/assets/blog/r19-2026-gp-messico-weekend/copertina-w.jpg

Gran Premio di Città del Messico 2026: Introduzione al Weekend

Di Giovanni Nulchis

SOGNO O SON DESTO? UN MOMENTO STORICO PER L’ITALIA E PER LA FORMULA 1


Nel 1953 non esisteva ancora la diretta televisiva dei Gran Premi di Formula 1. In quello stesso anno, Dwight Eisenhower diventava Presidente degli Stati Uniti d’America, Elisabetta II veniva incoronata regina d’Inghilterra, James Watson e Francis Crick scoprivano la struttura a doppia elica del DNA, Edmund Hillary e Terzing Norgay conquistavano la cima dell’Everest, Jonas Salk annunciava la scoperta del vaccino contro la poliomielite. Nel 1953 non esistevano gli smartphone, i social network, nemmeno Internet e il World Wide Web, non esisteva la fotografia digitale, il navigatore GPS, non era ancora stato diffuso il forno a microonde, non era ancora stata sviluppata la risonanza magnetica moderna.

Nel 1953 Alberto Ascari diventava per la seconda volta consecutiva Campione del Mondo di Formula 1 con la Ferrari. Era il secondo italiano a riuscire nell’impresa dopo Nino Farina, ma all’epoca nessuno avrebbe potuto immaginare che, dopo l’ultimo titolo di Ascari, l’Italia avrebbe dovuto attendere sette decenni, 73 anni, per poter tornare a festeggiare un Campione del Mondo tricolore. In tanti ci sono andati vicino, uno su tutti il grande Michele Alboreto, ma nessuno è riuscito a regalare all’Italia l’impresa mondiale. Nessuno, fino ad oggi.

Un giovane ragazzo di Bologna, 20 anni, cresciuto con il mito di Ayrton Senna, nell’anno della scomparsa del suo concittadino Alex Zanardi, sta per scrivere una pagina indelebile di storia, riportando l’Italia sul tetto del mondo. Andrea Kimi Antonelli, con una naturalezza incredibile, come se fosse un ragazzino come tanti, sta per regalare all’Italia un momento storico che il nostro Paese sognava da 73 anni, quando il mondo era completamente diverso da oggi, quando la Formula 1 non era ancora diventata lo sport che conosciamo oggi.

Signore e signori, benvenuti a Città del Messico: benvenuti in un weekend da pelle d’oca, da vivere tutto con le lacrime agli occhi, con il sorriso sulle labbra, e con la consapevolezza di essere privilegiati testimoni di un momento storico, che non dimenticheremo mai.


IL CIRCUS RAGGIUNGE CITTÀ DEL MESSICO: UN WEEKEND MAGICO NELLA SETTIMANA DEL “DÍA DE LOS MUERTOS”


La Formula 1 continua il suo viaggio intorno al globo. Siamo nel bel mezzo di un’intensa “triple header” tutta dedicata alle Americhe e, dopo, il weekend del Texas, il circus si è spostato nel Centro America, più precisamente nei territori esotici del Messico. L’Autódromo Hermanos Rodríguez ospita la 6° Edizione del Gran Premio di Città del Messico, 18° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026.

Il fine settimana messicano è avvolto in un’atmosfera magica, non solo per il valore dell’impresa che il leader del mondiale Kimi Antonelli sta per compiere. È il weekend, infatti, del “Día de los Muertos”, una festa particolarmente sentita in Messico. Il paddock sarà animato dalle celebri maschere messicane, e la notte tra qualifica e gara, la notte del 31 ottobre, sarà il momento più importante della festività. Quando questo avvenimento coincide con il Gran Premio di Formula 1 in Messico è sempre molto affascinante e particolare.


