Gran Premio d'Italia 2026: il Post Gara
INTRODUZIONE
Andrea Kimi Antonelli vince a Monza ed entra nella Leggenda!
Una rimonta da brividi per una vittoria storica. Antonelli riporta l’Italia al trionfo a casa nostra 60 anni dopo Ludovico Scarfiotti, con una gara senza alcun senso. Da 19° a 1°: una superiorità devastante, che avvicina sempre di più questo giovane ragazzo bolognese al sogno mondiale.
George Russell completa la doppietta Mercedes, ma per il britannico la sconfitta è bruciante, in un weekend in cui avrebbe dovuto riaprire i giochi per il campionato. Un grande Max Verstappen difende con le unghie e con i denti il podio, e batte entrambe le McLaren, grazie ad una Red Bull molto solida.
Doccia ghiacciata per la Ferrari, che chiude il weekend di casa con una gara da incubo. Leclerc si deve arrendere già nei primi giri, a causa di un pesante incidente che infrange tutte le sue speranze. Hamilton, dopo un primo giro disastroso per l’incomprensione con Charles, conduce una gara desolante e chiude solo 6°, senza alcuna possibilità di lottare per il podio.
Partito dalla pole position, Gasly non ha avuto la velocità per sognare il podio, ma ha comunque vinto la gara di centro gruppo con un’ottima 7° posizione. L’Alpine fa incetta di punti anche grazie a Colapinto, 9° al traguardo.
Solida la gara della Racing Bulls, team di casa, con entrambi i piloti a punti: ottima prova per Lindblad, ma anche per Tsunoda, che torna ad ottenere una top 10 in Formula 1.
Weekend non brillante di Lawson, che chiude 14° con la sua Red Bull, dietro le due Audi e la Williams di Sainz.
In sofferenza anche la Haas, mentre l’Aston Martin torna a vivere gli incubi di inizio stagione, con un disastroso doppio ritiro che pesa come un macigno.
Benvenuti al Post Gara della 77° Edizione del Gran Premio d’Italia, in scena nel pomeriggio di domenica 06 settembre 2026 sul leggendario Autodromo Nazionale di Monza.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. Alla prima sessione di prove libere di Monza prendono parte quattro piloti rookie: Ayumu Iwasa, sulla Red Bull di Verstappen; Paul Aron, sull’Alpine di Gasly; Luke Browning, sulla Williams di Albon; Colton Herta, sulla Cadillac di Perez.
Durante la sessione viene diffusa la notizia che, oltre alle due Ferrari, anche la Haas di Bearman è dotata della Power Unit Ferrari aggiornata con l’ADUO.
Nei primi minuti della FP1 alcune monoposto, specialmente quelle guidate dai rookie, montano i rastrelli e altri sensori per svolgere dei test aerodinamici. Per i primi run, Mercedes e McLaren scendono in pista con gomma media, Ferrari con hard e Lawson, con la Red Bull, con soft. Russell comincia subito con i tempi migliori, ma non fa il vuoto: Norris e le Ferrari rimangono a contatto. Tanto lavoro ai box, invece, per Antonelli, che sfrutterà le sessioni di prove libere quasi esclusivamente per preparare la gara. Alle spalle dei top team, un Colapinto in ottima forma guida il centro gruppo, davanti alle Racing Bulls. La sessione viene interrotta da una bandiera rossa quando Herta abbandona la sua Cadillac a bordo pista per un problema tecnico. Intanto, ai box la Red Bull cambia l’ala posteriore alla monoposto di Iwasa, scegliendo un esemplare leggermente più scarico. Alla ripartenza cominciano le simulazioni di qualifica. La Ferrari, tuttavia, sceglie di non montare le gomme soft, a differenza di tutti gli altri top team, per una diversa strategia di distribuzione delle mescole nell’arco del weekend. Nonostante ciò, le SF26, probabilmente anche con una modalità di potenza per spinta rispetto agli altri, volano. Leclerc batte il tempo di Russell, e Hamilton lo segue, completando l’1-2 Ferrari. Un ottimo Lawson sale 4°, con una Red Bull che dà ottimi riscontri, davanti ad Antonelli e Norris. In difficoltà Piastri, solo 11°. Si conferma competitiva l’Alpine, anche con Aron, che fa compagnia a Colapinto in top 10. Non male l’Audi, 8° con Bortoleto. Leclerc chiude da leader la FP1 davanti a Hamilton, Russell, Lawson, Antonelli, Norris, Lindblad, Bortoleto, Colapinto e Aron. Antonelli è il migliore nella simulazione di passo gara, il più veloce e il più costante. Anche la Ferrari è abbastanza in linea, soprattutto con Leclerc.
