnerabile. Attenzione anche alla Mercedes, che non si può mai escludere dalla battaglia.
QUALIFICHE
Lindblad, Colapinto e Bortoleto ricevono delle posizioni di penalità in griglia di partenza. Il britannico è penalizzato di 5 posizioni per la sostituzione dell’ICE, arrivato alla 6° unità, sulla sua Racing Bulls. L’argentino è penalizzato di 10 posizioni per la sostituzione della centralina, arrivata alla 5° unita, sulla sua Alpine. Il brasiliano è penalizzato di 20 posizioni per la sostituzione dell’unità relativa alla potenza ausiliaria, arrivata al 6° ricambio, sulla sua Audi. Antonelli, Russell e Piastri affrontano la Q1 con gomme medie, per risparmiare un set di soft nuove in vista della gara: tutti e tre riescono a passare il taglio senza grossi problemi. La Ferrari si conferma veloce nel primo tentativo, con Leclerc che segna la miglior prestazione davanti a Verstappen, sebbene il gap tra i due sia di soli 15 millesimi. Anche Hadjar è molto vicino ai tempi dei due battistrada, dimostrando di aver trovato la quadra con la sua monoposto dopo le difficoltà delle prove libere. Hamilton è 4° davanti a Norris e Antonelli, mentre Russell è 8° e Piastri addirittura 13°, prima di migliorare il suo tempo e salire in una più comoda 7° posizione. Velocissimi Lawson e le due Audi, che entrano in top 10. In difficoltà, invece, Gasly, che deve rifare il suo giro, dato che il precedente è stato cancellato per track limits. Alonso lotta per l’ingresso in Q2, così come Sainz, nonostante una Williams complicata da guidare. Nel secondo tentativo la McLaren è l’unico top team a tornare in pista, con Piastri che completa un altro giro con un nuovo treno di gomme medie e si assicura la qualificazione. Gasly effettua finalmente il suo giro e ha accesso alla Q2, così come le Audi, Bearman e Colapinto.
Alonso porta l’Aston Martin in Q2 per la 3° volta in stagione, mentre Sainz non riesce nell’impresa e viene eliminato. Gli esclusi della prima manche sono: Ocon, Stroll, Sainz, Albon (che si lamenta delle tempistiche di uscita dai box), Perez e Bottas. Per il primo tentativo della Q2, le Ferrari, le McLaren e Verstappen sono in pista con gomme soft usate. Tempo fantastico di Verstappen, che assume con margine la leadership davanti a Norris e le due Mercedes. Fatica, invece, la Ferrari, con Hamilton 5° e Leclerc 7°, a causa di un giro non brillante. Hulkenberg porta l’Audi in top 10, davanti alla Racing Bulls di Lawson. Nel secondo tentativo, la Ferrari torna competitiva con gomme nuove: Leclerc stampa il miglior tempo davanti ad Antonelli, Russell, Verstappen, Norris, Piastri, Hamilton e Hadjar. In casa Audi Bortoleto, che non ha ambizioni di classifica, offre la scia a Hulkenberg, ma il tedesco commette alcuni errori nel suo giro e perde l’occasione di entrare in Q3. Un grande Lindblad, invece, assicura alla Racing Bulls un fantastico doppio accesso in Q3, mostrando ancora una volta il dominio del team di Faenza nella corsa del centro gruppo. Il primo degli eliminati è Gasly, per soli 22 millesimi; con il francese sono esclusi anche Hulkenberg, Bortoleto, Colapinto, Alonso e Bearman, al quale è stato cancellato l’ultimo tempo, che lo avrebbe portato in 13° posizione, per track limits.