SERGIO PEREZ RINNOVA CON CADILLAC FINO AL 2029: UN’AVVENTURA DA COSTRUIRE INSIEME


Un altro tassello ha preso posto nel mosaico della line-up piloti 2027. Alla vigilia del suo Gran Premio di casa, che sarà anche il 300° della sua carriera, Sergio Perez ha rinnovato il suo contratto con il team Cadillac per almeno altre tre stagioni, fino al 2029. L’annuncio arriva sulla scia dell’ottimo rendimento mostrato dal messicano durante la stagione d’esordio della Cadillac. Perez si è dimostrato un leader all’interno del team, di gran lunga più solido e concreto rispetto al suo compagno di squadra Valtteri Bottas. Più volte ha portato la Cadillac quasi a ridosso del centro gruppo, e a Monaco ha sfiorato la grande occasione di conquistare il primo punto iridato nella storia del team statunitense. Sergio ha dichiarato di essere entusiasta di poter continuare la sua avventura con Cadillac, e di poter contribuire in prima persona alla crescita della squadra, che proprio intorno al 2029 dovrebbe anche diventare un motorista ufficiale della Formula 1. Dall’altro lato del box, invece, la situazione è caratterizzata da tanta incertezza. Il sedile di Valtteri Bottas è fortemente in bilico, a causa delle deludenti performance del finlandese. È molto probabile, dunque, che a fine stagione Valtteri lascerà il suo ruolo da pilota titolare nel circus. A prendere il suo posto potrebbe essere Colton Herta, pilota statunitense attualmente impegnato in Formula 2, a cui mancano soltanto due punti per ottenere la superlicenza; Colton sarà anche impegnato come pilota rookie nella FP1 del Messico, quando prenderà il posto di Perez. Un altro nome che è apparso in questi giorni come papabile sostituito di Bottas nel 2027 è quello di Esteban Ocon, che a fine stagione lascerà la Haas e al momento non ha ancora trovato una sistemazione nella line-up piloti del prossimo anno. Tra i tanti piloti rookie che parteciperanno alla prima sessione di prove libere in Messico ci sono anche due italiani: Leonardo Fornaroli, che guiderà la McLaren di Norris, e Gabriele Minì, al volante dell’Alpine di Colapinto. Proprio riguardo Fornaroli, alla vigilia dello scorso weekend in Texas è stata annunciata la sua partecipazione nel 2027 al World Endurance Championship nel programma HyperCar di McLaren, che esordirà in questa categoria proprio l’anno prossimo.


ANNUNCIATI I TEAM DELLE PROSSIME STAGIONI DI FORMULA 2: L’ESORDIO DI LN4 FUSION


Giovedì 29 ottobre 2026 sono stati annunciati gli 11 team che parteciperanno ai campionati di Formula 2 del 2027, 2028 e 2029. Sono state confermate dalla stagione scorsa 10 squadre. Le francesi ART Grand Prix e DAMS, la spagnola Campos Racing, le britanniche Hitech e Invicta Racing, le olandesi MP Motorsport e Var Amersfoort Racing, e le italiane Trident e Prema Racing. Il team tedesco AIX Racing, che partecipa attualmente al campionato sotto la bandiera degli Emirati Arabi Uniti, lascerà la categoria al termine di questa stagione, dopo quattro anni di attività. Ad esso subentrerà un nuovo team, LN4 Fusion. Se il nome vi suona familiare è perché ne abbiamo già parlato nell’Introduzione al weekend di Monza, quando era stata annunciata la sua nascita.

LN4 Fusion, che esordirà in Formula 2 nel 2027 sotto bandiera italiana, è stato co-fondato dal Campione del Mondo di Formula 1 in carica Lando Norris. Si tratta di un progetto molto ambizioso, che ha, tra gli altri, l’obiettivo di favorire la crescita professionale di giovani piloti. Il team di Norris prenderà parte anche al Campionato di Formula 3, sempre dal 2027, anche in questo caso subentrando ad AIX Racing.