FP2. La McLaren conferma l’utilizzo dell’ala reverse, dopo i riscontri positivi della FP1. Per i primi run della FP2, le Mercedes montano le hard, così come le McLaren e Lawson; le Ferrari e Verstappen, invece, montano le soft. Russell è il più veloce, con un vantaggio di due decimi su Antonelli. Segue Leclerc, molto vicino al tempo di Kimi, mentre sorprende Lindblad, con tempi molto buoni. Verstappen non è molto contento del bilanciamento della sua Red Bull: ai box, così, sostituiscono l’ala anteriore della sua Red Bull. Tuttavia, Max continuerà a non sentirsi comodo alla guida per tutta la sessione. Russell segna il miglior tempo anche nella vera e propria simulazione di qualifica con gomma soft. Leclerc è alle sue spalle per un decimo, ma batte comunque il tempo di Antonelli. Non brilla Hamilton, che non sembra totalmente a suo agio nella guida, come dimostrano i 4 decimi di ritardo da Leclerc. Norris riesce ad inserirsi nel gruppo di testa, in 4° posizione; Piastri non è troppo distante dal tempo di Lando, e si posiziona 6°. In grande sofferenza è la Red Bull, molto lontana dalle prestazioni della Mercedes: Verstappen è 9°, a 8 decimi dal tempo di Russell; Lawson è addirittura 12°, fuori dalla top 10. Fantastico Bearman, che piazza una convincente Haas in 8° posizione. La Racing Bulls continua ad essere estremamente concreta: oltre Lindblad, anche Tsunoda è in top 10. Dal tempo di Russell al tempo di Sainz (17°) c’è una differenza di 1.3 secondi: distacchi molto ridotti. Delude l’Aston Martin, tornata a soffrire in fondo al gruppo, con 2.5 secondi di ritardo dalla vetta e a un secondo dai tempi delle Williams. Russell chiude la FP2 da leader davanti a Leclerc, Antonelli, Norris, Hamilton, Piastri, Lindblad, Bearman, Verstappen e Tsunoda. Nelle simulazioni di passo gara, la Mercedes si conferma una spanna sopra gli altri: Antonelli e Russell sono gli unici che riescono a girare costantemente sotto il muro dell’1:26, anche se dopo alcuni giri i tempi si alzano un po’. McLaren e Ferrari sono molto simili nel passo, pur correndo rispettivamente con le hard e con le soft. A sorpresa, la Red Bull mostra un passo molto convincente con gomme hard, anche se Verstappen si lamenta del bouncing. A fine sessione, Bortoleto torna ai box lentamente a causa di un problema tecnico alla PowerUnit Audi.
FP3. Il tema principale della FP3 sono le scie. Da questa sessione, infatti, si capisce che la qualifica del pomeriggio sarà un inferno per il traffico, come sempre a Monza, perché tutti cercheranno di avere sempre qualcuno davanti per sfruttarne la scia. I due piloti Mercedes scendono in pista con assetti diversi. Russell utilizza un’ala posteriore più scarica rispetto a quella di Antonelli, per massimizzare la performance sul giro secco e puntare ad una gara di testa. Kimi, invece, sceglie un assetto leggermente più carico, utile in gara per preservare il più possibile le gomme dall’usura. Il team Mercedes trascorre l’intera sessione a fare dei test per la qualifica, con Antonelli chiamato a dare la scia a Russell. Il primo tentativo non va a buon fine, perché Antonelli commette una sbavatura alla curva Alboreto, ma il secondo funziona alla perfezione e Russell stampa un tempo inarrivabile per chiunque. Successivamente, il britannico prova anche ad eseguire un giro in solitaria, nell’eventualità che in qualifica non si presenti la giusta occasione per il gioco di scie, riuscendo comunque a migliorare il suo tempo. Dietro Russell, le Ferrari lottano per il ruolo di seconda forza con un redivivo Verstappen, che guida una Red Bull nettamente migliorata rispetto al venerdì, anche se Lawson continua a faticare, soprattutto al posteriore, e termina la sessione fuori dalla top 10. In difficoltà, invece, le McLaren, sia con Norris sia con Piastri: per problemi di traffico, ma anche per mancanza di prestazione, non sono mai in lotta per le prime posizioni. A centro gruppo spicca ancora la Racing Bulls, con un velocissimo Lindblad, e si conferma in ottima forma l’Alpine, con entrambi i piloti in top 10. Hamilton, per tutta la prima parte di sessione, non riesce mai a trovare un giro pulito: il traffico è un grosso problema. Quando ha pista libera davanti, però, appare molto più pimpante rispetto al venerdì e sta davanti a Verstappen e Leclerc. Anche Norris, con un colpo di coda finale, stampa un buon tempo che gli consente di battere il monegasco della Ferrari. La sessione termina con un’immagine che ci riporta indietro nel tempo al 2021: Verstappen e Hamilton sono protagonisti di un corpo a corpo che dura quasi un giro intero, con Max che tira una staccata da paura alla Prima Variante, proprio il luogo dell’incidente pauroso del 2021. Russell chiude da leader anche la FP3 davanti a Hamilton, Verstappen, Antonelli, Norris, Leclerc, Lindblad, Piastri, Gasly e Colapinto. In difficoltà Lawson, solo 12°. In fondo al gruppo, l’Aston Martin, in un circuito di motore puro, torna a soffrire parecchio e si ritrova in lotta con la Cadillac per le ultime quattro posizioni. Alonso riesce a battere sia Bottas che Perez perché sfrutta qualunque scia trovi lungo il circuito, ma Stroll è tristemente ultimo. Si va verso una qualifica che vede in Russell il chiaro favorito per la conquista della pole position: in caso di successo del gioco di scie con Antonelli, sarà praticamente impossibile da battere. Ma la Ferrari è comunque competitiva e punta alla prima fila, e anche Verstappen sarà della partita. La McLaren, invece, è una vera incognita.
