Gran Premio di Città del Messico 2026: il Post Gara
INTRODUZIONE
La Storia è oggi: Andrea Kimi Antonelli è Campione del Mondo di Formula 1. Un’impresa leggendaria. L’Italia torna sul tetto del mondo 73 anni dopo Alberto Ascari grazie ad un giovane ragazzo di 20 anni, che ha bruciato le tappe con il suo talento generazionale. Dai successi nei kart di pochi anni fa, quando ancora era un bambino, alla conquista del suo più grande sogno. Una stagione incredibile, cominciata con tutt’altre aspettative e, invece, dominata senza rivali da Antonelli, imbattibile al volante della sua Mercedes.
E non poteva esserci modo migliore di festeggiare il primo titolo mondiale se non insieme ad altri 11 titoli mondiali sul podio. Max Verstappen conquista ancora una volta Città del Messico grazie ad una delle gare più belle della sua carriera: perfetto, aggressivo, efficace nella guida, il migliore in pista, anche grazie alla strategia impeccabile della Red Bull. Alle sue spalle il sette volte iridato Lewis Hamilton, finalmente ritrovato dopo un periodo non semplice: il britannico, dopo la prima storica pole position in Rosso, chiude in 2° posizione dopo un acceso e piccante duello con il suo compagno di squadra Charles Leclerc. Ed è proprio Leclerc ad uscire da questa ennesima sfida interna con un pugno di mosche in mano: il monegasco si lascia sfuggire una vittoria quasi certa a causa di una manovra al limite nei confronti di Hamilton. Negli ultimi giri, poi, è costretto agli straordinari per resistere agli attacchi di Lando Norris, con una gomma completamente spiattellata.
George Russell esce anche da questo weekend con le ossa rotte: in gara non ha mai il passo dei primi, e riceve anche una pesante penalità di 10 secondi per aver compromesso la gara di Isack Hadjar, poi 9° al traguardo. Per Russell questa gara è l’emblema di una stagione da dimenticare. Spettacolare Liam Lawson che, partito dalla pit lane, vince ancora una volta la gara del centro gruppo, approfittando anche del disastro dei due piloti Alpine, che si sono fatti sfuggire un doppio arrivo a punti a causa di due rovinose penalità. Ad approfittare della situazione è anche l’Audi, che torna a punti con un grande Gabriel Bortoleto, e, soprattutto, Ryo Hirakawa, che conquista un punto iridato con la Haas al suo debutto assoluto in Formula 1. Valtteri Bottas è vittima di un grosso incidente che provoca anche l’interruzione della gara, a causa del cedimento improvviso di una sospensione anteriore della sua Cadillac. Disastro totale in casa Aston Martin, con entrambe le vetture ritirate ad inizio gara: il motore Honda è andato in grave crisi a causa delle condizioni estreme di Città del Messico. Un plauso va al padrone di casa Sergio Perez, autore di una gara a tratti sorprendente nonostante le difficoltà della Cadillac.
