Gran Premio di Spagna 2026: Introduzione al Weekend
L’ESORDIO TRA I MURETTI DI MADRID: IL CIRCUS TORNA NELLA CAPITALE SPAGNOLA NEL RICORDO DI GILLES VILLENEUVE
Quando la storia incontra il futuro. Nel 2026, uno degli eventi più storici del calendario della Formula 1 cambia volto. Il Gran Premio di Spagna si presenta in una veste rinnovata e va in scena su un nuovissimo circuito cittadino, tutto da scoprire. La Formula 1 torna nella capitale spagnola, Madrid, a 45 anni di distanza dall’ultima gara sul circuito di Jarama, nel ricordo dell’ultimo vincitore in territorio madrileno: l’indimenticabile Gilles Villeneuve.
Siamo pronti per l’ultima tappa europea della stagione, di un campionato che ormai è dominato in lungo e in largo da Kimi Antonelli, reduce da una vittoria storica a Monza. Ma a Madrid la sua Mercedes dovrebbe essere più umana, più attaccabile, più vulnerabile, e i suoi diretti avversari hanno tutti un motivo per andare a caccia della rivincita. Tra i muretti e le curve sfidanti di questo nuovo circuito cittadino, la battaglia per la gloria sarà tutta da vivere. Signore e signori, benvenuti a Madrid.
L’ULTIMA TAPPA EUROPEA DEL CAMPIONATO: UN WEEKEND TUTTO DA VIVERE A MADRID
Cominciato nel weekend del 07 giugno con il Gran Premio di Monaco, il viaggio in Europa della Formula 1 per questo 2026 è arrivato alla sua conclusione. Dopo otto weekend di gara consecutivi, andati in scena nell’arco di quattro mesi, salutiamo il Vecchio Continente con uno degli eventi più attesi del campionato, una delle tante novità che caratterizzano la stagione 2026. Nel calendario della Formula 1 fa il suo esordio un nuovo circuito cittadino: il Circuito de Madring ospita la 56° Edizione del Gran Premio di Spagna, 14° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026, e 2° round spagnolo della stagione.
Il Madring è il 6° circuito nella storia della Formula 1 ad ospitare il Gran Premio di Spagna, dopo Pedralbes, Jarama, Montjuich, Jerez de la Frontera e Montmelò. Da quest’anno è la nuova sede dell’evento, ed è subentrato al Circuit de Barcelona-Catalunya, che ha ospitato il Gran Premio nazionale ininterrottamente dal 1991 al 2025. Quest’anno, il circuito catalano è stato teatro della 1° Edizione del Gran Premio di Barcellona- Catalogna: il calendario di Formula 1 è tornato così ad avere due tappe spagnole nella stessa stagione, come non accadeva dal 2012, quando a Valencia si corse il Gran Premio d’Europa. Avremo in calendario due appuntamenti spagnoli anche nel 2028, 2030 e 2032: a Madrid si disputerà annualmente il Gran Premio di Spagna, mentre il Gran Premio di Barcellona-Catalogna osserverà un programma di rotazione annuale con il Gran Premio del Belgio, che infatti sarà presente in calendario nel 2027, 2029 e 2031.
Il circus della Formula 1 torna a Madrid dopo 45 anni di assenza. Dal 1968 al 1981, per nove edizioni, ad essere teatro del Gran Premio di Spagna fu il Circuit de Madrid-Jarama, un autodromo sito a San Sebastián de los Reyes, nelle vicinanze della capitale spagnola. L’ultimo vincitore a Jarama fu Gilles Villeneuve, che nel 1981 ottenne proprio su questo circuito la sua settima e ultima vittoria in carriera, a bordo della Ferrari.
LA NUOVA SEDE DEL GRAN PREMIO DI SPAGNA: SCOPRIAMO I SEGRETI DEL MADRING
Il Circuito de Madring rappresenta una delle tante novità della stagione 2026. Quest’anno, infatti, non solo abbiamo dovuto fare conoscenza con nuovi regolamenti tecnici, nuove monoposto, nuovi stili di guida e nuovi team: adesso è finalmente arrivato il momento di conoscere il nuovo palcoscenico spagnolo della Formula 1. E allora, andiamo a vedere nel dettaglio le peculiarità del tracciato madrileno.