QUALIFICHE
Oltre ad Antonelli, anche Lawson e Albon partiranno in gara dal fondo della griglia per la sostituzione della Power Unit.
Nella Q1, per il primo tentativo, Russell e Lawson montano gomma media, per riequilibrare la strategia delle gomme. In Mercedes si prova da subito il gioco di scie, ma curiosamente è Antonelli a segnare un tempo migliore. Verstappen è più veloce di Hamilton, Piastri, Leclerc e Norris, ma la vera sorpresa è l’Alpine, con Gasly che prende il comando della classifica, mentre Colapinto è 3°. Un ottimo Bearman raggiunge la top 10; non male anche Bortoleto e Lindblad. In difficoltà Lawson, che, anche dopo essere passato alle soft, non va oltre il 13° posto. Trovano la qualificazione in Q2 Sainz e un grande Ocon, nonostante il motore non aggiornato. Delude Tsunoda, che non trova un giro efficace ed è il primo degli eliminati. Con il giapponese sono esclusi dalla Q2 anche Albon, Bottas, Perez, Alonso e Stroll. Per il canadese si tratta della 100° eliminazione in Q1 della carriera.
Nei primi minuti della Q2 scendono in pista solo Sainz e i piloti Red Bull. Lawson tira la scia a Verstappen, che cerca così di salvare un treno di soft nuove per la gara. La Ferrari affronta il primo tentativo della Q2 con gomma usata, ma poi entrambi i piloti montano un set nuovo. Non sarà comunque una Q2 semplice per la Rossa, che va in crisi nell’utilizzo dei software per la gestione energetica: Leclerc e Hamilton rischiano fortemente una clamorosa eliminazione, e si salvano per appena 9 millesimi. Lawson è ancora in difficoltà, ma avrebbe tutto il potenziale per entrare in Q3, se non fosse che trova lungo il suo giro buono la McLaren di Piastri, che commette un impeding ai danni del neozelandese: impeding che verrà punito con 3 posizioni di penalità in griglia. Intanto, Antonelli è in testa alla classifica davanti alle due ottime McLaren. Si conferma competitiva l’Alpine, con Gasly 4° e Colapinto 8°, così come Lindblad che entra agevolmente in Q3. Sono eliminati, invece: Bortoleto, Bearman, Hulkenberg, Lawson, Sainz e Ocon.
Per la Q3, la Mercedes cambia strategia: Antonelli non tira più la scia a Russell per tutto il giro, ma solo lungo il rettilineo dei box. Tutti i piloti escono in gruppo, tranne Hamilton, che rinuncia alla scia probabilmente per avere la sicurezza della pista libera. Questa strategia, però, non paga: Lewis è soltanto 8°. Davanti, Russell, Piastri, Gasly e Leclerc sono racchiusi in un fazzoletto di 75 millesimi: ciò significa che, incredibilmente, l’Alpine si trova nelle condizioni di poter lottare per la pole con i top team. Intanto Antonelli esegue il suo unico giro lanciato con pista libera e si inserisce in 6° posizione, dietro Verstappen. Nel secondo tentativo Piastri commette un errore alla Prima Variante, vanifica il suo giro e, di riflesso, anche quello di Norris, a cui avrebbe dovuto tirare la scia. Lando si ritrova così da solo in pista, senza nessuna scia, e non riesce ad andare oltre la 9° posizione. Hamilton sale in 5° posizione, a ridosso di Leclerc, Russell migliora ancora il suo tempo, con la scia di Antonelli, va in pole provvisoria, ma…
Gasly lascia tutti a bocca aperta, compiendo una magia. Con un giro capolavoro, conquista una pole position clamorosa e totalmente inaspettata, la prima della sua carriera, dopo 191 qualifiche disputate, proprio a Monza, dove nel 2020 ottenne la sua prima vittoria in Formula 1 con l’AlphaTauri. Un pilota francese torna in pole position dopo 29 anni: l’ultimo era stato Jean Alesi con la Benetton nel 1997, sempre a Monza. Il team Alpine conquista la sua prima pole position dal cambio di denominazione della squadra Renault, avvenuto nel 2021, mentre l’ultima pole della Renault risaliva al 2009, con Alonso in Ungheria. Per trovare, invece, l’ultima pole position di un pilota francese su una monoposto francese dobbiamo tornare indietro al 1984: Patrick Tambay con la Renault in Francia. Insomma, quella di Gasly è un’impresa storica, che mette in risalto tutto il grande talento del pilota francese. Russell si deve accontentare della 2° posizione: non un buon risultato per La Mercedes, battuta dall’Alpine, suo team cliente. Piastri è 3°, ma partirà in 6° posizione per via della penalità. La seconda fila diventa, così, tutta Ferrari, con Leclerc davanti a Hamilton: un risultato buono per la Rossa, non lontana dai tempi di Russell su un circuito di motore (ottimi riscontri dall’ADUO-2). Seguono Verstappen, Piastri, Antonelli (che, però, partirà 20°, davanti soltanto ad Albon e Lawson), Colapinto (lontano da Gasly, ma comunque molto solido), un deludente Norris (rimasto senza scia nell’ultimo giro lanciato) e Lindblad, sempre costante in top 10.