LA CORSA AL TITOLO: KIMI ANTONELLI STA PER SCRIVERE LA STORIA


La Formula 1 è pronta ad incoronare un nuovo Campione del Mondo, l’Italia è pronta a tornare sul tetto del mondo, così come la Mercedes, dopo un digiuno lungo sei anni: stiamo per vivere un momento storico. Andrea Kimi Antonelli non ha sfruttato il primo match point mondiale a sua disposizione in Texas, ma ci è mancato davvero poco. Antonelli ha colto la sua 9° vittoria in carriera, sicuramente una delle più belle finora conquistate, perché arrivata grazie ad una guida da campione, dalla partenza alla bandiera a scacchi, in un fine settimana in cui la Mercedes non è stata la miglior vettura in pista. Lewis Hamilton è arrivato 4° sul traguardo, riuscendo per una sola posizione a rimanere ancora matematicamente in lotta per il titolo. Stesso discorso per George Russell, giunto 8° alla bandiera a scacchi. Ciò significa che Antonelli non è diventato campione già in Texas per appena 4 punti, il che è assolutamente folle, considerando quanto fosse complicato per lui sfruttare il primo match point mondiale. In Messico il pilota italiano ha a disposizione il secondo match point, e le combinazioni di risultati che lo vedrebbero campione al termine della gara di domenica sono decisamente aumentate rispetto al Texas. Kimi Antonelli si presenta alla vigilia del Gran Premio di Città del Messico in testa alla classifica piloti con 365 punti all’attivo, 123 in più rispetto a George Russell e 124 in più rispetto a Lewis Hamilton. Russell e Hamilton sono gli ultimi due sfidanti di Antonelli rimasti ancora matematicamente in corsa per il titolo. Ma entrambi sono ormai appesi ad un filo. Con 125 punti ancora in palio nelle ultime cinque gare del campionato, Russell rimane in lotta per appena due punti, Hamilton per un punto soltanto. Pertanto, Antonelli, per laurearsi Campione del Mondo a Città del Messico, non deve perdere più di 23 punti da Russell e più di 24 da Hamilton. Tradotto in posizioni in gara, Antonelli sarà campione in Messico se arriverà almeno 9° al traguardo, in caso di vittoria di Russell, o almeno 10°, in caso di vittoria di Hamilton. Se né Russell né Hamilton dovessero vincere la gara, Antonelli sarebbe Campione del Mondo a prescindere dal suo risultato, quindi anche nel caso in cui non conquistasse nemmeno un punto.

In Messico Antonelli potrebbe diventare il più giovane Campione del Mondo nella storia della Formula 1: batterebbe, infatti, il record di 23 anni, 4 mesi e 11 giorni, stabilito nel 2010 da Sebastian Vettel. Diventerebbe il primo Campione del Mondo nato negli anni 2000. Riporterebbe l’Italia sul tetto del mondo dopo 73 anni, dopo 7 decenni, e diventerebbe il 3° pilota italiano nella storia a laurearsi Campione del Mondo di Formula 1, dopo Nino Farina (1950, Alfa Romeo) e Alberto Ascari (1952 e 1953, Ferrari). Sarebbe, inoltre, il terzo pilota nella storia, dopo Juan Manuel Fangio (1951), Jacques Villeneuve (1997) e Lewis Hamilton (2008), a conquistare il titolo alla sua 2° stagione in carriera. Infine, statistica curiosa, sarebbe il primo Campione del Mondo a vincere il suo primo titolo prima dell’ultima gara dal 2009, quando Jenson Button vinse il suo primo titolo con la Brawn GP con una gara di anticipo, in Brasile: da allora, infatti, Vettel, Rosberg, Verstappen e Norris hanno tutti vinto il loro primo titolo all’ultima gara del campionato. La Mercedes si appresta a vincere il 10° titolo piloti della sua storia, il primo dal 2020, quando Hamilton vinse il suo 7° e ultimo titolo mondiale.

