/assets/blog/round-14-2026-gp-spagna-postgara/copertina-2.jpg

Gran Premio di Spagna 2026: il Post Gara

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

La fortuna dei Campioni sorride a Kimi Antonelli. È il pilota bolognese ad apporre per primo la sua firma nella storia del Circuito de Madring, grazie ad un pizzico di fortuna, ma anche all’ennesima gara fenomenale. Per Antonelli è l’8° vittoria stagionale e un altro piccolo passo verso la gloria. Ancora una volta tanta fatica per George Russell, solo 5° al traguardo: ora lo svantaggio su Antonelli è di 81 punti; occorre un cambio di rotta totale per il britannico.

Lando Norris, dopo aver conquistato una pole position stellare, si è visto sfuggire di mano una vittoria praticamente certa: il podio è una magra consolazione, in un weekend in cui Lando ha guidato da campione. Il britannico della McLaren taglia il traguardo dietro Max Verstappen, come sempre molto solido, anche grazie ad una Red Bull sorprendente rispetto alle aspettative. Weekend molto complicato, invece, per Oscar Piastri, mai in lotta per le prime posizioni: l’australiano sembra diventato ormai l’ombra di sé stesso. Non male l’avventura madrilena di Liam Lawson con la Red Bull, che garantisce al team un solido doppio arrivo a punti.

La Ferrari si lecca le ferite dopo un altro weekend in cui la performance pura non è stata convertita in risultato. Primo ritiro stagionale per Lewis Hamilton, tradito dal guasto ai freni. Gara eccellente, invece, per Charles Leclerc, con una gestione gomme da maestro. Ma sul traguardo è solo 4°, dopo aver sperato fino all’ultimo in una Safety Car che non è mai arrivata.

Weekend fantastico per Franco Colapinto, che fa volare l’Alpine con una qualifica e una gara da leader del centro gruppo. Si conferma estremamente concreto anche Arvid Lindblad, che garantisce ancora una volta i punti alla Racing Bulls. Il giovane britannico taglia il traguardo davanti a Nico Hulkenberg, che sfrutta le occasioni della gara per portare l’Audi in top 10, al termine di un weekend non eccezionale per il team tedesco.

Disastro, invece, per i due piloti di casa: Fernando Alonso arriva solo 17° al traguardo, con una pessima Aston Martin, mentre Carlos Sainz non vede nemmeno la bandiera a scacchi, tradito da una Williams che ormai ha toccato il fondo.

Benvenuti al Post Gara della 56° Edizione del Gran Premio di Spagna, in scena sul debuttante Circuito de Madring nel pomeriggio di domenica 13 settembre 2026, giorno in cui il giovane pilota statunitense Ugo Ugochukwu, proveniente dall’Academy McLaren, ha conquistato il titolo di Campione di Formula 3.


PARLA LA PISTA


PROVE LIBERE

FP1. La Formula 1 debutta ufficialmente a Madrid nel primo pomeriggio del venerdì, in occasione della prima sessione di prove libere. Il Circuito de Madring si presenta fin da subito prontissimo ad ospitare l’azione in pista; ciò che colpisce maggiormente è il livello molto alto di grip, e anche il fatto che la pista sia pulita, anche grazie alla presenza delle categorie di supporto.

Per i primi run tutti scendono in pista con gomme medie, tranne Bortoleto, che opta per le hard. La Ferrari comincia la giornata con il piede giusto: Hamilton è praticamente inarrivabile e sembra molto a suo agio tra i muretti di Madrid; Leclerc lo segue, pur pagando un deficit di motore. Sulla monoposto di Charles, infatti, è stata montata la Power Unit con ADUO-1, perché a seguito dell’incidente di Monza sono state necessarie delle verifiche all’unità montata nel momento del crash. Il motore con ADUO-2 non ha riportato danni, ma la Ferrari ha comunque deciso di non montarlo per il weekend di Madrid e di tenerlo pronto per Baku, per non rischiare di compromettere il lavoro del monegasco durante le prove libere, in un circuito dove è necessario girare molto per prendere i giusti limiti. Antonelli riesce ad avvicinarsi più di tutti alle prestazioni Ferrari, ma Russell, le Red Bull e le McLaren sono ancora ben lontani. L’Audi conferma le buone aspettative della vigilia, con entrambi i piloti in top 10. Bene anche la Racing Bulls.Le simulazioni di qualifica con le soft mostrano come queste gomme non entrino subito bene in temperatura, ma necessitino di un po’ di giri per accendersi. Russell, per esempio, impiega sette giri per battere il tempo che Hamilton aveva stabilito con le medie. Antonelli lo segue a ruota per completare l’1-2 Mercedes. Verstappen risulta più veloce di entrambe le McLaren, che appaiono decisamente sottotono. Sorprende Lindblad, che si piazza 7° davanti a Piastri, mentre Hulkenberg sale in top 10. Quando la Ferrari monta gomma soft mancano ormai pochi minuti al termine della sessione: Hamilton, infatti, non riesce a migliorare il suo tempo, mentre Leclerc sale 3°, grazie ad un buon ultimo giro. Russell chiude da leader la FP1 davanti a Antonelli, Leclerc, Hamilton, Verstappen, Norris, Lindblad, Piastri, Hulkenberg e Lawson.

