INTRODUZIONE
Lando Norris è l’ultimo Re di Zandvoort. La McLaren comincia a far paura sul serio. Dopo la prima vittoria stagionale in Ungheria, arriva subito un altro successo firmato dal Campione del Mondo in carica. Un trionfo calcolato e meritato, grazie al quale Lando può cominciare a sognare in grande. Ma, ancora una volta, è una McLaren a due facce. Oscar Piastri, per tutto il weekend, non ha mai avuto la velocità di Norris, e in gara è risultato il peggiore tra i piloti top, fatta eccezione per Lawson.
Sconfitta, la Mercedes massimizza comunque il risultato, battendo entrambe le Ferrari e conquistando un solido doppio podio. Antonelli, autore di una super partenza, allunga nel mondiale rispetto ai suoi diretti avversari, dimostrando, anche al rientro dalle vacanze, di essere il più veloce e concreto in pista. Delusione, invece, per Russell che, dopo la vittoria nella Sprint, viene invitato dal team a cedere la posizione a Kimi, per evitare un doppio attacco da parte della Ferrari. La Ferrari è stata la vettura più veloce in pista, almeno in gara, ma ha sprecato tutto con una qualifica non all’altezza e una strategia in gara sbagliata. In un weekend dove la vittoria era alla portata, non è arrivato nemmeno un podio: in questo modo i mondiali non si vincono.
Il colpo di scena più grande dell’intero fine settimana è stato, senza dubbio, il ritiro di Verstappen ad inizio gara. L’olandese saluta nel peggiore dei modi la sua Olanda: un vero peccato. Lawson, invece, fa il suo, rientrando pienamente in zona punti, seppur molto distante dalle prestazioni degli altri piloti top, anche a causa di una Red Bull molto deludente.
A centro gruppo spicca l’Audi con un fantastico Hulkenberg, ma anche Alonso fa parlare di sé, riportando in zona punti un’Aston Martin finalmente competitiva. Autore di un weekend solido, Gasly guadagna punti per l’Alpine sia nella Sprint sia in gara, mentre un ottimo Tsunoda, al suo rientro in Formula 1, taglia il traguardo davanti a Lindblad, dimostrando tanta velocità. Delude, tuttavia, nel complesso la Racing Bulls, per la prima volta in stagione fuori dalla top 10.
Disastro in casa Haas, con un doppio ritiro per guasti alla Power Unit Ferrari. Continua a soffrire anche la Williams, ormai in attesa solo del nuovo telaio, che arriverà in Azerbaijan.
Benvenuti al Post Gara della 36° Edizione del Gran Premio d’Olanda, ultima gara della Formula 1 nei Paesi Bassi, in scena sul mitico Circuit Zandvoort nel pomeriggio di domenica 23 agosto 2026.
I TOP DEL WEEKEND
1. LANDO NORRIS
La McLaren è arrivata a Zandvoort in qualità di protagonista. Veniva dalla sua prima vittoria stagionale, a Budapest, e ha continuato a portare aggiornamenti tecnici anche in Olanda. A Zandvoort, la lotta per la leadership è stata veramente serrata: Mercedes, Ferrari e McLaren si sono date battaglia all’interno di un fazzoletto di appena pochi decimi, e non c’era, in realtà, un vero favorito.
Ancora una volta Lando Norris ha dato prova della sua velocità e concretezza, conquistando la sua seconda vittoria consecutiva, e la seconda della carriera in Olanda, dopo quella del 2024. Il confronto con Piastri continua a pendere decisamente a suo favore e, se in Ungheria la differenza tra i due è stata mascherata dall’ottima gara dell’australiano, in Olanda Oscar è completamente sparito, mentre Lando ha brillato.
Nella Sprint la McLaren è stata inferiore a Mercedes e Ferrari, ma Norris, partito dalla prima fila, è riuscito comunque a tenersi stretto il podio. Poi la situazione è migliorata, il team ha svolto un gran lavoro nella ricerca del setup, e in qualifica Lando è stato perfetto. Una pole position da vero numero 1, con un decimo di vantaggio sulle due Mercedes.