Benvenuti al Post Gara della 6° Edizione del Gran Premio di Città del Messico, in scena sull’Autódromo Hermanos Rodríguez nel pomeriggio di domenica 01 novembre 2026, un giorno magico che non dimenticheremo mai.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. Alla prima sessione di prove libere del Messico prendono parte 10 piloti rookie: Frederik Vesti, sulla Mercedes di Russell; Ayumu Iwasa, sulla Red Bull di Verstappen; Leonardo Fornaroli, sulla McLaren di Norris; Nikola Tsolov, sulla Racing Bulls di Lawson; Gabriele Minì, sull’Alpine di Colapinto; Ryo Hirakawa, sulla Haas di Ocon; Freddie Slater, sull’Audi di Bortoleto; Luke Browning, sulla Williams di Albon; Jak Crawford, sull’Aston Martin di Stroll; Colton Herta, sulla Cadillac di Bottas. Per i primi run sono quasi tutti su gomma hard, fatta eccezione per Lindblad, Alonso e Tsolov, che montano le medie. La pista è molto sporca e tutti faticano nella ricerca del grip: sono frequenti i bloccaggi in curva 1, soprattutto per i rookie. In particolare, Fornaroli sarà in difficoltà per tutta la sessione, con una McLaren che non sembra brillante. Chi brilla, invece, è Iwasa, che rimane sempre nelle posizioni top, costantemente più veloce di Hadjar, dando l’idea che la Red Bull sia a suo agio su questo circuito. Minì svolge dei test aerodinamici per l’Alpine, mentre Slater trascorre più tempo ai box che in pista a causa di problemi tecnici sulla sua Audi. Herta ha un obiettivo preciso: completare almeno 100 km, equivalenti a 24 giri, per ottenere i punti che gli mancano per il raggiungimento della superlicenza. Riuscirà nell’impresa, completando 27 giri. Questo è importante anche nell’ottica del weekend del Messico, perché la partecipazione di Bottas è in forse, a causa di problemi di salute: in caso non dovesse essere al 100% della forma per il resto del weekend, Herta sarebbe pronto a sostituirlo con l’abilitazione da parte della FIA. In realtà, nel corso della giornata si scopre che a Herta manca ancora un punto per ottenere la superlicenza: questa discrepanza è dovuta a un errore di calcolo del punteggio ottenuto da Herta nell’ultima stagione disputata in IndyCar nel 2025. Quindi lo statunitense dovrà partecipare ad un’altra sessione di prove libere, la 6° stagionale per lui. Nei primi run con gomma media è la Ferrari a dettare legge: Leclerc è il più veloce, prima di essere battuto per pochi millesimi da Hamilton. Antonelli insegue, davanti ad un fantastico Iwasa. Anche Alonso sorprende: è 5° davanti a Tsolov, Gasly, Beaman, Hulkenberg e Piastri. Quando arriva il momento delle simulazioni di qualifica con la gomma soft, Leclerc segna un tempo irraggiungibile per tutti, che gli garantisce la leadership della sessione. Più in difficoltà Hamilton, che accumula un distacco di 7 decimi, venendo relegato alla 4° posizione dalle due Mercedes, con un fantastico Vesti, che segna un tempo vicinissimo a quello di Antonelli. Iwasa, Alonso e Bearman montano, invece, gomma media, restando comunque in top 10. Piastri non riesce a salire oltre l’8° posizione, mentre Fornaroli resta 17°; Minì è 19°, Herta chiude la classifica. Leclerc chiude da leader la FP1 davanti ad Antonelli, Vesti, Hamilton, Iwasa, Gasly, Alonso, Piastri, Bearman e Lindblad.
FP2. Nella seconda sessione di prove libere tornano in pista i 10 titolari che alla mattina avevano ceduto il loro sedile ai rookie, incluso Bottas, che si è ripreso completamente dopo l’influenza di giovedì. Per i primi run, le Ferrari, le Mercedes, Norris e Hadjar sono su gomma media; Piastri monta gomme hard, mentre Verstappen comincia l’attività subito con le soft. L’olandese, infatti, ha a disposizione un set di soft in più rispetto agli altri, dato che Iwasa non le ha utilizzate nella FP1. Le Ferrari cominciano subito con un ritmo superiore rispetto alla concorrenza e si portano in testa alla classifica davanti a Piastri, Antonelli, Norris, Verstappen, Lindblad, Gasly, Russell e Hadjar. Tuttavia, la sessione viene interrotta da una bandiera rossa: Verstappen e Lawson si scontrano al Foro Sol a causa di una strana incomprensione. Entrambi riportano danni leggeri, ma nulla di compromettente. A fine sessione, i due vengono convocati dai commissari e ricevono entrambi una posizione di penalità in griglia di partenza: il contatto è stato giudicato come “unnecessary”. Alla ripartenza le Ferrari passano su gomma soft, mentre Antonelli rimane sulle medie e sale in 2° posizione. Hamilton, quando sta per chiudere il suo giro lanciato, accusa una perdita di potenza dal motore e viene invitato dal team a fermare la sua Ferrari a bordo pista: la sua sessione è già terminata. Per sua fortuna, la Power Unit interessata è una vecchia specifica con ADUO-1, ma questo problema tecnico rappresenta comunque un campanello d’allarme. Leclerc, dopo vari giri abortiti per traffico e bloccaggi, registra il miglior tempo di sessione. Antonelli lo segue con il 2° tempo, ma poco dopo Norris prende il suo posto alle spalle