FP2. Norris non prende parte alla sessione a causa di un guasto al cambio della sua McLaren. Anche Alonso rischia di non compiere nemmeno un giro per un problema alla frizione, ma i meccanici Aston Martin sono molto rapidi nelle riparazioni, e lo spagnolo riuscirà a scendere in pista, seppur restando su tempi molto alti. Durante i primi run con gomme medie c’è un grande equilibrio tra le prestazioni: Mercedes e Ferrari sono sul millesimo, e alla festa si unisce anche Verstappen, il cui tempo, però, viene cancellato per track limits. La McLaren rimane sottotraccia con Piastri, mentre a stupire, come nella FP1, è un velocissimo Lindblad, che si piazza 5°, davanti a Lawson. Molto bene Ocon, che finalmente dà qualche segnale positivo stando costantemente in top 10 con la Haas. Sale nella parte alta della classifica anche un buon Tsunoda. Arranca un po’ l’Alpine, mentre la Williams è in grossa difficoltà e riesce a stare soltanto davanti ad Aston Martin e Cadillac. Nelle simulazioni di qualifica si verifica la stessa situazione della FP1: le gomme soft faticano ad accendersi. Verstappen e Piastri, infatti, non riescono a battere il tempo che Russell aveva segnato con gomme medie. Anche lo stesso Russell si migliora di pochissimo e rimane in 5° posizione, mentre Leclerc trova un giro pulito e sale 2°, a un decimo dal tempo di Antonelli. Ocon conferma il suo ottimo stato di forma e sale in 9° posizione, alle spalle di Tsunoda. Lindblad prova a migliorarsi con gomma soft, ma esagera e perde il controllo della sua Racing Bulls, impattando violentemente contro le barriere: viene esposta la bandiera rossa. Alla ripartenza, quando mancano ormai 12 minuti alla bandiera a scacchi, comincia una breve simulazione di passo gara per tutti. La gomma media non sembra dare buoni riscontri: le due Mercedes e Hamilton girano su tempi non eccezionali, anche a causa del traffico. Leclerc e Verstappen, invece, provano il passo con le soft e girano su tempi decisamente più veloci. Antonelli chiude da leader la FP2 davanti a Leclerc, Hamilton, Russell, Verstappen, Piastri, Tsunoda, Ocon e Lawson.