Il Circuito de Madring è un circuito cittadino non urbano: infatti, soltanto una breve porzione di pista viene percorsa dal traffico di tutti i giorni. Sorge attorno al centro espositivo IFEMA di Madrid, situato nel quartiere Barajas, a nord-est della città. Misura 5.146 metri, si percorre in senso orario ed è composto da 22 curve. Il suo layout è molto vario: alterna tratti tortuosi, lenti e stretti a curve ad ampio raggio e rettilinei di media lunghezza. Il rettilineo dei box conduce alla prima chicane del circuito, una stretta sinistra-destra che rappresenta il primo punto di sorpasso. In uscita dalla chicane, si affronta la terza curva, la “Hortaleza”, dal nome del vicino quartiere omonimo; la Hortaleza immette sul rettilineo più lungo del circuito (837 metri), che presenta anche una leggera piega a destra, curva 4.
Si arriva così alla “Subida de Carcavas” (curva 6-7), tratto in cui le monoposto passeranno sotto un ponte, che ospita l’autostrada. “El Bunker” è la chicane 8-9: il nome fa riferimento alle vicine fortezze risalenti alla guerra civile spagnola. A seguire, una nuova chicane, chiamata appunto “La Chicane”, porta alla curva più iconica del Madring: la “Monumental”. Si tratta della curva più lunga dell’intero calendario: una sopraelevata di 548 metri, con un banking del 24% (15°), la cui forma è ispirata a quella delle tradizionali piazze dei tori. In uscita dalla Monumental, la curva 13 porta al tratto denominato “Las Enlazadas de Valdebebas”, una sezione di curve (14-16) ad alta velocità che si snoda attorno alla zona Valdebebas, dedicata alla squadra di calcio Real Madrid.
Nel breve allungo che porta a curva 18, è presente il secondo passaggio sotto il ponte. Curva 18 è una piega a sinistra ed è denominata “Norte”: prende il nome dal North Convention Centre, sito nelle immediate vicinanze. Le ultime tre curve sono tutte a 90°: l’ultima, curva 22, è denominata “El Parque”, data la sua vicinanza con il parco intitolato a Juan Carlos I.
Secondo i progettisti del circuito, questo layout offre un mix di curve lente, medie e veloci, lunghi rettilinei e traiettorie ampie per favorire i sorpassi. La struttura dell’impianto comprende il primo paddock interamente coperto mai realizzato in Formula 1 e altre peculiarità all’avanguardia.
LA FAIDA LEGALE TRA IFEMA E DROMO: COSA SI CELA DIETRO LA NASCITA DEL MADRING
Sullo sfondo dell’esordio della Formula 1 a Madrid, e della nascita del Madring, si cela una complessa diatriba legale che riguarda la proprietà intellettuale dei progetti del circuito. Cerco di esporla in breve, senza scendere troppo in dettagli legali che in questa sede ci interessano relativamente.
Nel 2024 la società italiana Dromo vince l’appalto per la progettazione e la realizzazione del Madring. Dromo,così, disegna il tracciato e comincia regolarmente la costruzione. Trascorre un anno, e nel settembre 2025 IFEMA, la società che controlla il consorzio fieristico di Madrid, decide di concludere il contratto con Dromo. I lavori, tuttavia, non sono ancora terminati, e così IFEMA si rivolge a Hermann Tilke per portare avanti la realizzazione del Madring. Tilke, in linea teorica, dovrebbe ricominciare la progettazione da capo. Il tempo, però, scorre veloce, mancano pochi mesi al termine previsto dei lavori, e così Tilke riprende in mano i progetti Dromo e procede alla costruzione del circuito esattamente dal punto in cui Dromo aveva lasciato.
Ed è qui che nasce il contenzioso: Dromo rivendica la proprietà intellettuale dei progetti che, secondo un contratto precedentemente stipulato con IFEMA, non potevano essere ceduti a terzi. Ma quindi, di chi è veramente la proprietà intellettuale dei progetti del Madring? È ancora di Dromo, o è stata trasferita a Tilke, dopo che IFEMA ha concluso il contratto con la società italiana? La causa legale è ancora in corso, e il primo weekend di gara a Madrid andrà in scena in un’atmosfera non certo rilassata.
BABY ICEMAN SI AFFACCIA NEL PADDOCK DELLA FORMULA 1: ROBIN RAIKKONEN ENTRA NELLA FAMIGLIA RED BULL
Il cognome Raikkonen torna protagonista nel paddock della Formula 1. Robin, figlio del Campione del Mondo 2007 Kimi Raikkonen, ha 11 anni, ed è attivo nel mondo dei kart, nei campionati Rotax e WSK. La sua abilità alla guida è spiccata e non è sfuggita all’occhio attento dei team di Formula 1, in particolare di un team che in materia di giovani piloti sa bene come muoversi: la Red Bull.