di Leclerc, con un’ottima McLaren. Anche Russell si migliora, salendo in una buona 3° posizione, davanti ad Antonelli: un bel segnale da parte del britannico. Verstappen monta un ulteriore set di soft, ma non riesce a fare meglio della 5° posizione, appena davanti a Hadjar. Piastri fatica tanto a trovare un giro pulito, e infatti rimane soltanto in 10° posizione. Dietro i top team, Lindblad guida il centro gruppo, con una splendida 7° posizione. La competitività della Racing Bulls viene confermata anche dalla 9° posizione di Lawson; a sandwich tra le due vetture di Faenza si posiziona Gasly con l’Alpine, mentre Colapinto è solo 16°. Alonso porta la sua Aston Martin in 12° posizione, davanti alle due Haas. Deludono le Audi: Hulkenberg è solo 15°, mentre Bortoleto compie pochissimi giri a causa di un problema tecnico. Non è male il tempo di Perez, che infligge un distacco di 8 decimi a Bottas e si posiziona a sandwich tra le due Williams. Leclerc chiude da leader anche la FP2 davanti a Norris, Russell, Antonelli, Verstappen, Hadjar, Lindblad, Gasly, Lawson e Piastri. Il monegasco risulta uno dei più veloci e costanti anche nella simulazione di passo gara, così come Russell e Norris. Antonelli comincia in modo positivo, ma poi va incontro a un degrado accentuato; situazione inversa per Verstappen, che inizia con dei tempi alti, per poi andare su un passo molto buono.
FP3. Il sabato di Città del Messico si apre con una notizia shock: Ocon non prenderà parte al resto del weekend, a causa di diverbi all’interno del team Haas durante la serata di venerdì. A sostituirlo è Ryo Hyrakawa, che debutta così, in un modo totalmente anomalo, in Formula 1. È il 23° pilota giapponese a partecipare al Campionato del Mondo di Formula 1. Hirakawa potrebbe correre con Haas fino a fine stagione, se i rapporti tra il team e Ocon non dovessero migliorare. È proprio Hirakawa il primo pilota a scendere in pista nelle FP3 messicane: il suo obiettivo è quello di accumulare giri ed esperienza, per entrare il più velocemente possibile in confidenza con la vettura. Anche Bortoleto scende subito in pista per recuperare il tempo perso nella FP2, ma la sua sessione termina dopo pochi giri, ancora per problemi alla Power Unit. Per i primi run tutti i top team scelgono gomma media. I due piloti Ferrari trovano il giro buono dopo un po’ di tentativi abortiti per traffico, ma risultano comunque i più veloci. La SF-26, tuttavia, appare più nervosa rispetto al venerdì, soprattutto nelle curve strette del terzo settore. Antonelli e 3°, mentre Russell non riesce ad essere efficace nella guida, e si trova alle spalle anche di Hadjar e le due McLaren. Verstappen non è soddisfatto del comportamento della sua Red Bull e chiede un cambio di assetto. In effetti non brilla: è solo 8°. Lawson è ancora il re del centro gruppo, mentre i due piloti Alpine si sfidano per l’accesso in top 10: ha la meglio Colapinto, con un colpo di coda sul finale dei primi run di sessione. Non male Alonso, che con le gomme soft sale in 11° posizione, ma è un’Aston Martin a doppio volto: Stroll, infatti, è costretto ad abbandonare la sessione per un problema alla Power Unit. Anche Hirakawa non sfigura: è 14°, davanti a Bearman. Nell’ultima parte della sessione tutti montano gomme soft per la vera e propria simulazione di qualifica. È qui che la Ferrari delude le aspettative, perché entrambi i piloti fanno tantissima fatica a far funzionare le gomme soft. Leclerc ci riesce dopo parecchi tentativi, segnando un tempo da top 3; Hamilton, invece, resta lontano, in 6° posizione. Davanti a tutti, a suonarsele sono Norris, il Campione del Mondo in carica, e Antonelli, colui che si appresta a toglierli lo scettro dalle mani. Kimi mantiene la leadership per quasi tutta la sessione, ma alla fine Lando tira fuori la zampata del campione e assume il comando della sessione per un solo millesimo. Anche Piastri va forte, a conferma di una McLaren ritrovata: l’australiano è 4°, davanti a Verstappen, che non sembra in grado di lottare per le prime posizioni. A deludere è anche Russell, soltanto 7°, a 5 decimi dai tempi di Norris e Antonelli, davanti a un Hadjar incolore. La Racing Bulls chiude la top 10, con Lindblad che, dopo un po’ di fatica, riesce a raggiungere i tempi di Lawson. L’Audi si trova appena fuori dalla top 10, con Hulkenberg che segna un buon 11° tempo davanti alle due Alpine e Alonso. In casa Haas, Bearman riprende i gradi di capitano, staccando Hirakawa di più di 5 decimi. Norris chiude da leader la FP3 messicana davanti ad Antonelli, Leclerc, Piastri, Verstappen, Hamilton, Russell, Hadjar, Lawson e Lindblad. Si va verso una qualifica per la quale i pronostici sono veramente complicati, perché i quattro top team sono tutti molto vicini. Antonelli sembra poter essere il favorito per la conquista della pole position, ma le McLaren sembrano tornate a vita. Anche la Ferrari si può giocare le sue possibilità, mentre in casa Red Bull non c’è tanto ottimismo.