FP3. Nel box della Racing Bulls i meccanici lavorano sulla vettura di Lindblad, per ripararla dopo l’incidente della FP2: l’obiettivo è dare la possibilità ad Arvid di scendere in pista nella seconda metà della sessione. I primi run con gomma soft vedono una sfida molto serrata tra Leclerc e Antonelli per la leadership. Norris mostra un buon ritmo con la McLaren e si posiziona 3°, davanti a Hamilton. Molto bene l’Audi e la Haas, che si trovano in top 10 con entrambi i piloti, così come Tsunoda. Russell e Verstappen ritardano un po’ la loro simulazione di qualifica, ma entrambi sono costretti ad abortire il giro per una bandiera rossa causata da Hamilton. Il britannico, infatti, sbaglia la frenata dell’ultima curva e impatta contro le barriere. Tenta di riportare la sua Ferrari ai box, ma alla fine rinuncia, su consiglio del team, e si ferma lungo il circuito: sessione terminata per lui. Le riparazioni delle barriere richiedono più tempo del previsto, tanto che, quando mancano 15 minuti al termine della sessione, il timing viene fermato: in questo modo viene permesso ai team di scendere nuovamente in pista per qualche giro. Alla ripartenza i piloti eseguono gli ultimi attacchi al tempo. Lindblad non va oltre la 14° posizione, comunque davanti a Tsunoda. Gasly si posiziona appena fuori dalla top 10, mentre le due Audi confermano la propria velocità ed entrano nella parte alta della classifica. Davanti, Antonelli batte il tempo di Leclerc, mettendosi al comando della graduatoria. Le McLaren si avvicinano al tempo di Charles confermando tanta velocità. Si migliora Lawson, che sale 7°, mentre Russell resta in 6° posizione, dietro Verstappen. La sessione si conclude con un’altra bandiera rossa: questa volta a causarla è Bearman, che perde il controllo della sua Haas, impatta violentemente contro il muretto e mette a rischio la sua partecipazione alla qualifica. Antonelli chiude al comando la FP3 davanti a Leclerc, Piastri, Norris, Verstappen, Russell, Lawson, Hulkenberg,Hamilton e Bortoleto. Si va verso una qualifica che vede la Mercedes come favorita per la conquista della pole position, specialmente con Antonelli, ma McLaren e Ferrari sembrano entrambe molto vicine. Attenzione anche a Verstappen, che potrebbe avere il colpo per un piazzamento nelle prime due file.


QUALIFICHE.

Bearman e Stroll non prendono parte alle qualifiche: il britannico a causa dell’incidente di cui è stato autore nella FP3; il canadese a causa di problemi tecnici sulla sua Aston Martin.

Nella Q1 Verstappen, Leclerc e Hamilton scendono in pista con gomma media, con l’obiettivo di risparmiare un set di soft nuove per la gara: tutti e tre riusciranno nell’intento. In questa prima fase sorprende la Red Bull, molto veloce anche con Lawson. Le due Mercedes dettano il passo, con Russell che riesce a battere il tempo di Antonelli proprio con il suo ultimo giro. Lawson è 3° davanti a Verstappen, Norris, Hamilton, Leclerc e Piastri. Un ottimo Colapinto è 9°, davanti a Bortoleto e Gasly. Si qualificano le due Racing Bulls, Hulkenberg e Ocon, mentre Sainz commette impeding sulla Cadillac di Bottas: a fine qualifica riceverà una penalità di 3 posizioni in griglia per la gara. Per appena 5 millesimi, Albon vince il duello interno alla Williams e accede alla Q2; Sainz è infatti il primo degli eliminati, ma scatterà dalla 20° posizione per via della penalità. Con l’idolo locale, sono out anche l’altro spagnolo Alonso, Perez, Bottas e, ovviamente, Bearman e Stroll.

Nel primo tentativo della Q2 Verstappen conferma l’ottimo stato di forma della Red Bull, segnando il miglior tempo davanti alle Mercedes. Lawson è 4° e precede le Ferrari e le McLaren. Leclerc e Hamilton, con tanto carburante a bordo, completano tre giri lanciati in sequenza, riuscendo a risalire fino al 3° e 4° posto, davanti a Russell. La lotta per l’ingresso in Q3 è tra le Audi e Lindblad, mentre un fantastico Colapinto è 9°. La spunta Lindblad, per soli 19 millesimi di vantaggio su Bortoleto, che è il primo degli eliminati. Anche l’altra Audi, quella di Hulkenberg, è out, così come Ocon, un deludente Gasly (che accumula un distacco di 7 decimi da Colapinto), Tsunoda e Albon.