GARA.
Alonso e Lawson prendono il via dalla pit lane: le loro vetture sono state modificate in regime di parc fermé. Scelta gomme: è molto variegata. Partono con gomme soft Leclerc, Hamilton, Verstappen, Bortoleto, Bearman, Sainz, Ocon, Bottas, Perez e Stroll. Sono su gomma hard Tsunoda, Antonelli e Alonso. Tutti gli altri partono con gomme medie.
Al via, Gasly tiene la leadership seguito da Russell. Dietro, le due Ferrari sono fianco a fianco: Hamilton cerca il sorpasso su Leclerc all’interno della Prima Variante, ma Charles si allarga costringendo il britannico ad un’escursione in ghiaia. Hamilton perde, così, tante posizioni, ritrovandosi 10°, alle spalle di Bearman. Nel frattempo, Antonelli, grazie ad una partenza a fionda, è già 14° dopo un solo giro.
Al 2° giro, Gasly è costretto a cedere la leadership a Russell. Anche Leclerc passa il francese, ma la sua gloria dura poco, perché Pierre lo ripassa immediatamente in Curva Biassono. Sarà un giro di totale sofferenza per la Ferrari di Leclerc, in crisi con la gestione dell’energia. Verstappen lo passa senza difficoltà prima della Variante Ascari, mentre Piastri lo attacca alla Alboreto. Nel tentativo di resistere all’attacco dell’australiano, Leclerc perde il controllo della sua Ferrari e termina la sua corsa contro le barriere a una velocità impressionante: un incidente che ricorda quello dello stesso Charles del 2020. Leclerc esce un po’ frastornato dalla vettura, dopo un impatto ad oltre 50 G di decelerazione, ma sta bene. Le barriere necessitano, però, di riparazioni, e quindi la gara viene interrotta con la bandiera rossa.
Grazie alla bandiera rossa, i piloti possono smarcare l’obbligo della doppia mescola. In top 10, così, quasi tutti montano le hard, fatta eccezione per Verstappen e Hamilton, che vanno sulle medie, così come Antonelli. Russell parte bene e tiene la leadership seguito da Gasly e un fantastico Colapinto, che passa Verstappen. Max, però, non dà scampo all’argentino e lo ripassa subito alla Roggia. Poco dopo, Colapinto perde il controllo della sua Alpine e va in ghiaia, tornando in pista in fondo al gruppo. In tutto questo, Antonelli è già arrivato al gruppo dei top: è 6°, dopo un altro recupero incredibile, davanti a Norris e a ridosso di Piastri e Hamilton.
Gasly tenta il possibile per rimanere a contatto con il gruppo di testa, ma la sua Alpine non ha la velocità sufficiente per fargli sognare il podio. In poco tempo è preda facile di Hamilton, Piastri, Antonelli e Norris, e scivola 7°. Al 12° giro, un Verstappen scatenato passa Russell e va al comando della gara, mentre Antonelli approfitta della bagarre tra Hamilton e Piastri per beffarli entrambi e salire 3°: Kimi, partito 19°, è già incredibilmente in scia a Russell.
Al 15° giro Russell riprende la posizione su Verstappen, costretto a cedere anche ad Antonelli nel giro successivo. Comincia adesso una gara di testa per le due Mercedes in stile ciclismo, con continui cambi di posizione tramite i quali si spingono a vicenda con la scia. Questo equilibrio si rompe al 28° giro, quando Stroll abbandona la sua Aston Martin a bordo pista a causa di un problema idraulico (tre giri prima, anche Alonso è stato costretto al ritiro).
