Gran Premio del Bahrain ( in Malesia): il Post Gara
INTRODUZIONE
È la domenica dei grandi ritorni in Formula 1! Il circus torna a correre in Malesia, e lo fa nel segno di Max Verstappen, che conquista la sua prima vittoria stagionale al termine di un weekend perfetto. Nonostante tutte le criticità di una gara caotica, l’olandese è stato semplicemente imbattibile, dimostrando ancora una volta la sua straordinaria capacità di adattamento ad ogni scenario. Ma questa vittoria è motivo d’orgoglio anche per la Red Bull, che conquista il suo primo storico trionfo da motorista.
Difficoltà inattese, invece, per la Mercedes: Kimi Antonelli, 2° sul traguardo, salva il bilancio del team ed è sempre più vicino alla conquista mondiale, ma il problema di affidabilità che ha fermato George Russell, molto sfortunato, è un grosso campanello d’allarme per il finale di stagione. Si è salvata all’ultimo la Ferrari che, dopo una disastrosa partenza, torna finalmente sul podio grazie alla rimonta fantastica di Lewis Hamilton, che chiude 3° davanti a Charles Leclerc. Isack Hadjar porta a termine un’altra gara solida, mentre la McLaren sprofonda in un weekend decisamente sottotono, reso ancora più amaro dal brutto errore di Lando Norris. Grande prestazione per la Racing Bulls, che conquista doppi punti grazie alla splendida gara di Liam Lawson e la buona rimonta di Arvid Lindblad. Ma il mago di giornata è, senza dubbio, “El Nano” Fernando Alonso, che sfrutta la sua esperienza per regalare all’Aston Martin il terzo piazzamento stagionale in zona punti, nel weekend migliore per il team britannico, vista anche la 12° posizione di Lance Stroll. Difficoltà, invece, per l’Alpine, mai davvero competitiva sull’asfalto di Sepang.
Benvenuti al Post Gara della 22° Edizione del Gran Premio del Bahrain (in Malesia), in scena sul rientrante Sepang International Circuit, nel pomeriggio di domenica 04 ottobre 2026.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. Venerdì mattina le monoposto di Formula 1 tornano a calcare l’asfalto del Sepang International Circuit dopo nove anni di assenza. I piloti devono fare i conti con una pista molto sporca: sono frequenti infatti errori di guida, soprattutto nell’ultimo tornante, e i tempi sul giro sono molto alti.
La McLaren utilizza questa sessione come test per valutare ancora l’efficacia degli aggiornamenti portati in Azerbaijan: Piastri e Norris, infatti, non vanno alla ricerca dei tempi sul giro e terminano la sessione in 11° e 12° posizione. Il leader del mondiale Antonelli soffre, invece, leggere noie tecniche alla Power Unit e si deve accontentare del 5° tempo. Verstappen fa segnare il miglior tempo, e la bontà della Red Bull viene confermata anche dal 3° posto di Hadjar. A sandwich tra i due piloti del team austriaco si posiziona Russell, con un ritardo di quasi 4 decimi da Verstappen, mentre le due Ferrari sono 4° e 6°. Un ottimo Gasly fa segnare il 7° tempo con l’Alpine, utilizzando gomme medie, davanti alle due Racing Bullse all’Audi di Hulkenberg. Ottimo anche il 14° tempo di Alonso, davanti alle due Haas. Deludono le due Williams, con Albon 17° e Sainz 20°. Verstappen chiude, quindi, da leader la FP1 davanti a Russell, Hadjar, Leclerc, Antonelli, Hamilton, Gasly, Lawson, Lindblad e Hulkenberg.