Si va così in Q3, e nel primo tentativo Antonelli commette una piccola sbavatura che lo relega al 2° posto alle spalle di un super Hamilton, che ha trovato un giro veramente buono. Russell è 3°, davanti a Leclerc, Verstappen, Norris, Piastri, Lawson, Colapinto e Lindblad. Nel secondo tentativo è Hamilton a non essere perfetto: un errore alla prima chicane non gli consente di migliorare il suo tempo, e il sogno della prima pole con la Ferrari svanisce in un lampo. Antonelli sembra, così, destinato alla partenza al palo, ma è il Campione del Mondo in carica a rovinare la festa del leader del campionato e a dettare legge. Grazie ad un giro sensazionale, un capolavoro, Norris è il primo poleman nella storia del Circuito de Madring. Per il britannico è la 19° pole position in carriera, la 2° al Gran Premio di Spagna (dopo quella ottenuta a Barcellona nel 2024) e la 3° stagionale, dopo quelle ottenute in Ungheria e in Olanda. Si tratta, inoltre, della 180° pole position nella storia del team McLaren. Antonelli si deve accontentare della 2° posizione, ma, in realtà, vedendo le gare di Formula 3 e Formula 2, partire 2° potrebbe essere un gran vantaggio per il bolognese, perché il lato sinistro del rettilineo dei box è quello più gommato. Verstappen, ultimo pilota a chiudere il giro in Q3, non ha la velocità per attaccare la pole, ma conquista comunque un’ottima 3° posizione, con una Red Bull molto più competitiva rispetto alle aspettative della vigilia. Seguono Hamilton (che ha perso la grande occasione di tornare in pole position, ma sarebbe stato comunque complicato anche senza l’errore), Leclerc, Russell (decisamente sottotono rispetto ad Antonelli), Piastri (ancora una volta disperso nelle sue difficoltà), Lawson, un fantastico Colapinto (che fa impazzire i tifosi argentini presenti a Madrid) e un super Lindblad (che si è ripreso alla grande dopo l’incidente nella FP2).


GARA.

Bearman prende il via dalla pit lane: sulla sua Haas sono state cambiate alcune componenti della Power Unit in regime di parc fermé.

Scelta gomme: la più gettonata ricade sulla gomma hard; partono con la media Norris, Antonelli, Colapinto, Lindblad, Ocon, Albon e Perez; Verstappen, Hamilton e Hulkenberg sono su soft. Al via, Norris tiene la leadership con una difesa aggressiva ma corretta su Antonelli, che taglia la prima chicane e deve accodarsi. Alle loro spalle Hamilton e Verstappen vengono quasi a contatto, con Max che taglia la curva ma tiene la posizione. Nel frattempo, Piastri tampona lievemente Russell danneggiando l’ala anteriore della sua McLaren, mentre Sainz rischia una carambola sfiorando la Racing Bulls di Tsunoda. Si arriva così alla seconda chicane, dove Antonelli taglia la curva nel tentativo di attacco su Norris. Kimi cede, quindi, la posizione a Norris, e ne approfitta come un falco Verstappen, che sale 2°.

Dopo qualche giro, il box Red Bull chiede a Verstappen di restituire la posizione a Hamilton, per evitare una penalità per l’episodio del via. Il problema è che davanti a Hamilton c’è Antonelli; Max, quindi, perde molto tempo e soprattutto perde anche la posizione con Kimi. Per di più, Hamilton è rimasto attardato per un problema ai freni, quindi Verstappen è costretto a rallentare parecchio: col senno di poi, è qui che Max perde la possibilità di vincere la gara. Un guasto ai freni costringe Hamilton al primo ritiro stagionale.

Al 10° giro Lawson sale 10° grazie ad un bel sorpasso su Colapinto. Due giri dopo Alonso tenta un attacco su Sainz, che lo chiude contro il muro e taglia la chicane, prendendo una penalità di 5 secondi. Davanti, Norris è in perfetta gestione della gara, ma al 14° giro un evento cambia le sorti della domenica madrilena. Stroll, infatti, è costretto al ritiro per un guasto ai freni della sua Aston Martin. Viene chiamata la Virtual Safety Car, ma il timing è crudele con Norris, che ha già superato l’ingresso della pit lane e non può entrare ai box. Antonelli, Verstappen e Russell entrano ai box, con George che monta gomme medie, a differenza degli altri due, che passano alle hard; la Ferrari invece decide di non fermare Leclerc. Norris è ai box al giro successivo, ma la VSC termina proprio quando Lando sta entrando in pit lane. Il britannico perde quindi diverse posizioni, scalando addirittura 5°, alle spalle di Russell, anche a causa di un pit stop molto lento. A questo punto in testa c’è Leclerc, che però si deve ancora fermare, davanti ad Antonelli, Verstappen, Russell e Norris. La strategia Ferrari è chiara: rimanere in pista il più possibile in attesa di una Safety Car. Antonelli è nettamente più veloce di Leclerc, ma il team lo invita a non spingere troppo e a mantenere circa 2 secondi di distacco dalla Ferrari per preservare le gomme, soprattutto nei passaggi alla curva Monumental. Nel frattempo, Norris recupera in fretta Russell, che però al 29° giro rientra ai box per la sua seconda sosta. Lando così si ritrova con strada libera davanti e 7 secondi da recuperare su Verstappen.