Per la Q3, la Racing Bulls sceglie di non far scendere in pista Lawson: non si tratta di un problema tecnico, ma di una scelta puramente strategica, che ha un duplice scopo. In questo modo, infatti, Liam risparmia un set di soft in più per la gara, e lo fa senza il pericolo di perdere posizioni in griglia, visto che Lindblad andrà in penalità; allo stesso tempo, Lindblad, facendo segnare il 9° tempo in Q3, si assicura la 14° posizione in griglia. Nel primo tentativo la Mercedes torna improvvisamente a vita, con un Antonelli stellare che compie il giro perfetto, staccando Verstappen di quasi 2 decimi. A sorprendere è anche Hadjar, che si piazza 3°, vicinissimo al tempo di Max. Scompare la Ferrari che, come sempre, in Q3 fatica con la potenza del motore: Leclerc non va oltre il 4° posto, a 3 decimi dal tempo di Antonelli; Hamilton è 6°, anche alle spalle di un Russell sottotono. Delude la McLaren, nettamente quarta forza, con Piastri 7° a 7 decimi dal tempo di Antonelli e Norris 8°. Nell’ultimo tentativo, l’unico pilota che riesce a migliorare la sua posizione è proprio Norris, che sale 6°, relegando Russell al 7° posto. Tuttavia, anche il Campione del Mondo in carica eccede i limiti del circuito, tornando così all’8° posto. Nel sabato del Texas la festa è tutta per Antonelli che, ancora una volta, estrae il massimo potenziale dalla sua Mercedes e lascia tutti a bocca aperta. Il bolognese conquista la sua 7° pole position stagionale e della carriera, la prima sul COTA di Austin e la 2° negli Stati Uniti, dopo quella di Miami. Diventa il primo pilota italiano nella storia della Formula 1 ad ottenere più di 6 pole position nel corso di una singola stagione, battendo il record storico di Alberto Ascari, che resisteva dal 1953 (quando però, è necessario dirlo per correttezza statistica, il campionato era composto da sole 9 gare, di cui una, la 500 Miglia di Indianapolis, disertata dalla maggior parte dei team europei). Per la Mercedes si tratta della 12° pole position stagionale, la prima dal round dell’Azerbaijan, e la 7° ad Austin e, in generale, nel Gran Premio degli Stati Uniti d’America. Verstappen completa la prima fila, che condivide con Antonelli per la 4° volta in stagione, e un grandissimo Hadjar conquista la 3° posizione, garantendo alla Red Bull un ottimo risultato di squadra. Seguono Leclerc, Hamilton (Ferrari che, come sempre, fatica nel momento decisivo della qualifica), Russell (ancora una volta annichilito da Antonelli), Piastri, Norris (McLaren netta 4° forza, anche a causa del track limits di Norris), un ottimo Lindblad e Lawson. Per via delle penalità, la griglia di partenza si modifica in questo modo: Lindblad scala in 14° posizione, Lawson sale così 9° e Gasly entra in top 10; Colapinto e Bortoleto scalano in ultima fila.
GARA
Stroll prende il via dalla pit lane: la sua Aston Martin è stata modificata in regime di parc fermé. Scelta gomme: la scelta più gettonata ricade sulla soft; Antonelli, Russell, Piastri, Norris e Stroll partono con la media; Colapinto e Bottas partono con la hard. Al via, Antonelli è un fulmine e vola subito in testa, mentre Verstappen non scatta bene e viene attaccato da Leclerc, che sale 2° grazie ad un sorpasso micidiale all’esterno nello snake. Anche Hamilton tenta l’attacco su Verstappen, ma si deve accodare e rimane 4° davanti a Hadjar, Russell e le due McLaren. Nelle retrovie Sainz in partenza cerca un attacco nei confronti di Lindblad, ma il britannico non lo vede e lo stringe contro il muro: si sfiora un grosso incidente.
Si arriva alla staccata di curva 12 con Antonelli in fuga solitaria, mentre alle sue spalle accade di tutto. Verstappen riprende la posizione su Leclerc; Russell cerca l’attacco su Hadjar ma finisce largo e offre il fianco a Piastri. I due arrivano al contatto, senza conseguenze: Russell, tuttavia, viene ritenuto colpevole, per aver forzato Piastri fuori pista, e riceve una penalità di 5 secondi. Nei primi giri di gara Antonelli controlla il vantaggio su Verstappen, che comincia gradualmente ad andare in difficoltà di passo con le soft. Al 14° giro, infatti, è il primo pilota top a fermarsi ai box: in Red Bull si decide di montare un altro treno di soft, per una chiara strategia a due soste. A questo punto in Mercedes deve essere presa una decisione: coprire subito Max con Antonelli o ritardare la sosta e fare un solo pit stop, passando alle hard. Si va sulla seconda strategia, anche perché Verstappen quando torna in pista è una furia e, in caso di sosta di Antonelli, sarebbe davanti.
Nei giri successivi si delineano le strategie dei top team. Antonelli va per una sosta, così come Russell e Hadjar, che allunga tantissimo il primo stint con le soft per passare poi alle hard. Anche le McLaren puntano subito sulle hard, mentre entrambe le Ferrari vanno sulle due soste, montando le medie nella fase centrale di gara. Nella corsa di centro gruppo comanda Lawson, che si tiene stretta la sua 9° posizione davanti a Gasly. Nel corso della gara, Bearman e Colapinto sono costretti al ritiro: il primo per alcuni danni riportati dopo dei contatti nei primi giri, il secondo per un guasto al motore. Russell, scontata la sua penalità, torna in pista alle spalle delle due McLaren. Verstappen, intanto, arriva rapidamente in coda a Hadjar, che lo lascia passare essendo su una strategia diversa. Ma in questa fase di gara la vettura più veloce in pista è la Ferrari: con gomme medie Leclerc gira più forte di Verstappen e in breve tempo gli è alle costole.