Si entra in regime di Virtual Safety Car, e la Mercedes chiama ai box Antonelli per montare un altro treno di medie nuove; Russell, invece, rimane in pista con le sue hard. Kimi rientra in pista 6°, alle spalle di Gasly e davanti a Verstappen, che a sua volta si è fermato ai box. L’italiano si ritrova con un distacco di 14 secondi da Russell e un solo obiettivo: vincere questa gara. Intanto, a centro gruppo Colapinto è risalito in 10° posizione, alle spalle delle due Racing Bulls. Al 35° giro, Antonelli approfitta di un errore di Hamilton per passarlo senza difficoltà e salire 3°. Due giri dopo è già nella scia di Piastri e lo supera con una superiorità disarmante. Ora è 2°, e si mette a caccia di Russell, distante ormai solo 5 secondi. Verstappen, intanto, arriva come una furia alle spalle del gruppo formato dalle McLaren e da Hamilton, e li passa tutti, salendo 3°. Hamilton, con una Ferrari lenta in rettilineo e in crisi di gomme, subisce il sorpasso di Norris e scala 6°.
Antonelli arriva in scia a Russell al 49° giro. Tenta un primo attacco alla Prima Variante, supera George ma finisce lungo in ghiaia, tradito dallo sporco in pista. Riesce a ripartire, ma ha perso due secondi nei confronti di Russell. Tuttavia, per George non ci sarà nulla da fare: questa domenica a Monza Antonelli è semplicemente imbattibile. Impiega soltanto un giro per recuperare il terreno perso. Al 50° passaggio i due arrivano insieme alla Curva del Serraglio, e Kimi piazza il sorpasso decisivo prima della Variante Ascari, proprio la curva intitolata all’ultimo Campione del Mondo italiano. Antonelli, partito 19°, comincia l’ultimo giro da leader della gara. Nel frattempo, i due piloti McLaren lottano per il 4° posto, con Norris che supera Piastri proprio all’ultimo giro, mentre, ai margini della zona punti, Colapinto completa la sua rimonta passando Tsunoda per la 9° posizione.
Andrea Kimi Antonelli vince così, con una prova di forza disarmante, il Gran Premio d’Italia. Vince, davanti al pubblico di Monza, la sua 7° gara in carriera, al termine di una rimonta sensazionale, da pelle d’oca. La Mercedes torna a trionfare sul Tempio della Velocità dopo 8 anni e conquista il suo 8° successo in Italia. Antonelli scrive la storia: è il quarto pilota italiano a vincere il Gran Premio di casa, dopo Nino Farina, Alberto Ascari e Ludovico Scarfiotti, ed è il primo pilota italiano a trionfare in patria dopo 60 anni (Scarfiotti, Ferrari,1966). George Russell, sconfitto duramente nella giornata in cui avrebbe dovuto riaprire i giochi mondiali, completa la 63° doppietta nella storia della Mercedes, la 3° stagionale dopo quelle di Australia e Cina. Un grande Max Verstappen, autore di una gara solida, completa il podio. Seguono Norris, Piastri, Hamilton (la Ferrari esce da questo weekend con la coda fra le gambe), un grande Gasly (che domina la corsa di centro gruppo), un altrettanto fantastico Lindblad, Colapinto e Tsunoda, che torna a conquistare punti in Formula 1 dopo quasi 10 mesi (l’ultima top 10 l’aveva ottenuta in Qatar nel 2025). Lawson, con l’altra Red Bull, chiude solo 14° una gara molto complicata, dietro alle Audi di Bortoleto e Hulkenberg e alla Williams di Sainz.
I TOP DEL WEEKEND
1. ANDREA KIMI ANTONELLI
Ma cosa stiamo vivendo? Kimi Antonelli questo weekend ha scritto una pagina di storia che rimarrà per sempre negli annali della Formula 1, riportando l’Italia alla vittoria a Monza dopo 60 anni. Ma a rendere leggendaria questa vittoria non è tanto il trionfo in sé: in una stagione del genere, questa per Kimi è un’altra vittoria, la settima. A renderla leggendaria è il modo in cui è arrivata, con una rimonta senza senso, durante la quale Kimi ha dimostrato ancora una volta la sua superiorità in pista. Lo diceva lui stesso all’inizio del weekend: il massimo risultato a cui poteva ambire in gara era una top 5, con una gara perfetta forse il podio; ma sicuramente la vittoria era fuori da ogni aspettativa. E invece, Kimi è andato proprio oltre ogni aspettativa, con una gara in cui è stato inarrestabile. La rimonta è stata fulminea: da 19° a 14° nei primi due giri. Poi, la bandiera rossa, che è stata d’aiuto per Antonelli, perché gli ha offerto un pit stop gratuito, permettendogli di stare a contatto con il gruppo. In meno di 20 giri era già a ridosso di Russell, che partiva 2° e aveva l’obbligo di vincere per riaprire i giochi mondiali. Ma con un Antonelli in questo stato di grazia, George non ha potuto fare altro che soccombere. Ha provato, sì, a lottare, e sembrava anche riuscire, a metà gara, a tenere testa a Kimi. Ma quando Antonelli ha approfittato della Virtual Safety Car per montare un nuovo set di gomme medie, non c’è stato più nulla da fare. Il ritmo gara dell’italiano era di un altro pianeta. Kimi è arrivato come un fulmine in scia a Russell, ma nel momento del primo attacco ha commesso l’unico errore della sua gara finendo sulla ghiaia, un errore che avrebbe potuto rovinare tutto. Antonelli, però, è stato bravo a non entrare nel panico e ad uscire in fretta dalla ghiaia. Il sorpasso su Russell, poi, è stata una formalità. E la curva in cui è avvenuto è la Variante intitolata ad Alberto Ascari, ultimo Campione del Mondo italiano: sarà forse un segno?