In gara, poi, è stato molto intelligente e molto maturo. Quando ha perso la posizione su Antonelli in partenza non si è fatto prendere dalla foga del recupero immediato, ma è stato paziente, ha aspettato. Il passo gara della sua McLaren è stato migliore rispetto a quello della Mercedes, e Lando ha approfittato alla perfezione della presenza di Hamilton per sferrare l’attacco decisivo a Kimi e involarsi verso la vittoria.Una condotta di gara impeccabile, che dimostra ancora una volta lo stato di forma micidiale di Norris in questo 2026.
2. PIERRE GASLY
Questo weekend l’Alpine ha finalmente introdotto un nuovo pacchetto di aggiornamenti che, almeno sul circuito di Zandvoort, sembra aver funzionato bene. Gli aggiornamenti erano disponibili solo per Gasly, mentre Colapinto ne potrà beneficiare a partire dal prossimo fine settimana, a Monza. Gasly a Zandvoort ha mancato la top 10 soltanto una volta, nelle qualifiche del sabato. Per il resto è stato super costante, autore di prestazioni solide e convincenti. Eccellente la Sprint: approfittando delle difficoltà di Lawson, ha conquistato l’ultima piazza utile per i punti, l’8°, vincendo la corsa di centro gruppo. In qualifica non ha avuto accesso alla Q3 per pochi millesimi, ma in gara ha dato il massimo, portando l’Alpine a punti per l’ottava volta in stagione, nonostante il passo della vettura non fosse eccezionale.
3. AUDI
In un circuito che premia l’agilità delle monoposto, l’Audi ha confermato le sue ottime doti telaistiche. In media, si può dire che sia stato il team più competitivo all’interno del centro gruppo. Prima Bortoleto e poi Hulkenberg hanno sempre garantito all’Audi la top 10. Nella parte Sprint del weekend la qualifica è stata fondamentale, e quei 46 millesimi di ritardo di Bortoleto dall’8° posizione di Gasly sono stati decisivi nella lotta per l’ultimo piazzamento a punti. In qualifica è stato ancora Bortoleto ad accedere alla Q3, ma in gara un ritrovato Hulkenberg è stato magico. Nel corso del primo giro ha compiuto un vero miracolo nell’evitare Bortoleto in quella nuvola di fumo: avrebbe potuto essere un incidente davvero disastroso per l’Audi.
Nel corso della gara ha costruito una solida prestazione da top 10, grazie ad un ritmo molto costante e ad alcuni sorpassi decisi. Vincitore della corsa di centro gruppo, ha tagliato il traguardo in 8° posizione, conquistando la zona punti per la seconda volta in stagione, dopo l’Ungheria.
I FLOP DEL WEEKEND
1. FERRARI
Tanto potenziale sprecato per la Ferrari, esattamente come in Ungheria, e tanti punti persi nel mondiale nei confronti della Mercedes. A Zandvoort la SF26 andava davvero forte; probabilmente è stata la vettura più veloce in gara, o se non la più veloce, quantomeno in linea con la McLaren, ma sicuramente più competitiva della Mercedes.
Il primo problema è stata la qualifica del sabato. Come abbiamo visto bene durante la Sprint, i sorpassi sono merce rara a Zandvoort, e quindi la posizione di partenza ricopre un ruolo fondamentale per lo svolgimento della gara. La qualifica della Ferrari è stata deludente: appena una terza fila, alle spalle di entrambe le McLaren e le Mercedes. Da quelle posizioni costruire una gara da podio è un’impresa complicata, ma in gara il passo Ferrari era veramente buono. Il problema è che non ha funzionato nulla. Pit stop lenti, strategie sbagliate, i due piloti che si ostacolano a vicenda. Da un potenziale doppio podio alle spalle di Norris, la Ferrari si è ritrovata con entrambi i piloti giù dal podio, un Hamilton arrabbiato e un Leclerc deluso. Tra Ungheria e Olanda la Ferrari ha sprecato punti preziosi. Nelle due occasioni in cui la Mercedes ha mostrato segni di debolezza, la Ferrari non ha saputo approfittarne, perdendo anzi dei punti che a fine anno potrebbero rivelarsi decisivi.