Nelle posizioni di testa la situazione rimane invariata fino al 43° giro, quando Piastri effettua la seconda sosta. La McLaren, però, calcola male i tempi, e Oscar rientra in pista alle spalle di un gruppetto di piloti composto da Gasly, Bortoleto, Colapinto e Lindblad. Di questi, gli unici che si devono ancora fermare ai box sono Gasly e Bortoleto. Norris, intanto, arriva alle spalle di Verstappen, ma cercare un sorpasso pulito su questo circuito è un’impresa impossibile. Piastri passa Lindblad e Hulkenberg per la 9° posizione, mentre davanti Verstappen si avvicina ad Antonelli, che si trova in una situazione complicata perché non può avvicinarsi troppo a Leclerc. Nel frattempo, di Safety Car nemmeno l’ombra, i giri passano in fretta e la Ferrari si trova costretta a rinunciare ai sogni di gloria, anche perché Russell sta girando molto più forte di Leclerc ed è una minaccia concreta. Charles si ferma al 49° giro, monta gomme soft, ma rientra in pista a più di 20 secondi da Norris. Per di più, la Ferrari non riesce a mandare le soft in temperatura, e Charles deve difendersi dagli attacchi di Russell. Antonelli assume così la leadership della gara, davanti a Verstappen e Norris. Al penultimo giro, Gasly si ferma finalmente per la sua sosta: Lawson sale dunque 6°, davanti a Colapinto, Piastri, Lindblad e Hulkenberg. All’ultimo giro Norris tenta l’ultimo disperato attacco su Verstappen, approfittando di una piccola sbavatura dell’olandese, ma nulla da fare: Max si difende e rimane davanti. Anche Hulkenberg prova a superare Lindblad per la 9° posizione, senza successo.

Kimi Antonelli vince il Gran Premio di Spagna, conquistando il suo 8° trionfo stagionale, ed è il primo pilota ad apporre la sua firma sul Circuito de Madring. È il primo pilota italiano nella storia a vincere in terra spagnola e riporta il tricolore sul podio in Spagna dopo 20 anni (l’ultimo a riuscirci era stato Giancarlo Fisichella, a Barcellona nel 2006, proprio l’anno di nascita di Kimi!). La Mercedes conquista la 10° vittoria stagionale, e Antonelli vola via in testa al mondiale, con 81 punti di vantaggio su Russell e 101 su Hamilton. Un super Max Verstappen conquista il suo 6° podio stagionale, il 5° nelle ultime 7 gare, con una Red Bull molto competitiva su questo circuito. Il vero sconfitto di questa domenica è Lando Norris, che sale sul podio per la 5° volta in carriera, ma con la consapevolezza di aver perso una vittoria che era ampiamente alla sua portata, e non per sua responsabilità. Seguono Leclerc (che ha sperato fino all’ultimo in un colpo di fortuna che non è arrivato, ma è comunque stato autore di una grande gara), Russell, un buon Lawson, un eccezionale Colapinto, Piastri (disperso per tutto il weekend), un grande Lindblad e Hulkenberg, a punti per la 3° gara stagionale.


I TOP DEL WEEKEND


1. LANDO NORRIS

Non c’è dubbio: il miglior interprete del weekend di Madrid è stato il Campione del Mondo in carica Lando Norris. La McLaren è arrivata al Madring con i favori del pronostico, e li ha rispettati in pieno. Come al solito, non è uscita allo scoperto fin da subito: nelle prove libere, anzi, sembrava quasi dispersa, lontana dalle prestazioni di Mercedes e Ferrari. Poi, però, sabato, già durante le terze prove libere, è emersa in tutta la sua performance ed è arrivata al livello dei primi due team. In qualifica Norris è stato un mago. In una sessione estremamente combattuta, con tutti e quattro i top team molto vicini, Lando ha dimostrato perché è lui il Campione del Mondo, conquistando una pole position stellare e rifilando quasi mezzo secondo a Piastri. In gara è stato impeccabile. Partenza perfetta, molto aggressiva ma super corretta, e primo stint dominato, con una McLaren fortissima nella gestione delle medie. Purtroppo, è stato tremendamente sfortunato con la Virtual Safety Car, entrata in vigore proprio quando lui aveva superato la corsia dei box. Negli ultimi giri è decisamente più veloce di Verstappen, ma non trova lo spazio per il sorpasso. Peccato, perché questo weekend Norris ha guidato da campione, ha ancora una volta surclassato Piastri, e si meritava assolutamente la prima vittoria a Madrid.