Quella di Kimi Antonelli è stata un’impresa storica, leggendaria, una di quelle imprese che rimangono impresse per sempre nella memoria di tutti. E il fatto che tutto questo sia accaduto a Monza, nel “Tempio della Velocità”, davanti al pubblico più bello del mondo, rende quest’impresa ancora più magica. Il campionato è ancora lunghissimo, certo, ma questa vittoria di Antonelli sa proprio di sigillo mondiale: in questo momento Kimi non ha rivali.
2. PIERRE GASLY
Dopo Antonelli, il pilota migliore in pista, considerando l’intero weekend, è stato Pierre Gasly. L’Alpine a Monza è stata spettacolare: una monoposto velocissima e ben bilanciata, indubbiamente la regina di centro gruppo. E Gasly l’ha guidata al massimo delle sue possibilità, correndo in un modo perfetto ed estremamente efficace. La pole position del sabato è stato un colpo magico, un tocco di classe. Totalmente inaspettato per tutti, perché tutti ci aspettavamo una pole di Russell e della Mercedes. E, invece, è venuta fuori l’Alpine, con Gasly che ha colto un’occasione d’oro, conquistando la sua prima pole position in carriera. Anche in gara il francese ha corso al massimo delle sue possibilità. Lottare per la vittoria, ma anche per il podio, era pura utopia, perché il passo gara dell’Alpine è stato in media un secondo più lento rispetto a quello dei top team. E infatti Gasly, dopo pochi giri, è stato superato non solo dalle Mercedes, ma anche dalle McLaren, dalla Red Bull di Verstappen e dalla Ferrari di Hamilton. Pierre, però, ha comunque ottenuto il miglior risultato possibile, dominando la gara di centro gruppo e conquistando una fantastica 7° posizione, infliggendo un distacco di 20 secondi alla Racing Bulls di Lindblad e al suo compagno di squadra Colapinto.
3. ARVID LINDBLAD
Un altro magico interprete del weekend di Monza è stato, senza alcun dubbio, Arvid Lindblad, che si è caricato sulle spalle tutto il team Racing Bulls assumendo a buon diritto i gradi di capitano della squadra. Anche lui, come Gasly, ha sfruttato al massimo il potenziale della sua monoposto, ed è stato autore di un weekend molto solido, grazie al quale, ancora una volta, ha potuto dimostrare tutto il suo grande talento. In qualifica ha fatto tantissima differenza nei confronti di Tsunoda, conquistando la Q3, mentre Yuki, in difficoltà con il traffico e con le gomme, si è fermato in Q1. In gara è rimasto costantemente all’interno della top 10, cogliendo una splendida 8° posizione al traguardo. Un grande risultato per il giovane britannico, che conquista altri importanti punti in ottica mondiale.
I FLOP DEL WEEKEND
1. FERRARI
Il weekend della Ferrari a Monza non era cominciato affatto male. Il nuovo motore, aggiornato con l’ADUO, ha portato senza dubbio una maggiore potenza e, di conseguenza, miglior efficienza nella gestione dell’ERS. Nel circuito più severo per il motore, la Ferrari non ha affatto sfigurato. In qualifica è stata battuta da tre motorizzati Mercedes, tra cui l’Alpine, va bene, ma con distacchi molto più ridotti di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia. Già nel corso della Q2, però, ci sono state le prime avvisaglie di difficoltà di gestione dei software legati al management dell’energia. I due piloti hanno rischiato una clamorosa doppia eliminazione, e si sono salvati per appena 9 millesimi. Il problema energetico si è manifestato poi nei primi giri di gara, soprattutto con Leclerc, che si è visto superato da tre piloti in un solo giro. Nel tentativo di resistere all’attacco di Piastri, poi, Charles ha guidato oltre i limiti della sua SF26, ha perso il controllo e si è ritirato contro le barriere. Da quel momento la Ferrari si è affidata totalmente a Hamilton, ma la gara del britannico è stata molto complicata. Dopo aver perso tante posizioni a causa dell’incomprensione con Leclerc alla Prima Variante, Lewis ha ricostruito bene la sua gara, avvicinandosi alla zona podio, ma successivamente la domenica del britannico si è trasformata in un calvario. Con le gomme medie, la Ferrari non ha mai avuto il passo per lottare per il podio, e Lewis è stato piano piano risucchiato dal gruppo, fino ad essere relegato alla 6° posizione, ultimo dei piloti top. Una domenica da dimenticare, insomma, per la Ferrari a Monza. Quelle piccole ambizioni mondiali rimaste ora sembrano solo un sogno utopico. Ma la Ferrari deve e può reagire, può ancora dire la sua, già da Madrid, anche perché i passi avanti a livello di potenza si sono visti e non sono banali.