QUALIFICHE.
Bottas partirà dal fondo della griglia per la sostituzione della Power Unit sulla sua Cadillac. Bortoleto deve scontare 5 posizioni di penalità per la sostituzione della centralina sulla sua Audi. Verstappen e Lawson verranno retrocessi di una posizione in griglia per l’incidente che li ha visti coinvolti nella FP2. Nei primi minuti della Q1 Alonso va fortissimo, più veloce delle Williams, delle Haas e anche delle Audi. La sensazione generale è che finalmente abbia l’occasione di tornare in Q3, con un’Aston Martin che in Messico sta vivendo il suo weekend migliore in termini di performance. Ma i sogni dello spagnolo vanno subito in frantumi: un problema tecnico al motore lo costringe ad abbandonare la sessione. Hamilton e Piastri sono gli unici piloti top a far segnare un tempo prima della bandiera rossa: tutti gli altri devono abortire. Alla ripartenza la Ferrari si conferma molto veloce, con Leclerc che fissa il tempo di riferimento davanti a Norris, Antonelli, Verstappen, Gasly e Hamilton. Il britannico della Ferrari, poi, con il secondo tentativo va in testa alla classifica. Anche Piastri e Hadje riescono a salire in una zona di sicurezza, mentre Lawson è il primo del centro gruppo, davanti a Gasly e Lindblad.
Entrano in Q2 le Audi, Colapinto, Bearman e un grande Sainz, ancora una volta unica luce di una Williams dispersa nel buio. Con l’altra Williams Albon è il primo degli eliminati. Come il thailandese non prendono parte alla Q2 anche Alonso, Hirakawa (non malissimo, 19°, ma comunque a 9 decimi dal tempo di Bearman), Stroll, Perez e Bottas.Hamilton e Norris falliscono il primo tentativo della Q2 a causa di un bloccaggio al Foro Sol. Il più veloce è Verstappen, che si accende all’improvviso con un super giro, davanti a Leclerc. Un super Lindblad è 3°, mentre Lawson è 6° dietro le due Mercedes. Con il secondo tentativo, Norris e Hamilton salgono agilmente nelle prime posizioni; Antonelli scala 7°, mentre Hulkenberg è vicino alla qualificazione in Q3 con l’Audi, ma deve cedere alla maggiore velocità dell’Alpine per appena 38 millesimi. Ma il grande deluso della Q2 è Piastri, in totale crisi con il grip al posteriore. L’australiano si ferma al 13° posto ed è clamorosamente eliminato con la sua McLaren; Oscar non veniva eliminato in Q2 da esattamente due anni, da Messico 2024. Con lui sono eliminati anche Hulkenberg, Colapinto (lontano 4 decimi dal tempo di Gasly), Bortoleto, Bearman e Sainz.