Ma non solo Antonelli potrebbe festeggiare in Messico il suo titolo mondiale. La Mercedes, infatti, potrebbe chiudere i giochi anche in classifica costruttori, conquistando il 9° Campionato del Mondo Costruttori della sua storia, il primo dal 2021. Se per Antonelli la pratica mondiale è quasi una formalità, per la Mercedes le combinazioni possibili sono molte meno e alquanto complicate da tramutare in realtà. Il team tedesco arriva in Messico con un vantaggio di 133 punti sulla Ferrari, rimasta l’unica avversaria in lotta per il titolo. Per vincere il titolo al termine di questo weekend, la Mercedes deve guadagnare 39 punti sulla Ferrari. In termini di risultati, la Mercedes vincerebbe il titolo ottenendo la doppietta in gara, con la Ferrari che conquista solo 4 punti, oppure con un 1° e un 3° posto, e in quel caso la Ferrari dovrebbe conquistare solo un punto.

Considerando il trend delle ultime gare, è molto probabile che la Ferrari riesca a rimandare la festa Mercedes al prossimo round in Brasile.


LE ALTRE SFIDE IN CLASSIFICA MONDIALE: VERSTAPPEN FAVORITO PER IL RUOLO DI VICECAMPIONE

    

Se la testa della classifica piloti è ormai irraggiungibile per tutti, a meno di catastrofi sul fronte Antonelli, la lotta per la 2° posizione, e quindi per il ruolo di vicecampione, è più accesa che mai. Dopo le difficoltà accusate in Texas, Russell ha perso punti su tutti i suoi diretti avversari, e ora la sua 2° posizione è fortemente in bilico. In classifica troviamo 4 piloti racchiusi in un fazzoletto di 9 punti: nell’ordine, Russell (242), Hamilton (241), Verstappen (236) e Leclerc (233). Si tratta di una battaglia molto serrata e avvincente, nella quale il favorito sembra essere Verstappen, ma sempre con un occhio di riguardo verso i due piloti della Ferrari. Russell, invece, rischia di scalare dal 2° al 5° posto, in una stagione dominata dalla Mercedes. 

In classifica costruttori, invece, grazie ai risultati di Austin, la Red Bull ha raggiunto la McLaren al 3° posto. I due team si trovano ora a pari punti, a quota 355, con la Red Bull in 3° posizione grazie ai migliori risultati ottenuti.


LE STRAIGHT MODE ZONES, LA SFIDA DELL’ALTITUDINE E LA SCELTA DI PIRELLI


Lungo i 4.304 metri dell’Autódromo Hermanos Rodríguez sono state individuate tre Straight Mode Zones. Le prime due corrispondono alle due zone DRS presenti fino allo scorso anno: la prima lungo il rettilineo dei box, la seconda nel rettilineo che collega curva 3 a curva 4. La zona aggiunta quest’anno interessa il breve rettilineo che collega curva 11 a curva 12.

Dal punto di vista della gestione energetica, il circuito di Città del Messico non dovrebbe presentare grosse difficoltà, data la presenza di tante staccate e curve secche. Rappresenta, invece, una grossa incognita la gestione del carico aerodinamico, dato che il circuito messicano si trova a più di 2000 metri di altitudine, e quindi l’aria è molto rarefatta. Sarà un tema, quindi, anche la gestione del turbo e il raffreddamento della Power Unit e dei freni. Per il round del Messico, la Pirelli mette a disposizione dei team la terna di mescole più morbida della gamma: C3-C4-C5.


GLI AGGIORNAMENTI TECNICI PER IL MESSICO: TANTA FAME D’ARIA


In Messico alcuni team introducono degli aggiornamenti tecnici, perlopiù dedicati alla specificità dell’Autódromo Hermanos Rodríguez. La McLaren presenta delle prese d’aria aggiuntive in zona cofano, per dissipare meglio il calore. La Red Bull, oltre alle prese d’aria aggiuntive sul cofano motore, introduce un aggiornamento alle pance laterali. La Ferrari si munisce di prese d’aria aggiuntive sul cofano motore e nella zona dello scarico. Stessi aggiornamenti per la Racing Bulls, mentre l’Audi ha rivisto i corner ruota posteriori. L’Alpine, infine, ha portato una modifica in zona scarico, modificando la configurazione del vano.