2. LIAM LAWSON
Dopo il weekend positivo in Olanda, Lawson è andato a Monza per confermare il suo stato di forma ed essere autore di un’altra solida prestazione. Tuttavia, fin dalle prove libere Liam non ha mai avuto la velocità per stare a contatto con Verstappen, ma nemmeno nel gruppo dei top. In qualifica ha sempre faticato a trovare il ritmo. È stato sfortunato con l’impeding di Piastri, che non gli ha consentito di eseguire l’ultimo giro lanciato, ma, comunque, il fatto di ritrovarsi con la necessità di chiudere un giro buono negli ultimi minuti della Q2 per entrare in Q3 è sintomo delle sue difficoltà alla guida. Partito dalla pit lane in gara per la sostituzione del motore, non è riuscito a rimontare fino alla top 10 a causa di una corsa complicata e non lineare, tagliando il traguardo soltanto in 14° posizione. Un grande peccato per Lawson, che però avrà comunque l’occasione di rivincita a Madrid, sempre con la Red Bull, perché quasi sicuramente Hadjar rimarrà ancora in panchina a causa dell’infortunio.
3. ALEXANDER ALBON
Anche a Monza la Williams ha fatto tanta fatica, ma, in un circuito di motore, la situazione è stata meno drammatica rispetto agli scorsi weekend. Sainz è riuscito a raggiungere la Q2 in qualifica, dove ha battuto anche la Haas di Ocon, e in gara ha ottenuto una solida 13° posizione, che rappresenta il suo miglior risultato delle ultime sei gare. Albon, invece, per tutto il fine settimana non ha mai trovato la quadra con la sua Williams, e i risultati lo dimostrano. In qualifica non è riuscito a superare la Q1, e si è piazzato 18°, davanti soltanto alle Cadillac e alle Aston Martin. In gara è partito 20°, per via della penalità per la sostituzione della Power Unit, ma è rimasto sempre nelle retrovie. Al traguardo è arrivato 17°, davanti solo a Perez e Bottas, ma alle spalle delle due Haas. La trasferta italiana non è stata per nulla fortunata per il thailandese.
BREAKING NEWS - NOTIZIE DAL WEEKEND
LA STORIA INFINITA. HADJAR TORNA SUL PODIO DI MONACO: RIPRISTINATA LA PENALITÀ DI GASLY
Sono trascorsi quattro mesi dalla disputa del Gran Premio di Monaco, eppure il risultato finale della gara è stato ufficializzato, si spera definitivamente, solo nella giornata di venerdì 04 settembre. È in questa data, infatti, che la Corte d’Appello della FIA ha accolto il ricorso presentato dalla Red Bull contro la decisione di revocare le due penalità di 5 secondi precedentemente inflitte a Pierre Gasly, a seguito del superamento del limite di velocità in pit lane.
La Corte d’Appello, dopo aver nuovamente analizzato i dati, ha sentenziato ufficialmente che Gasly ha infranto per due volte il limite di velocità in pit lane, pari a 60 km/h. Ma perché? L’Alpine ha fondato la sua richiesta di revoca sostenendo che la distanza tra i due rilevamenti di velocità in pit lane inserita nel sistema della FIA fosse maggiore della distanza reale percorribile (2692 cm contro 2615 cm). Assumendo come misura i 2615 cm, infatti, la velocità media tenuta da Gasly in pit lane era risultata inferiore a 60 km/h, e quindi pienamente conforme. La Corte d’Appello, tuttavia, a seguito del ricorso presentato dalla Red Bull, ha stabilito che la distanza corretta da tenere in considerazione per la misurazione è di 2692 cm, poiché questo valore era stato misurato, verificato e inserito ufficialmente nel sistema prima dell’inizio della competizione. Ne consegue quindi che Gasly ha effettivamente infranto il limite di velocità in pit lane.