Nel primo tentativo della Q3 Hamilton commette una piccola sbavatura nello snake, mentre Hadjar arriva al bloccaggio al Foro Sol e deve rifare tutto da capo. Tutti si chiedono se la Ferrari, dopo le grandi prestazioni in Q1 e Q2, andrà in crisi nella Q3, come al solito. La risposta la dà Leclerc, che segna il miglior tempo su Verstappen e Norris: la Rossa questa volta è della partita. Delude, invece, la Mercedes, con Russell 5° e Antonelli 7°, dopo un giro pasticciato. Nel secondo tentativo, però, cambia tutto. Leclerc sbaglia nell’interpretazione dello snake e perde la possibilità di conquistare la pole. Hamilton e Russell, invece, tirano fuori il coniglio dal cilindro e si piazzano nei primi due posti, separati da soli 9 millesimi. E questi 9 millesimi pendono tutti dalla parte del Sir! Hamilton conquista una pole position storica, la prima della sua carriera con la Ferrari. Torna in pole dopo tre anni (Ungheria 2023): è la 105° pole position della sua carriera, la 2° a Città del Messico, dopo quella del 2016. Hamilton diventa l’unico pilota insieme a Juan Manuel Fangio ad aver conquistato una pole position con Mercedes e Ferrari. Per il britannico, la Ferrari è il 3° team con cui ottiene una pole, dopo McLaren e Mercedes. È la 256° pole position per il team di Maranello, la prima stagionale: l’ultima era stata ottenuta da Leclerc in Ungheria nel 2025. Un grande Russell completa una prima fila tutta britannica: prestazione molto solida da parte di George, che fa una grande differenza nei confronti di Antonelli. Per l’inglese si tratta della 10° prima fila stagionale, la prima da Baku. Leclerc chiude la top 3, deluso per l’errore nell’ultimo tentativo, ma anche consapevole che la 3° è, probabilmente, la migliore posizione da cui partire su questo circuito. Seguono Verstappen (che, in realtà, partirà 5° per via della penalità), Antonelli (che limita i danni dopo una qualifica complicata, ma la sua posizione è comunque ottima in ottica mondiale), Norris (con una McLaren deludente), Hadjar, Lawson (che perde una posizione per via della penalità), Lindblad e Gasly. Al termine della giornata di sabato, Lawson viene squalificato dalla sessione di qualifica per un’irregolarità tecnica riscontrata dalla FIA nell’erogazione della potenza del MGU-K, superiore ai limiti consentiti. Il neozelandese scatterà, dunque, dal fondo della griglia con la sua Racing Bulls, mentre Hulkenberg sale in top 10.
GARA.
Lawson prende il via dalla pit lane: la Racing Bulls approfitta della squalifica del neozelandese per sostituire l’intera Power Unit sulla sua vettura. Scelta gomme: la più gettonata ricade sulla soft. Verstappen, Hulkenberg, Colapinto, Bortoleto, Hirakawa e Lawson partono con gomma media.
Al via, Hamilton tiene la leadership, ma tutti si accodano alla sua Ferrari per prenderne la scia. Leclerc affianca Russell e lo sfila all’esterno: è 1-2 Ferrari. Russell va in difficoltà con la gestione del deployment e scivola in 6°, posizione alle spalle di Hadjar. Si arriva alla staccata di curva 4 con Leclerc che tenta l’attacco su Hamilton, che però allunga la staccata per evitare il sorpasso. Charles è costretto così a tagliare la curva, mentre Hamilton esce lento da curva 5 e Verstappen lo supera senza pensarci due volte. Alle loro spalle Antonelli si tiene fuori dai guai ed è 4°; Russell, invece, si tocca con Hadjar, mandandolo in testa-coda. La direzione gara penalizza Leclerc di 5 secondi per il taglio curva, Russell di 10 secondi per la collisione con Hadjar.
Nei primi giri Leclerc riesce a guadagnare margine su Verstappen, che a sua volta prende un po’ di margine per non surriscaldare troppo la vettura. Intanto Norris passa Lindblad e sale 6°, mentre Piastri è già 9°. Al 5° giro entrambe le Aston Martin sono K.O. per problemi al motore. A centro gruppo, Perez è 13° e sembra riuscire a tenere testa alla Williams di Sainz. Davanti, Leclerc riesce a portare il suo vantaggio su Verstappen a 5 secondi; Hamilton, invece, è infuriato, e via radio accusa i commissari di gara di star favorendo la vittoria di Leclerc. Piastri sale 7° e si ricompatta al gruppo dei top, mentre Hadjar è impegnato nella sua rimonta dal fondo dopo essere passato su gomme medie.