FP2. C’è subito molta attività già dai primi minuti, per il rischio concreto che arrivi una forte pioggia. In realtà la sessione sarà completamente asciutta, salvo qualche goccia sporadica. Per i primi run la scelta gomme più gettonata ricade sulle medie: solo Gasly, le McLaren e le Cadillac sono con le soft. Continuano le criticità legate all’asfalto: ci sono molti errori in frenata, i tempi rimangono alti e le gomme soffrono un degrado elevatissimo, tanto che dopo appena un giro lanciato sono già da sostituire. Dopo i primi run Verstappen guida la classifica, nonostante alcuni problemi con la regolazione del sedile all’interno del suo abitacolo, davanti a Russell, Leclerc, Antonelli e Hamilton. Quasi tutti passano alle gomme soft molto presto, per concentrarsi maggiormente sulla simulazione di passo gara negli ultimi 30 minuti di sessione. Entrambi i piloti Mercedes non riescono a migliorare il proprio tempo con le gomme soft. Russell è costretto addirittura ad abortire il suo giro a causa di una situazione particolare: arriva lungo in curva 15, superando un paletto che delimita il bordo pista, posizionato proprio all’ingresso della pit lane; George non può fare altro che rientrare ai box, involontariamente. Una situazione che sarà sicuramente oggetto di discussione nei briefing post-sessione. Con gomma soft Leclerc è il più veloce, davanti a Hadjar e Norris, con la McLaren che, per la prima volta nel weekend, fa capolino nelle posizioni di testa. Piastri resta, invece, più attardato, battuto anche da Hamilton. Russell e Antonelli scalano così in 7° e 8° posizione, mentre Lawson e Gasly chiudono la top 10. Verstappen, Russell, Antonelli e Gasly sono gli unici piloti in top 10 a non aver concluso il giro con le soft. Alonso chiude 15° con l’Aston Martin, mentre le due Audi sono 12° e 13°. Male le Williams, con Sainz solo 17° e Albon 20°. Colapinto chiude, invece, ultimo, dopo una sessione travagliata. Leclerc chiude da leader la FP2 davanti a Hadjar, Norris, Verstappen, Hamilton, Piastri, Russell, Antonelli, Lawson e Gasly. Le simulazioni di passo gara sono complicate da leggere. Il degrado gomme è così elevato che le prestazioni dei top team sono praticamente equiparabili tra loro. Si distingue, però, Russell, che dà l’idea della forza Mercedes tenendo un ritmo veloce e costante nonostante le gomme soft con almeno 15 giri di vita. Al termine della sessione Bortoleto abbandona la sua Audi a bordo pista a causa di problemi tecnici.
FP3. Sabato mattina i piloti hanno a disposizione altri 60 minuti di prove libere per adattarsi al meglio alle condizioni particolari del circuito di Sepang, e trovare il giusto feeling con le monoposto in vista della qualifica. Come accade sempre in FP3, i top team non scendono subito in pista. Nel caso di Sepang attendono addirittura ai box per tutta la prima mezz’ora. La Mercedes si presenta in pista con un setup stravolto rispetto al venerdì, che dà molta più fiducia ai piloti. La W17 torna così agli standard del 2026, con Antonelli che segna il miglior tempo, staccando Russell di 6 decimi. A sandwich tra i due piloti della Mercedes c’è ancora un’ottima Red Bull, che conferma la forza mostrata al venerdì, con Verstappen 2° e Hadjar 3°. La Ferrari si concentra, invece, molto di più sul ritmo di gara, con Leclerc che compie una breve simulazione di long run con gomme hard. Ancora sottotono la McLaren, alla ricerca di un setup più affinato. A centro gruppo spicca ancora l’Alpine con un buon Colapinto, che condivide la top 10 con Lindblad. L’Aston Martin dà segnali molto incoraggianti, con il 12° tempo di Alonso, mentre Stroll resta un po’ attardato, in 19° posizione, a sandwich tra le due deludenti Williams.
Antonelli è dunque il terzo leader differente nelle tre sessioni di libere in Malesia. L’italiano guida la graduatoria davanti a Verstappen, Hadjar, Russell, Leclerc, Hamilton, Norris, Piastri, Colapinto e Lindblad. Si va verso una qualifica tutta da vivere, perché più incerta che mai. Antonelli sembra tornato nella dimensione del leader incontrastato, ma la Red Bull è tremendamente veloce e potrebbe avere la chance della stagione. Attenzione anche alla Ferrari, che sembra essersi nascosta parecchio nella FP3.
QUALIFICHE.