Il pit stop di Antonelli arriva al 25° giro: il bolognese passa su gomma hard e torna in pista in 3° posizione, ma con gomme più fresche rispetto a Verstappen e Leclerc. Sette giri dopo Verstappen è ai box per la sua 2° sosta, mentre Antonelli svernicia la Ferrari di Leclerc in rettilineo, tornando leader della gara. Per l’ultimo stint di gara le Ferrari montano gomme hard e volano. Leclerc si mette a caccia di Verstappen e Norris che, grazie alla sua strategia, ora si trova in 2° posizione. Hamilton, invece, riprende Hadjar e sale in 5° posizione. Al 47° giro Norris, Verstappen e Leclerc danno vita ad una bellissima sfida a tre per il podio. Norris, naturalmente, è costretto a cedere il passo ad entrambi, dato lo svantaggio di gomma. Tra Verstappen e Leclerc ad avere la meglio è il ferrarista, anche perché Max, oltre a soffrire con una gomma media non così performante, sta correndo per tutta la gara con un leggero danno al fondo, rimediato nei primi giri a causa di un detrito raccolto in pista.
Negli ultimi giri Hamilton recupera rapidamente Norris per salire in 4° posizione e si mette a caccia di Verstappen, per regalare alla Ferrari un doppio podio. La sua rimonta sembra ormai cosa certa, se non fosse che sulla Cadillac di Bottas si rompe il motore, e il finlandese è costretto al ritiro. Si entra in un regime di Virtual Safety Car, che termina all’inizio dell’ultimo giro: Verstappen salva il podio per un soffio. Antonelli, intanto, si avvia verso il trionfo, mentre Russell non riesce ad attaccare Piastri per la 7° posizione, dopo essere stato autore di una gara totalmente anonima.
Andrea Kimi Antonelli vince il Gran Premio degli Stati Uniti d’America, al termine di una gara gestita da campione. Per l’italiano si tratta della 9° vittoria in carriera e in stagione, e della 2° negli USA, dopo quella di Miami. Con questo successo, Kimi eguaglia il numero di successi di George Russell, e si avvicina ad un passo dall’impresa mondiale, che in Messico si preannuncia una pratica semplice da sbrigare. Charles Leclerc è 2°, dopo una gara eccezionale da parte sua, in cui ha estratto il massimo potenziale dalla sua Ferrari. Per il monegasco si tratta del 6° podio stagionale: un risultato che lo mette seriamente in corsa per la conquista del 2° posto in classifica piloti. Completa il podio Max Verstappen, che termina in top 3 per la 6° volta consecutiva e per la 9° volta nelle ultime 11 gare. Max rappresenta, però, una delusione del weekend di Austin, vista la velocità dimostrata nelle prove libere. Seguono Hamilton, Norris (con una strategia che alla fine non ha pagato), Hadjar, un deludente Piastri, Russell (in grave difficoltà per tutta la gara, completamente annichilito da Antonelli), Lawson (che domina la corsa di centro gruppo) e Gasly, che chiude la zona punti grazie ad una grande gara.
Kimi Antonelli non sfrutta il primo match point mondiale, ma continua a guadagnare punti su Russell e Hamilton, che sono ormai gli unici due piloti rimasti matematicamente in lotta. La festa è soltanto rimandata: in Messico gli sarà sufficiente un 9° posto, a prescindere dal risultato dei due rivali, per laurearsi Campione del Mondo.
VERSO CITTÀ DEL MESSICO
L’avventura texana della Formula 1 è giunta così al termine regalando, come sempre, un weekend spettacolare in pieno stile USA. La Mercedes è tornata a vincere, dopo due pesanti sconfitte, con Kimi Antonelli, ormai una garanzia assoluta. Il pilota italiano si è messo sulle spalle l’intero team, portandolo al successo contro ogni pronostico della vigilia, e dimostrando tutto il suo straordinario talento. Ora sono solo due i punti che lo separano dalla storia, dalla leggenda: stiamo per vivere un momento che non dimenticheremo mai.
La Formula 1 non si ferma e continua il suo viaggio americano. Per il prossimo appuntamento lasceremo gli Stati Uniti d’America per varcare il confine con la terra di Speedy Gonzales. Nel fine settimana del “Día de los Muertos” il circus farà tappa sul mitico Autódromo Hermanos Rodríguez, luogo in cui andrà in scena la 6° Edizione del Gran Premio di Città del Messico, 18° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026. È tutto pronto per un weekend da brividi, da pelle d’oca. Un weekend da vivere tutto con il fiato sospeso e le lacrime agli occhi. Perché finalmente, signore e signori, 73 anni dopo Alberto Ascari, l’Italia sta per tornare sul tetto del mondo. “Sogna ragazzo sogna”: vai Kimi, prenditi questo titolo mondiale, regalaci un’emozione.
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