Il 28° è un giro chiave nella lotta per la vittoria. La Ferrari chiama ai box Leclerc e la Red Bull fiuta l’odore della preda per fermare in contemporanea anche Verstappen: scacco matto. Leclerc sconta la penalità di 5 secondi, e Verstappen lo supera in corsia box, conquistando la leadership virtuale della gara. Hamilton è ai box al 29° giro, e rientra in pista alle spalle di Leclerc, per nulla contento della sua strategia. La Mercedes, invece, gioca il jolly e aspetta l’ingresso di una Safety Car, così come Norris.
Norris e Russell, alla fine, cedono e passano alle medie, mentre Antonelli rimane in pista ancora un po’, anche perché il suo passo è davvero ottimo. Il pit stop di Kimi arriva al 43° giro: l’italiano torna in pista 4°, davanti a Norris e Russell. Ma proprio al giro successivo accade il fatto che avrebbe potuto dare una svolta alla gara del leader del mondiale. Bottas impatta violentemente contro le barriere a causa del cedimento della sospensione anteriore sinistra della sua Cadillac. Nonostante il forte impatto, il finlandese, fortunatamente, esce dalla sua monoposto senza conseguenze fisiche. La direzione gara invia in pista la Safety Car, e la Ferrari richiama ai box Hamilton per tornare su gomma soft: il britannico perde così la posizione su Antonelli. Tuttavia, in pista sono necessarie le riparazioni alle barriere di protezione e la corsa viene sospesa con la bandiera rossa. La classifica di gara viene ristabilita nell’ordine del giro precedente all’interruzione, e quindi Hamilton torna in 3° posizione.
Alla ripartenza tutti montano gomme soft per gli ultimi 24 giri. L’ordine in top 10 è il seguente: Verstappen, Leclerc, Hamilton, Antonelli, Norris, Russell, Piastri, Lindblad, Colapinto e Gasly. Hamilton cerca di prendere la testa della corsa, ma Verstappen è perfetto nella difesa e tiene la posizione. Alle loro spalle, Leclerc, partito male dal lato sporco, ha un grosso bloccaggio alla staccata di curva 1 e spiattella la gomma anteriore sinistra. Nelle retrovie, Hulkenberg tampona Bearman, costringendolo al ritiro. Mentre Verstappen e Hamilton scappano via, Leclerc si trova in una situazione critica con la gomma rovinata. Nulla può contro Antonelli, che lo supera con una grande manovra in curva 1 e sale 3°. Il monegasco, adesso, deve fare i conti con il ritorno di Norris. Davanti Hamilton cerca di rimanere a contatto con Verstappen, ma non ha mai la velocità sufficiente in rettilineo per affondare un attacco.
Al 59° giro un altro colpo di scena scuote la gara. Piastri, in un tentativo di attacco su Lindblad, colpisce la gomma posteriore sinistra della Racing Bulls, spedendo il britannico contro le barriere: saranno 10 i secondi di penalità che i commissari infliggeranno a Piastri al termine della gara. A questo punto sale in top 10 Lawson, autore di una grande rimonta.
Gli ultimi giri di gara sono teatro di una difesa strenua da parte di Leclerc, che oltre a Norris deve contenere anche il ritorno di Russell. Davanti, invece, sono giri di gloria. Gloria per Verstappen, che si invola verso la 3° vittoria stagionale, ma gloria soprattutto per Antonelli, che sta per scrivere una pagina indimenticabile di storia: il ragazzino ventenne sta per condividere il podio con 11 titoli mondiali, nel giorno più importante della sua vita. Max Verstappen vince il Gran Premio di Città del Messico, al termine di una delle gare più belle della sua carriera. Con aggressività, solidità e la velocità che non lo abbandona mai, conquista la sua 6° vittoria in Messico, la prima dal 2023. Per l’olandese è la 74° vittoria in carriera e la 3° stagionale, dopo quelle di Malesia e Singapore. Lewis Hamilton è 2°, al 7° podio stagionale, il primo dopo quello di Sepang: ma per il britannico si tratta di una magra consolazione, in un weekend in cui la vittoria era ampiamente alla portata.