Lindblad scatterà dal fondo della griglia per la sostituzione della Power Unit sulla sua Racing Bulls; stessa sorte per Colapinto, che sconterà anche la penalità di 5 posizioni ricevuta per l’incidente causato in Azerbaijan. Hadjar verrà retrocesso, invece, di 5 posizioni in griglia per l’impiego della 7° unità della Power Unit sulla sua Red Bull.
La Ferrari scende in pista nella Q1 con gomme medie: l’obiettivo è quello di risparmiare un treno di soft per la gara. Nel primo tentativo Verstappen riparte dalla 1° posizione, davanti alle due ottime Ferrari, che si mostrano subito in gran forma. Seguono Piastri, Hadjar, Antonelli, Norris, Gasly, Russell e Lawson; sottotono, dunque, la Mercedes, soprattutto con Russell. Male anche le Haas, uscite troppo presto dai box e penalizzate da un asfalto ancora poco gommato. I top team rimangono ai box, lasciando la scena, nel secondo tentativo, a chi si gioca l’ingresso in Q2. A sorprendere sono le due Aston Martin: per la prima volta in stagione sono entrambe qualificate per la Q2. Un super Bortoleto passa abbondantemente il taglio per la Q2, mentre Hulkenberg delude ed è il primo degli eliminati. Con il tedesco dell’Audi sono esclusi anche Bearman, Ocon, Albon, Bottas e Perez. Si salva Sainz, che porta ancora una volta la Williams fuori dalle sabbie mobili della Q1.
La Q2 non comincia nel migliore dei modi per Antonelli, che si vede cancellare il tempo per track limits ed è costretto a sacrificare un ulteriore treno di soft. Il più veloce, nel primo tentativo, è ancora Verstappen, mentre Russell è solo 7°, ultimo dei piloti top. Leclerc è 2° davanti a Piastri, Hamilton, Norris e Hadjar. Antonelli va fuori sequenza rispetto agli altri e sale 2° con un giro non particolarmente spinto, in cui si è tenuto tanto margine di errore. La lotta per l’ingresso in Q3 è tra Lawson e Bortoleto, mentre Gasly è già sicuro di passare il taglio e Alonso riesce ad agguantare la 12° posizione. Nonostante Lindblad tiri una scia perfetta a Lawson, è Bortoleto a tirare fuori il coniglio dal cilindro, grazie ad un ottimo giro con cui si assicura la Q3. Gli eliminati sono Lawson, Alonso (12°: miglior risultato stagionale in qualifica per l’Aston Martin), Sainz, Stroll, e Colapinto e Lindblad, che tuttavia condivideranno l’ultima fila dello schieramento per via delle penalità.
In Q3 Antonelli ha a disposizione soltanto un set di soft nuove; con il suo team sceglie di andare fuori sequenza rispetto agli altri, per evitare di incontrare bandiere gialle. Nel primo tentativo la Red Bull mostra i muscoli: Verstappen è 1° davanti ad un grande Hadjar. Segue Hamilton, particolarmente efficace nel settore centrale, davanti a Piastri, che batte Leclerc e Norris. In grande difficoltà Russell, solo 7°, con una Mercedes non velocissima. Antonelli, intanto, con il suo unico tentativo, sale in 3° posizione. Verstappen migliora ulteriormente il suo tempo, rendendosi inattaccabile da chiunque. Dopo 15 pole position consecutive di monoposto motorizzate Mercedes, arriva in Malesia la prima partenza al palo del motore Red Bull-Ford. Verstappen conquista la 49° pole position della sua carriera, la prima stagionale, la prima sul circuito di Sepang. Max conquista il record di pole position al Gran Premio del Bahrain, con 4 pole contro le 3 di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, mentre la Red Bull eguaglia Ferrari e Mercedes a quota 6 nella classifica di tutti i tempi. Un grande Hamilton arpiona la prima fila con la Ferrari per la 2° volta in stagione, dopo quella di Barcellona, grazie ad un ottimo ultimo giro. Completa la top 3 un fantastico Hadjar, che tuttavia sarà costretto a retrocedere in 8° posizione sulla griglia di partenza per via della penalità. Sale così in top 3 Antonelli, che limita bene i danni dopo una qualifica non semplice. Seguono Leclerc (autore di un ultimo giro non perfetto), Norris, Piastri (McLaren al di sotto delle aspettative), Russell (solo 7°, in netta difficoltà), Hadjar, un ottimo Gasly e un super Bortoleto.