2. FRANCO COLAPINTO

Dopo il brutto errore nella gara di Monza, Colapinto si è fatto perdonare alla grande dall’Alpine, grazie ad un weekend in cui ha dominato la corsa di centro gruppo. Finalmente Franco è riuscito a concludere un fine settimana pulito e concreto, lui che di solito è incline agli errori. Con un’Alpine in grado di lottare ad armi pari con la Racing Bulls, Colapinto si è qualificato 9° al sabato, davanti a Lindblad, e in gara è stato formidabile. Nessun errore, concentrazione al massimo, sempre velocissimo, ha estratto il massimo dalla sua Alpine. Grazie ad una buona strategia, ha stravinto la gara del midfield, ed è stato l’unico, oltre ai piloti dei top team, a non essere doppiato. Davvero gran bella prova per l’argentino.


3. ARVID LINDBLAD

Top anche per Arvid Lindblad, soprattutto per la sua capacità di ripresa dopo l’incidente nella seconda sessione di prove libere. Sappiamo quanto sia importante in un circuito cittadino avere totale fiducia nella propria vettura, e quanto un incidente in prova possa poi compromettere il resto del weekend. Arvid venerdì aveva cominciato la sua attività in una forma smagliante, costantemente nelle prime cinque posizioni. Poi c’è stato l’incidente in FP2, che avrebbe potuto essere davvero un brutto colpo per le sue ambizioni in vista del proseguo del weekend, anche perché, a causa dei danni riportati, ha perso gran parte dell’attività in FP3. Ma poi, una grande reazione. Negli ultimi minuti della FP3 non si è preso rischi e non ha spinto troppo, giustamente. Ha ripreso fiducia nella vettura e poi è tornato al livello che aveva dimostrato prima dell’incidente. Q3 in qualifica e 9° posizione in gara: un altro risultato solido nel corso di questa stagione, con il quale garantisce altri punti iridati al team.


I FLOP DEL WEEKEND


1. OSCAR PIASTRI

Un altro weekend di sofferenza per Oscar Piastri, che in questa fase del campionato sembra l’ombra di sé stesso, e non riesce proprio ad entrare in sintonia con le vetture del 2026. A Madrid ha faticato tanto sia in qualifica che in gara, incamerando distacchi abissali nei confronti di Norris. In qualifica è stato il penultimo dei piloti top, davanti soltanto a Lawson, non riuscendo mai a sfruttare il potenziale della McLaren. Il distacco da Norris è stato di mezzo secondo: decisamente troppo. La sua gara, oltretutto, è stata travagliata e sfortunata. Prima il contatto con Russell al via, che ha danneggiato leggermente l’ala anteriore della sua McLaren, poi la strategia pessima del team, che lo ha fatto scivolare 11° con una rimonta impossibile da compiere. Tutto questo ha portato a un’8° posizione davvero deludente, alle spalle anche di Colapinto. Il guaio, però, per Oscar è stata la qualifica: in un circuito del genere la track position è troppo importante.


2. CARLOS SAINZ

La Williams ha sofferto tanto anche questo weekend: in un circuito che premia il telaio, la FW48 è andata totalmente in crisi, più vicina alle prestazioni di Aston Martin e Cadillac rispetto a quelle dei team di centro gruppo. Per Carlos Sainz, tuttavia, questo era un weekend molto speciale: la prima gara della sua carriera a Madrid, la sua città natale. Peccato che durante il fine settimana non sia andato nulla, ma proprio nulla, per il verso giusto. In qualifica, una doppia beffa. Prima commette impeding su Bottas, che gli costa una penalità di 3 posizioni in griglia. Poi viene eliminato in Q1 da Albon, per appena 5 millesimi. Partito 20°, al via fa quasi strike con Tsunoda, fortunatamente senza conseguenze. Corre una gara desolante, tutta nelle retrovie, fino al mesto ritiro al 43° giro, dopo aver concordato con il team l’inutilità di proseguire. Un esordio tutt’altro che felice per il povero Carlos nella sua Madrid.