Ma il Re del weekend del Messico è solo uno. Andrea Kimi Antonelli è Campione del Mondo di Formula 1 per la prima volta in carriera. Grazie al 3° posto chiude ogni discorso mondiale con quattro gare di anticipo, dopo l’ennesima domenica spettacolare. Una gara attenta e aggressiva allo stesso tempo lo consegna alla Storia. A 20 anni e 68 giorni è il più giovane Campione del Mondo della storia. Antonelli è il 3° pilota italiano a conquistare il titolo mondiale di Formula 1, dopo Nino Farina e Alberto Ascari, e compie un’impresa storica, riportando il tricolore sul tetto del mondo 73 anni dopo l’ultimo trionfo di Ascari. È il quarto pilota nella storia a conquistare il titolo alla sua seconda stagione in carriera, dopo Juan Manuel Fangio (1951), Jacques Villeneuve (1997) e Lewis Hamilton (2008). La Mercedes torna a vincere il campionato piloti dopo 6 stagioni: l’ultimo campione della Mercedes era stato Hamilton nel 2020, proprio il pilota che Antonelli ha sostituito nel 2025. Seguono Leclerc (autore di una gara poco intelligente), Norris (che abdica ufficialmente dalla carica di Campione del Mondo), Russell (la cui deludente gara è l’emblema del 2026), Piastri, Colapinto, un eccezionale Lawson e Gasly.
Al termine della gara, tuttavia, Piastri viene penalizzato per il contatto con Lindblad, e scala in 13° posizione: disastro! Penalizzati anche i due piloti Alpine, Colapinto e Gasly, per non aver rispettato le bandiere gialle. Lawson guadagna così la 7° posizione, e salgono in top 10 anche Bortoleto, Hadjar e Hirakawa, che conquista un punto iridato con la Haas al suo esordio assoluto in Formula 1.
VERSO SAN PAOLO
In Messico è stata scritta una pagina di storia che non verrà mai dimenticata. Il 1° novembre 2026 rimarrà per sempre una data speciale, la data in cui l’Italia è tornata sul tetto del mondo dopo un digiuno durato quasi tre quarti di secolo. Nino Farina, Alberto Ascari, e adesso anche Andrea Kimi Antonelli: sono i tre uomini che hanno regalato all’Italia il massimo risultato, la più grande gioia possibile. Kimi Antonelli, ripetiamolo ancora, è Campione del Mondo di Formula 1. Un ragazzino di 20 anni, con la spensieratezza di un giovane e la maturità di un veterano, è il nuovo volto della Formula 1, un orgoglio per tutta l’Italia. Tanto merito va anche alla Mercedes, per avergli dato l’opportunità di dimostrare il suo talento straordinario, e a Toto Wolff, per aver sempre creduto in Kimi, anche nei momenti più complicati, come un padre che accompagna il proprio figlio dai primi passi alla gloria.
E ora ci sarà modo di festeggiare alla grande per Kimi, perché il prossimo weekend si corre nella terra del suo idolo. Il numero 12, che continuerà ad essere presente sulla scocca della sua Mercedes anche nel 2027, brillerà come una stella nel cielo di San Paolo, e Ayrton da lassù guarderà il suo ragazzo, Kimi, il suo campione, il suo erede, sfrecciare tra le curve del circuito in cui lui ha compiuto imprese da pelle d’oca. È tutto pronto, allora, per il ritorno della Formula 1 nel leggendario Autódromo José Carlos Pace per la disputa della 6° Edizione del Gran Premio di San Paolo, 20° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026. Il titolo piloti è già stato assegnato, ma questa stagione ha ancora tanto da dire: c’è ancora il titolo costruttori da assegnare, e poi c’è una lotta infuocata per il ruolo di vicecampione tutta da vivere. Verstappen è ormai il favorito d’obbligo, ma la coppia Ferrari rimane in agguato, con una vettura che sembra davvero rinata, mentre Russell ormai è disperso nelle sue incredibili difficoltà, con la necessità di reagire al più presto.