GARA
Prima della gara su Sepang si scatena un violento nubifragio: la partenza viene ritardata. Prevista per le 15 locali, la partenza viene effettivamente consentita 40 minuti dopo, quando l’intensità della pioggia è visibilmente diminuita. La procedura di partenza, tuttavia, viene sospesa: sette monoposto hanno riscontrato problemi con la gestione dei software della Power Unit, incluse la Red Bull del leader della gara Verstappen e le due Ferrari. Il motivo è un malfunzionamento generale dei software della FIA, a causa delle condizioni non semplici di basso grip e condizioni meteorologiche avverse. Il gruppo, quindi, si scompone in due tronconi, con piloti di testa come Verstappen e Hamilton scivolati nelle ultime posizioni. Per la ripartenza viene ristabilito l’ordine di griglia stabilito dalle qualifiche. La partenza viene ritardata ulteriormente fino alle 16.34 locali, per consentire alla FIA di effettuare dei controlli di sicurezza sui software delle monoposto. Intanto, il circuito si è ormai asciugato quasi del tutto, anche se rimangono delle pozze d’acqua che mettono in discussione l’utilizzo delle gomme d’asciutto.
Scelta gomme: Verstappen, Antonelli, Russell, Hadjar, Lawson, Sainz, Ocon, Albon e Lindblad sono su intermedie, mentre gli altri giocano l’azzardo delle gomme d’asciutto. In particolare: Hamilton, Leclerc, Bortoleto, Gasly, Hulkenberg, Bearman, Bottas, Perez e Colapinto sono su soft; Norris, Piastri, Alonso e Stroll sono su medie. Prima del via, però, Piastri, Bortoleto, Gasly, Stroll e Perez rientrano ai box per passare a gomme intermedie.
Al via, Verstappen non è autore di un buon scatto, ancora a causa di un errore nella gestione del software, e subisce l’attacco delle due Mercedes, con Antonelli che prende la leadership seguito da Russell. Verstappen resiste agli attacchi di Lawson, salito in 4° posizione davanti ad Hadjar. In top 10 ci sono anche le due Williams, Ocon, Lindblad e Piastri, mentre le due Ferrari sono sprofondate negli abissi della classifica, come Norris, in grande difficoltà con le gomme d’asciutto. Leclerc viene, infatti, chiamato subito ai box per montare le intermedie; il monegasco rientra in pista in ultima posizione. Hamilton, invece, rimane in pista giocando una scommessa.
Dopo alcuni giri di assestamento la Red Bull entra in azione: Verstappen ha la meglio su Russell per la 2° posizione, mentre Hadjar passa Lawson per la 4°. Al 9° giro, Bottas finisce in testa-coda e affonda in ghiaia: è Safety Car. La pista è ormai asciutta, e chi era rimasto ancora sulle intermedie passa alle gomme d’asciutto. Le Mercedes sono su medie, le Red Bull e le Ferrari su soft, come anche Ocon, le Williams e le Audi, le McLaren optano invece per le hard, così come le Racing Bulls e le Aston Martin. Alla ripartenza, Verstappen non fa sconti a nessuno e passa Antonelli, tornando in testa alla gara. Russell approfitta di un’incertezza da parte di Antonelli per passarlo e salire 2°. A centro gruppo, Sainz e Bortoleto vengono a contatto, con Sainz che finisce in testa-coda e scivola in fondo al plotone. Bortoleto riceve una penalità di 10 secondi, che sconterà al prossimo pit stop. Durante i 10 giri successivi, Hamilton si rende protagonista di una rimonta fulminea, grazie a sorpassi aggressivi e una Ferrari ottima nel passo gara. Al 22° giro è già 5°, a caccia di Hadjar. Qualche difficoltà in più per Leclerc e Norris, che rimangono imbottigliati nel traffico del centro gruppo. Davanti, Antonelli riprende la 2° posizione ai danni di Russell, ma Verstappen è su un altro pianeta. La McLaren, fino ad ora sottotono, si accende a metà gara. Piastri recupera Lawson e sale in 6° posizione, mentre Norris riesce ad entrare in top 10. Nel frattempo, Leclerc monta un altro treno di gomme soft e riparte dalla 13° posizione. Un grande Alonso ha la meglio su Lindblad e sale in top 10, mentre anche Hamilton monta soft nuove, cedendo la 5° posizione a Piastri.