3. CADILLAC

Quello di Madrid è stato probabilmente uno dei weekend più complicati per la Cadillac finora, sia come performance sia come affidabilità. Il tempo di Perez in qualifica è stato 2.5 secondi più lento rispetto alla pole di Norris, 6 decimi rispetto al tempo di Albon (che è stato l’ultimo pilota a qualificarsi per la Q2), e 6 decimi rispetto a quello dell’Aston Martin di Alonso. Bottas è stato oltretutto vittima dell’impeding di Sainz. La qualificazione per la Q2 è un obiettivo ancora tanto ambizioso. La gara è stata ancor più un disastro. Perez è stato molto bravo in partenza, riuscendo a risalire fino alla 15° posizione, ma poi la sua corsa è terminata anzitempo per un problema alla pressione dell’acqua. Bottas, invece, ha tenuto un ritmo gara estremamente lento, e ha tagliato il traguardo con 3 giri di ritardo da Antonelli e un giro di ritardo dall’Aston Martin di Alonso.


VERSO L’AZERBAIJAN

Siamo giunti, così, al termine del primo weekend della Formula 1 sul Circuito de Madring. La nuova pista madrilena ha suscitato tante dichiarazioni contrastanti, tra chi la vede come una bella sfida di guida e chi la reputa addirittura inadatta per la Formula 1 odierna. Di sicuro si può dire che è un circuito molto sfidante, con una serie di curve impegnative e affascinanti e con i muretti vicini, che contribuiscono alla crescita dell’adrenalina. Tuttavia, la sua carenza più importante, ed è una carenza molto grave, sono i punti di sorpasso, sia per l’assenza di lunghi rettilinei, ma anche per il fatto che questi rettilinei terminano con delle curve che non consentono delle vere staccate. Da qui la conseguenza di una gara poco movimentata, durante la quale chi è davanti impone il proprio ritmo, preferibilmente lento per non consumare troppo le gomme. Insomma, la solita gara “a trenino” che non regala emozioni, se non per incidenti o errori clamorosi della direzione gara. Per le prossime edizioni sarebbe opportuna, quindi, qualche modifica al layout, per inserire quantomeno qualche punto di sorpasso in più. Per il resto, va sicuramente fatto un plauso agli organizzatori, perché l’impatto visivo del circuito e delle strutture circostanti è davvero notevole. Kimi Antonelli non si ferma più. Dopo la magia di Monza vince anche a Madrid ed è sempre più leader di questo campionato. Gli avversari arrancano: Russell sembra ormai rassegnato di fronte alla superiorità del suo compagno di squadra, mentre Hamilton, con questo primo ritiro stagionale, abbandona quasi definitivamente i suoi sogni iridati. In questo momento, nessuno sembra in grado di contrastare Antonelli, tranne forse Norris, che però è molto lontano in termini di punteggio in classifica e a Madrid è stato tremendamente sfortunato. Ma alla fine del campionato mancano ancora nove gare, e Kimi deve rimanere con i piedi per terra, sempre concentrato, perché la strada da percorrere è ancora molto lunga.

Ora, il circus della Formula 1 si prepara ad una triple header molto impegnativa tra Est Europa e sud-est asiatico. Si comincia nel weekend del 24-26 settembre, quando un altro circuito cittadino, il Baku City Circuit ospiterà la 9° Edizione del Gran Premio d’Azerbaijan, 15° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026. Sarà un weekend particolare, perché tutta l’attività in pista verrà anticipata di una giornata. Infatti, le prove libere si terranno il giovedì, le qualifiche il venerdì e la gara il sabato. Questo per evitare la concomitanza con il Giorno della Memoria, festa nazionale in Azerbaijan, che si celebra dal 2021 il 27 settembre di ogni anno per ricordare i caduti della Seconda Guerra del Karabakh (o guerra dei 44 giorni). Tra i muretti e i rettilinei infiniti di Baku una sfida unica attende i 22 piloti in griglia. Chi trionferà nel sabato della “Terra del Fuoco”?