2. RED BULL
La grande sconfitta del weekend di Zandvoort è, senza alcun dubbio, la Red Bull. La RB22 non eccelle di certo per le sue doti telaistiche, e in Olanda questo deficit rispetto agli avversari si è tradotto nell’essere la quarta forza in pista. Mentre Ferrari, Mercedes e McLaren sono state tutte e tre molto vicine come performance pura, Verstappen e Lawson sono stati sempre costretti ai margini della top 8, senza alcuna possibilità di lottare nemmeno per il podio. Nelle Sprint Qualifying Lawson non è riuscito ad accedere alla SQ3, mentre in gara Verstappen ha battuto un Hamilton sottotono, ma nulla di più, terminando in 6° posizione al traguardo. Veramente ottime le qualifiche di Lawson al sabato: è entrato in Q3, ha battuto sia Bortoleto che Lindblad e si è fermato ad appena un decimo dal tempo di Verstappen. In gara non ha mal figurato, ottenendo una buona 7° posizione, anche se nettamente staccato rispetto a Piastri. Tutto sommato, un ottimo ritorno in Red Bull per Liam.
Dall’altra parte del box, invece, tantissima delusione. Verstappen si è ritirato già nel corso del primo giro, a causa di un suo errore di guida, che si aggiunge ai tanti errori commessi dall’olandese in questa stagione. Nel weekend del rinnovo del contratto e dell’ultimo Gran Premio in Olanda, Max avrebbe sicuramente voluto chiudere la storia con un bel ricordo. E invece si ritrova con un DNF nel primo giro, proprio a casa sua: che peccato.
3. HAAS
Weekend completamente da dimenticare per la Haas. Oltre alle performance, che si confermano in netto crollo, è mancata anche, forse per la prima volta in modo così allarmante, l’affidabilità della Power Unit Ferrari; e questo non è un buon segnale nemmeno per la stessa Ferrari. Ocon e Bearman non hanno potuto compiere miracoli. Anzi, Esteban ha compiuto già una mezza impresa nelle qualifiche, quando ha raggiunto la Q2. In quel frangente, invece, estrema difficoltà per Bearman, che si è qualificato 20°, davanti soltanto alle due Cadillac. In gara, poi, sono sopraggiunti i guasti al motore per entrambi i piloti. Prima a Bearman, nel corso del giro di formazione della seconda partenza; poi è stato Ocon a doversi fermare a bordo pista, nel corso del 53° giro. Nel complesso, però, c’è da sottolineare il buon weekend di Ocon, che è stato costantemente davanti a Bearman mostrando qualche segnale di ripresa. Tuttavia, per la Haas urge un cambio di rotta immediato.
VERSO L’ITALIA
E così termina anche il 12° weekend di gara della stagione 2026. Come sempre, Zandvoort ha regalato tante emozioni, soprattutto grazie al fantastico pubblico. L’atmosfera sugli spalti olandesi è sempre speciale, una discoteca a cielo aperto immersa in una Marea Orange da brividi. Purtroppo, quest’anno Max Verstappen non ha allietato i suoi tifosi come suo solito, ma il pubblico di Zandvoort si è dimostrato sportivo e riconoscente anche nei confronti dei diretti avversari. La Sprint non è stata molto vivace, ma l’adozione di questo format è stato comunque il giusto modo per celebrare l’ultima Edizione del Gran Premio d’Olanda. Dopo 36 Gran Premi storici, Zandvoort lascia la Formula 1, con la speranza, magari, di ritornare in calendario in futuro, perché le emozioni che si provano durante questo weekend sono uniche e irripetibili.
Al rientro dalla pausa estiva la McLaren ha fatto la voce grossa, battendo ancora una volta la Mercedes e la Ferrari. Norris è carico, sta guidando in un modo spettacolare, non sbaglia un colpo e, soprattutto, è lui il Campione del Mondo in carica. Che sia davvero cominciato un nuovo campionato? La McLaren e Norris possono ribaltare le sorti di un mondiale che sembrava ormai un affare tra Mercedes e Ferrari? Per scoprirlo non ci rimane che attendere le prossime gare. Tra due weekend saremo di nuovo in pista per uno degli appuntamenti più iconici della stagione. Il leggendario Autodromo Nazionale di Monza è pronto ad ospitare la 77° Edizione del Gran Premio d’Italia. La Ferrari prepara il colpo con l’introduzione della Power Unit aggiornata, ma Kimi Antonelli punta al primo successo della carriera davanti al pubblico di casa. Sarà un weekend imperdibile, una lotta tutta tricolore che l’Italia sogna da sempre e che finalmente è realtà. Chi trionferà davanti alla Marea Rossa?