La gara rimane stabile fino al 46° giro, quando Albon è costretto al ritiro per un guasto al cambio della sua Williams. Dato il necessario intervento della gru per recuperare la vettura bloccata, entra in pista la Safety Car. Le due Mercedes e Norris ne approfittano per montare gomme soft. La Safety Car rimane in pista fino al 51° giro, anche per permettere a Perez di riaccodarsi al gruppo. Ma, anche in regime di sicurezza, i colpi di scena non mancano. Russell è clamorosamente costretto al ritiro a causa di un guasto al motore: un ritiro che pesa tantissimo nell’economia del mondiale. Nello stesso momento, Norris perde il punto di staccata in curva 1 e finisce in ghiaia, rischiando anche di tamponare Piastri e rientrando in 11° posizione. Lawson sale così in 7° posizione, seguito da un fantastico Alonso, Hulkenberg e Lindblad.
Negli ultimi giri, Antonelli non ha il passo per tentare un attacco su Verstappen, e si deve accontentare di una 2° posizione che per lui è oro in ottica mondiale. Hamilton, invece, non si accontenta della 4° posizione, e supera Hadjar per il podio. Il francese della Red Bull, poi, perde anche la 4° posizione ai danni di Leclerc, mentre Norris sale 9° superando Lindblad e Hulkenberg.
Max Verstappen vince così il Gran Premio del Bahrain (in Malesia), al termine di una gara folle, ma controllata e gestita alla perfezione. Per l’olandese è la 72° vittoria in carriera, la 4° al Gran Premio del Bahrain, la 2° sul circuito di Sepang e la prima stagionale. Dopo il trionfo del 2017 in Malesia, a comandare a Kuala Lumpur è sempre Verstappen, a distanza di nove anni. È una vittoria storica della Red Bull, la prima da vero e proprio costruttore, con il motore RBPT-Ford, un progetto che, nonostante la gioventù, ha dimostrato la sua bontà fin dalla stagione d’esordio. Completano il podio Kimi Antonelli, sempre più vicino al sogno mondiale, e un grande Lewis Hamilton, autore di una fantastica rimonta, al suo 6° podio stagionale. La Ferrari torna sul podio dopo cinque weekend di assenza e, anche grazie all’ottimo 4° posto di Leclerc, scongiura un pericoloso avvicinamento da parte della McLaren in classifica costruttori. Seguono Hadjar (ottimo nella prima parte di gara, meno negli ultimi giri), Piastri (comunque buono, nonostante una deludente McLaren), un fantastico Lawson, Alonso (eccezionale 8°, a punti per la 3° volta in stagione), Norris (solo 9° a causa di un errore pesante) e Lindblad.