Dal 2027 Robin Raikkonen entrerà a far parte del Red Bull Junior Team, il programma per i giovani piloti interno al team Red Bull. Laurent Mekies, Team Principal di Red Bull, crede fermamente nel talento di Robin, e ne apprezza anche la maturità, la calma e la capacità di concentrazione dimostrate al volante. Certamente, l’ingresso nella Academy Red Bull è una grandiosa opportunità per il futuro della carriera di Robin Raikkonen. La strada per arrivare nel paddock della Formula 1 è ancora molto molto lunga, ma ci sono davvero tutti gli ingredienti per il grande ritorno del cognome Raikkonen nei circuiti del mondiale.
LE STRAIGHT MODE ZONES DI MADRID, LA SCELTA DI PIRELLI E LA LIVREA SPECIALE DELLA WILLIAMS
Lungo i 5.416 metri del Circuito de Madring sono state individuate due Straight Mode Zones. La prima si trova lungo il rettilineo dei box; la seconda nel rettilineo più lungo del circuito, quello che da curva 3 porta a curva 5. Per l’esordio della Formula 1 sul Circuito de Madring, la Pirelli ha messo a disposizione dei team la terna di mescole intermedia della gamma: C2-C3-C4.
In occasione del ritorno della Formula 1 nella capitale spagnola, la Williams si veste di una livrea speciale che celebra il passato del team. I nuovi colori richiamano la livrea della FW07C, la monoposto del team di Grove che partecipò al Campionato del 1981, e dunque anche all’ultimo Gran Premio corso a Madrid, sul circuito di Jarama, con al volante Alan Jones, Campione del Mondo in carica, e Carlos Reutemann.
GLI AGGIORNAMENTI TECNICI PER MADRID: NOVITÀ PER TUTTI I TOP TEAM
La McLaren introduce una modifica all’ala posteriore, con l’aggiunta di un nuovo elemento aerodinamico volto a gestire meglio i flussi d’aria al posteriore della vettura. Anche sulla Mercedes è presente una novità sull’ala posteriore, un adattamento al particolare layout del Circuito de Madring, oltre a una modifica al sistema FTM e una novità aerodinamica nella zona dei freni anteriori. La Red Bull porta aggiornamenti ai corner ruota anteriori e una novità in zona fondo, con un cambio di geometrie nella sezione tra fondo e telaio. Sulla Ferrari è stata rivista la sospensione posteriore, con l’obiettivo di migliorare la distribuzione del carico aerodinamico. L’Alpine presenta una novità sul fondo, con l’aggiunta di un elemento sul board, con l’obiettivo di incrementare il carico aerodinamico locale e la gestione dei flussi. Sulla Cadillac ci sono alcune novità riguardanti i flap dell’ala posteriore e il diffusore, a cui è stato aggiunto un nuovo elemento verticale per incrementare il carico aerodinamico.
LE ASPETTATIVE PER IL GRAN PREMIO DI SPAGNA: L’OCCASIONE PER I RIVALI DI MERCEDES
Il Circuito de Madring presenta due anime contrapposte, che corrispondono alla parte urbana del circuito, cioè quella costituita dalle strade che si snodano attorno al complesso IFEMA, e alla parte di circuito permanente, che comprende la curva Monumental e le curve tecniche presenti nei suoi dintorni. La parte urbana è formata dai due rettilinei più lunghi della pista, dalla veloce curva 3 e da curve strette a 90°. È la zona del circuito che mette maggiormente sotto pressione la Power Unit, anche per quanto riguarda il management dell’energia elettrica; inoltre, premia l’ottima capacità di trazione in uscita dalle curve, la stabilità in frenata e il buon comportamento sui cordoli. La parte permanente del circuito, invece, è molto più tecnica e insidiosa, in particolare nella zona delle curve in successione che precedono la Monumental. Qui viene messo alla prova il telaio della monoposto, che dovrà essere agile nei cambi di direzione e nel passaggio sui cordoli. La Monumental, poi, sarà una grande sfida per le gomme, che devono sopportare carichi non indifferenti per un tempo di percorrenza lungo. In generale, il Madring dovrebbe essere un circuito poco “energivoro”, data la presenza di tante curve che richiedono frenate continue.