Dunque, la FIA ha ripristinato le due penalità di 5 secondi inflitte a Pierre Gasly. L’ordine di arrivo del Gran Premio di Monaco torna alla situazione precedente alla revoca delle penalità. Isack Hadjar conquista così, in un modo totalmente anomalo, il suo primo podio con la Red Bull, il primo stagionale e il secondo in carriera, dopo quello ottenuto a Zandvoort nel 2025 con la Racing Bulls. Gasly torna ad occupare la 7° posizione nella classifica di gara. Oltre ad Hadjar, guadagnano una posizione anche Piastri, Lawson e Lindblad.Questo risultato condiziona pesantemente la situazione in classifica mondiale costruttori e la lotta per la 5° posizione. L’Alpine, infatti, si vede decurtata di 9 punti. Rimane sempre in 6° posizione, ma il ritardo nei confronti della Racing Bulls aumenta sensibilmente, ed è ora pari a 13 punti. Gasly, invece, mantiene la 10° posizione in classifica piloti, ma con uno svantaggio maggiore nei confronti di Lawson (10 punti) e un vantaggio minore su Lindblad (12 punti).
MILANO SI PREPARA PER LA “FORMULA 1 WEEK”: L’EVENTO DI PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE 2027 AVRÀ LUOGO IN ITALIA
Nel corso del weekend di Monza, la Formula 1 ha annunciato che nel 2027 andrà in scena a Milano un evento speciale di presentazione della nuova stagione. Già nel 2025 era accaduto un fatto simile: in occasione del 75° anniversario della nascita della Formula 1, presso “The O2 Arena” di Londra era stato organizzato, per la prima volta nella storia, un evento di presentazione della nuova stagione di Formula 1, durante il quale tutti i team partecipanti al campionato avevano rivelato ufficialmente le livree delle monoposto e la propria coppia di piloti. Nel 2027 andrà nuovamente in scena un evento di presentazione della stagione, ma questa volta la Formula 1 si è spinta ben oltre l’organizzazione di una sola giornata di show. Nel weekend del 18-20 febbraio, la città di Milano ospiterà l’evento “F1 Live Milan”, che offrirà ai fan due esperienze distinte. Il Milano Fan Festival si svolgerà nell’arco delle tre giornate: saranno tre giorni di show, eventi e appuntamenti interamente dedicati alla Formula 1 e ai suoi fan. L’evento “F1 The Show” si svolgerà in un’unica serata, il 18 febbraio, e sarà dedicato alla presentazione ufficiale degli 11 team iscritti al Campionato, i piloti e le livree delle monoposto. Sarà una vera e propria “Formula 1 week”!
A Milano comincerà, dunque, ufficialmente la stagione di Formula 1 2027, con un grande evento che preparerà l’atmosfera e farà crescere l’attesa in vista del nuovo campionato.
VERSO LA SPAGNA
E così si chiude anche il 13° round di questa stagione. Ogni anno Monza ci regala tante emozioni, ma credo che quest’anno sia stato uno dei weekend più intensi della storia del Gran Premio d’Italia. Dalla pole position clamorosa di Pierre Gasly all’amara delusione per la Ferrari, fino ad arrivare a lui, Andrea Kimi Antonelli, il giovane ragazzo bolognese che sta riscrivendo la storia. Il timore che non potesse vincere a casa sua era tanto, data la penalità che lo ha costretto a partire dal fondo della griglia, ma questo non lo ha fermato. Kimi si è inventato una rimonta da pelle d’oca, e ha vinto la gara, conquistando il cuore di tutti i Tifosi presenti sotto il podio più bello del mondo. Nonostante il disastro Ferrari, e nonostante la vittoria della Mercedes, storica rivale della Rossa, tutto il pubblico ha cantato a squarciagola per Kimi: questa è l’immagine più bella che ci portiamo a casa da questo weekend.
Mentre Monza ci dà appuntamento al 2027, quando si correrà anche la Sprint, il nostro viaggio in Europa volge al capitolo finale (vedremo se sarà il capitolo finale: Imola, infatti, è pronta a subentrare in sostituzione di una delle due tappe mediorientali come ultima gara stagionale). Anche il prossimo sarà un weekend speciale, perché la Formula 1 correrà per la prima volta su un nuovo circuito cittadino. Il Circuito de Madring è pronto per il suo esordio ufficiale in calendario: il prossimo weekend ospiterà la 56° Edizione del Gran Premio di Spagna, 14° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026. La Formula 1 torna a Madrid dopo un’assenza di 45 anni, e lo fa nel bel mezzo di un mondiale dominato in lungo e in largo da Kimi Antonelli.
Ma Kimi avrà vita facile anche in Spagna, o dovrà combattere duramente con qualche outsider per essere il padrone anche a Madrid? Lo scopriremo soltanto vivendo le mille emozioni che solo questa Formula 1 sa regalarci.