I TOP DEL WEEKEND
1. MAX VERSTAPPEN
Dal 2016, anno del suo debutto in Red Bull, Max Verstappen ha sempre vinto almeno un Gran Premio in ogni stagione. Quest’anno l’olandese sta vivendo senza dubbio la stagione più complicata della sua carriera, a causa di un regolamento tecnico che lo ha portato, come anche agli altri piloti, a doversi adattare ad un nuovo stile di guida. Ma, anche in questa stagione di difficoltà, Max è riuscito ad estrarre il coniglio dal cilindro, cogliendo forse l’unica vera occasione di tornare alla vittoria. In un weekend dove la Formula 1 è tornata a correre su un circuito “vero”, dopo i cittadini di Madrid e Baku, è emersa la forza di Verstappen e della Red Bull, che hanno approfittato di una piccola debacle prestazionale della Mercedes per dominare a Sepang. Max è stato perfetto per l’intero weekend. Fin dalle prove libere si è capito che c’era la concreta possibilità per lui e per la Red Bull di giocare per qualcosa di più importante rispetto ad un semplice podio. In qualifica ne abbiamo avuto la conferma, con un Verstappen inattaccabile che ha conquistato la pole position. L’unico errore del weekend imputabile a Max è stata la partenza della gara, anche se molto probabilmente è stato vittima di un errore del software della Power Unit, visto anche quanto è accaduto prima della partenza. Per il resto, niente da dire. Gestione perfetta di ogni frangente di gara, dai sorpassi ai due piloti Mercedes alla strategia del team, che ha indovinato correttamente tutte le chiamate ai box. E poi, quando c’è da martellare su tempi inarrivabili, Verstappen è ormai un maestro. Una vittoria mai in discussione, la 72° della sua carriera: Max si conferma il re di Sepang. Un trionfo che rende merito anche al lavoro eccezionale svolto dalla Red Bull, capace di realizzare una Power Unit estremamente efficace già alla stagione di debutto, dando grossa paga a colossi ben più esperti in questo campo, come Ferrar e Honda.
2. LEWIS HAMILTON
A proposito di Ferrari, questo weekend sembrava destinato a terminare con un’altra incredibile disfatta, l’ennesima gara senza podio. Invece, i due piloti sono stati molto bravi a rimediare all’errore strategico del team, quello di partire con le gomme d’asciutto, grazie anche, è giusto dirlo, a una SF26 che a Sepang si è trovata molto bene. Tra i due piloti, il miglior interprete del weekend è stato senza dubbio Lewis Hamilton che, dopo alcune gare opache, è tornato a guidare da super campione. E lo ha fatto già dalla qualifica, quando anche lui, come Verstappen, ha estratto il coniglio dal cilindro, portando la sua Ferrari in prima fila. In gara, poi, è stato doppiamente magico. Prima, quando si è imposto sul team (a differenza di Leclerc) nella scelta di non rientrare subito ai box per passare alle intermedie, sfruttando il vantaggio della Safety Car causata da Bottas. E poi, si è scatenato in una rimonta da vero “Hammer Time”: sorpassi su sorpassi, aggressivi ma sempre ben calcolati, fino ad arrivare in zona podio. Un podio che alla Ferrari mancava dal Belgio, e che è arrivato grazie all’Hamilton migliore della stagione.
3. ASTON MARTIN
Quello di Sepang è stato il weekend migliore per l’Aston Martin, finalmente in grado di inserirsi bene nella lotta di centro gruppo con entrambi i piloti. Un fine settimana in cui il team britannico ha tirato un sospiro di sollievo rispetto alle estreme difficoltà sofferte a Madrid e a Baku. La competitività dell’Aston Martin si è intravista già dalle prove libere, quando Alonso girava su tempi da Q2. E, in effetti, per la prima volta in stagione, sia lo spagnolo che Stroll hanno superato la Q1 in qualifica, risultando più veloci di team che fino a Baku parevano irraggiungibili, come Haas, Audi e Alpine. In gara, Alonso ha sfruttato tutta la sua esperienza da veterano per cogliere al meglio le opportunità di una domenica folle. A sorprendere è stato il passo della vettura, che ha consentito a Fernando di raggiungere la zona punti di pura velocità e a terminare in una splendida 8° posizione, sfruttando il ritiro di Russell e l’autogol di Norris. Anche Stroll ha disputato la sua miglior gara stagionale, tagliando il traguardo in 12° posizione senza errori e finalmente con un gran ritmo.