Se la settimana scorsa avevamo detto che Monza era il terreno da caccia perfetto per la Mercedes, che infatti ha dominato in modo assoluto, lo stesso non si può dire per Madrid. Non tanto perché la W17 farà fatica, quanto perché gli avversari saranno inevitabilmente molto più vicini. Tuttavia, anche qui la Power Unit Mercedes sarà un’arma potente a disposizione dei due piloti, e il telaio della W17 non è affatto scarso. Sulla carta, quindi, la Mercedes rimane favorita per la conquista della vittoria, ma non con un vantaggio così rassicurante. Antonelli arriva dalla vittoria strepitosa di Monza ed è un pilota che nei circuiti cittadini è sempre andato molto forte; in ottica mondiale, a Monza ha inferto un colpo micidiale ai suoi rivali per il titolo, ma deve mantenere alta la concentrazione, perché la stagione è ancora molto lunga. Russell, invece, ormai ha due strade possibili da percorrere: la prima è reagire, azzardare, anche giocare sporco qualche volta, se necessario, per cercare di minare le certezze di Antonelli e riaprire un mondiale che ad oggi sembra già chiuso; la seconda è comportarsi come si è comportato a Monza nel post gara, cioè ammettere, anche se non a parole, di non essere in grado di contrastare Kimi. Siccome George è un pilota fortissimo, dotato di un grande talento indiscutibile, secondo me ha ancora tutte le possibilità di rimanere in lotta per il titolo: arrendersi adesso, quando mancano ancora nove weekend di gara al termine del campionato, sarebbe forse poco saggio.
Data la Mercedes per favorita d’obbligo, i team che potrebbero avere più possibilità di giocarsela con le Frecce d’Argento sono McLaren e Ferrari. La McLaren è una vettura che, dopo gli aggiornamenti di Budapest, è diventata quasi il punto di riferimento per tutti nella percorrenza delle curve medio-veloci; e a Madrid questa tipologia di curve abbonda. È anche molto forte in trazione e genera tanto drag, il che a Monza era un netto svantaggio, ma a Madrid potrebbe trasformarsi nella carta vincente. Inoltre, la Power Unit Mercedes sarà di grande aiuto nella zona più veloce del circuito. La Ferrari arriva dalla grande delusione di Monza, weekend che forse ha decretato la fine dei sogni mondiali per Maranello, ma a Madrid potrebbe arrivare il riscatto, grazie all’ottimo telaio della SF26 e alla buona gestione delle gomme in gara.
La Red Bull, invece, dovrebbe essere il top team più in difficoltà. Come era stato il caso per Zandvoort, anche il circuito madrileno non sembra essere favorevole alla RB22, monoposto che dispone di un ottimo motore, sì, ma di un telaio non certo all’altezza di quello dei diretti avversari. Per questo motivo, sarà complicato per Verstappen replicare il fantastico podio di Monza, a meno di imprese clamorose o di una gara pazza. Anche per questo weekend Lawson sostituisce Hadjar, ancora infortunato. L’obiettivo del neozelandese è quello di riscattarsi dopo il fine settimana non felice di Monza.
A centro gruppo la Racing Bulls, sulla carta, dovrebbe farla da padrona, anche se occorrerà prestare molta attenzione all’Audi, che, grazie al suo buon telaio, potrebbe tornare competitiva per la zona punti. Non possiamo togliere dai giochi per la top 10 l’Alpine, autrice della pole position a Monza, che tuttavia a Madrid potrebbe soffrire di più, soprattutto nella parte tecnica del circuito. La Haas rappresenta una bella incognita per questo weekend, anche se le difficoltà di passo avute in gara a Monza non sono un buon segnale, mentre per la Williams si prospetta un altro fine settimana di netta sofferenza, in attesa del nuovo telaio che debutterà a Baku. Chi sa se, però, Sainz riuscirà a regalare qualche emozione ai suoi tifosi, lui che è nativo di Madrid e corre per la prima volta in carriera nella sua città. Vedremo se in un circuito tecnico e meno severo per il motore, l’Aston Martin tornerà a galla dopo essere nuovamente sprofondata negli abissi della classifica a Monza. Per quanto riguarda la Cadillac, sarà un altro weekend importante nel suo percorso di crescita: vedremo se ci sarà qualche segnale incoraggiante in vista del finale di stagione.