I FLOP DEL WEEKEND
1. MCLAREN
La McLaren arrivava in Malesia con l’obiettivo di riscattarsi dal weekend terribile di Baku. In un circuito che, sulla carta, avrebbe dovuto esaltare i punti di forza della MCL40, le aspettative erano di essere quantomeno seconda forza, dietro un’eventuale Mercedes, se non addirittura inserirsi nella lotta per la vittoria. E invece, la McLaren si è trovata incredibilmente ad essere la quarta forza in pista, e anche nettamente. Tanto che in qualifica Norris e Piastri sono stati relegati al 6° e 7° posto, lontani più di mezzo secondo dal tempo pole di Verstappen. In gara, l’azzardo di partire con gomme d’asciutto non ha pagato, e quindi i due piloti si sono presto ritrovati in fondo al gruppo. A differenza di Hamilton, però, non sono riusciti a rimontare velocemente, rimanendo sempre imbottigliati nel traffico. Negli ultimi giri non hanno avuto il passo per seguire Leclerc nella rimonta, e per di più hanno rischiato anche un incredibile doppio ritiro, con Norris che per poco non ha tamponato Piastri, mancando malamente il punto di staccata in curva 1.
2. ALEXANDER ALBON
Weekend complicatissimo per Alexander Albon, mai parso veramente competitivo e a livello di Sainz. In qualifica il bloccaggio delle gomme in Q1 ha vanificato il suo ultimo tentativo e lo ha condannato alla 20° posizione, con un ritardo di 7 decimi dalla qualificazione. In gara, dopo i primi giri di gloria grazie alla strategia indovinata da parte del team, è sprofondato nelle ultime posizioni, con anche la difficoltà di dover gestire le gomme hard. Non è più riuscito a schiodarsi dalle retrovie, fino al mesto ritiro al 46° giro per il guasto al cambio.
3. ALPINE
In Malesia l’Alpine ha dato degli ottimi segnali in qualifica: Gasly, infatti, ha raggiunto bene la Q3, qualificandosi in 9° posizione, con un vantaggio di quasi 4 decimi sul tempo di Bortoleto, e Colapinto in Q1 ha fatto segnare un tempo da top 10, salvo poi non partecipare alla Q2 per via della penalità in griglia. In gara, però, la scelta di partire con le gomme d’asciutto ha fatto scivolare Gasly al 18° posto, condannandolo ad una corsa complicata. La rimonta verso la top 10 non è riuscita a nessuno dei due piloti, e la scelta di passare a gomme hard per Gasly si è rivelata un fallimento. Colapinto, con le medie, è salito fino al 13° posto, ma in un weekend che non sembrava così difficile, in realtà l’Alpine ha portato a casa 0 punti, e il 5° posto in classifica costruttori si allontana sempre di più.
VERSO SINGAPORE
Termina qui, dunque, il tanto atteso weekend di Sepang. La Formula ha svolto un ottimo lavoro per garantire il recupero di almeno una tappa mediorientale cancellata nel mese di aprile, il Gran Premio del Bahrain, tornando a correre, al contempo, su uno dei circuiti più spettacolari del mondiale. Nella sua storia, il Sepang International Circuit ha regalato sempre emozioni uniche, e anche quest’anno, a nove anni dall’ultimo Gran Premio di Malesia, ci siamo divertiti grazie ad una gara davvero pazza e ricca di colpi di scena. Tutti gli appassionati auspicano il ritorno in pianta stabile di questo circuito in calendario, e qualcosa in realtà sembra muoversi, con il governo malese che avrebbe già avviato dei colloqui con la Formula 1. Sul lato sportivo, i due temi principali che ci lascia questo weekend sono il ritorno alla vittoria di Max Verstappen, autore fin qui di una seconda parte di stagione molto positiva, e un Kimi Antonelli che continua a non sbagliare un colpo, anche in situazioni complicate, e ormai ha messo una mano sul trofeo più importante.
Ma il campionato non è ancora terminato, e Antonelli non può ancora cantare vittoria. Anche perché quella che lo aspetta è una vera e propria maratona: sette weekend di gara da qui al termine della stagione, distribuiti in otto settimane, con altre due pesanti “triple header” da affrontare. Intanto, il circus si appresta a correre l’ultima tappa di questa tripletta di gare asiatiche. Il prossimo weekend saremo di nuovo in pista per la prima gara notturna del 2026. Il Singapore Street Circuit è pronto ad ospitare la 17° Edizione del Gran Premio di Singapore, 17° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026. Nella splendida cornice notturna di Marina Bay, la 6° e ultima Sprint stagionale, per la prima volta in scena a Singapore, si preannuncia un gustosissimo antipasto di un altro avvincente Gran Premio.