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Gran Premio d'Olanda 2026: Introduzione al Weekend

Di Giovanni Nulchis

UN OTTOVOLANTE TRA LE DUNE: UNA “LAST DANCE” EMOZIONANTE PER ZANDVOORT

Immerso nella natura delle dune olandesi, sulle rive del Mare del Nord, sorge un autodromo piccolo, corto, stretto, ma estremamente affascinante e sfidante. Le sue 14 curve sono un continuo sali-scendi, una montagna russa infinita, dove abilità e coraggio del pilota fanno la differenza. Sugli spalti un unico colore: la “Marea Orange” esplode ad ogni passaggio di Max, l’idolo locale, che sul suo casco ha disegnato il leone, simbolo dell’Olanda. 72 giri in gara, da percorrere tutti con il fiato sospeso, e una qualifica durante la quale tutti danno il massimo, perché la track position è fondamentale. Un weekend mai scontato, imperdibile.

Il circus della Formula 1 fa tappa qui per l’ultima volta, dopo 36 edizioni di pura passione. Una “last dance” da lacrimuccia facile, per un circuito dove i più grandi protagonisti di questo sport hanno scritto pagine indelebili di storia. E in questo 2026 così ancora incerto e tutto da scrivere, con un intenso weekend Sprint da affrontare, le emozioni di certo non mancheranno. Antonelli difende la sua leadership mondiale, Russell e la Ferrari sono a caccia, la McLaren è zanzarina, e Verstappen è il padrone di casa: chi trionferà? Signore e signori, benvenuti a Zandvoort.


IL RITORNO DALLA PAUSA ESTIVA: PREPARATE I POP CORN PER LO SHOW DI ZANDVOORT

La Formula 1 è tornata! Finalmente, dopo le tre lunghe settimane di pausa estiva, si riaccendono i motori delle monoposto più veloci del pianeta. Si riparte da dove ci eravamo lasciati a fine luglio: dall’Europa. Il Vecchio Continente sarà teatro ancora di tre weekend di gara, per poi cedere il palcoscenico all’Asia e alle Americhe. Ma rimaniamo sul nostro presente, perché questo sarà un fine settimana da non perdere. Il Circuit Zandvoort ospita la 36° Edizione del Gran Premio d’Olanda, 12° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026.

Per la prima volta nella storia, Zandvoort sarà teatro di un weekend Sprint, il 5° e penultimo della stagione: l’ultima Sprint del 2026 andrà, poi, in scena nella notte di Singapore ad ottobre. Si tratta di un modo speciale per celebrare l’ultima edizione di questo Gran Premio, rientrato in calendario nel 2021, dopo 36 anni di assenza, sull’onda dell’entusiasmo dei tifosi olandesi per Max Verstappen. Il Circuit Zandvoort, tuttavia, non rimarrà inattivo: tra le altre gare, per la prima volta, dal 2027 sarà teatro anche di due tappe del Campionato del Mondo di Formula E.


IL RITORNO DELLA MALESIA E IL POSSIBILE FINALE DI STAGIONE IN EUROPA: GLI SCENARI NEL CONTESTO DELLA GUERRA

Nella mattinata di domenica 26 luglio, il giorno del Gran Premio d’Ungheria, è stato ufficialmente annunciato il ritorno in calendario del Gran Premio del Bahrain, precedentemente previsto per il weekend del 10-12 marzo, poi posticipato a data da destinarsi a causa del conflitto in Medio Oriente. L’evento, tuttavia, non si terrà presso il Bahrain International Circuit di Sakhir: la situazione ancora, purtroppo, conflittuale nei Paesi mediorientali non consente le trasferte in questa zona del mondo. È stata, però, trovata una soluzione per disputare almeno uno dei Gran Premi cancellati ad aprile. Grazie ad un accordo tra Formula 1, gli organizzatori del Gran Premio del Bahrain e il governo della Malesia, è stato stabilito che il Sepang International Circuit di Kuala Lumpur verrà messo a disposizione per la disputa del Gran Premio del Bahrain. In pratica, l’evento verrà finanziato interamente dal governo del Bahrain, ma andrà in scena a Sepang. La denominazione ufficiale sarà, infatti, “Gran Premio del Bahrain in Malesia”.

Il Sepang International Circuit tornerà ad ospitare la Formula 1 dopo nove anni: è stato teatro del Gran Premio di Malesia dal 1999 al 2017. Si tratta di uno dei circuiti più amati dai piloti e che ha sempre regalato gare spettacolari, anche grazie all’imprevedibilità delle condizioni meteo. L’ultimo vincitore a Sepang è stato Max Verstappen su Red Bull davanti a Lewis Hamilton su Mercedes e al suo compagno di squadra Daniel Ricciardo.Per quanto riguarda, invece, il Gran Premio d’Arabia Saudita, il secondo evento previsto inizialmente ad aprile e poi cancellato, non ci sarà possibilità di recuperarlo nel corso della stagione. Perciò, i round del campionato vedranno ridurre il proprio numero da 24 a 23. Ma potrebbe non essere finita qui.

Il calendario ufficiale del 2026 prevede il tradizionale finale di stagione in Medio Oriente, con gli appuntamenti di Qatar e Abu Dhabi. Per il momento questi due eventi sono entrambi confermati, ma visto l’andamento del conflitto, purtroppo, c’è il forte rischio che non ci sia la possibilità per il circus di fare tappa in Medio Oriente per il finale di stagione.

Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, ha dichiarato che, qualora non fosse possibile raggiungere il Medio Oriente nemmeno a fine novembre/inizio dicembre, il finale di stagione 2026 andrà in scena in Europa. La meta europea più gettonata per la disputa dell’ultimo Gran Premio stagionale sembrerebbe essere l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Sarebbe uno scenario molto affascinante: correre in Italia l’atto finale di un mondiale combattuto tra Kimi Antonelli e la Ferrari. Sarebbe davvero epico! Sì, però c’è un grosso problema, chiamato meteo. A dicembre le temperature ambientali ad Imola saranno estremamente basse, anche al di sotto dei 10°C: di certo non l’ideale per un Gran Premio di Formula 1. Una soluzione sarebbe quella di anticipare l’orario di partenza della gara, dalle 15 alle 12-13.

Un’altra destinazione possibile per il finale di stagione sarebbe Portimao, sicuramente più accogliente rispetto ad Imola per quanto riguarda le temperature. Tuttavia, l’Autódromo Internacional do Algarve, che farà il suo ritorno ufficiale in calendario nel 2027, necessita di alcuni lavori di ripristino delle strutture che difficilmente verranno ultimati in tempo per dicembre.

Proprio a causa della guerra in Medio Oriente, inoltre, non è stato ancora pubblicato ufficialmente il calendario della stagione 2027 (generalmente, i calendari delle prossime stagioni vengono pubblicati ad inizio estate). La Formula 1 attende di capire se sarà possibile tornare nei Paesi mediorientali, o se il conflitto perdurerà ancora nel 2027. In questo secondo caso, Imola e Sepang sarebbero pronte ad entrare in calendario in sostituzione dei Gran Premi mediorientali.

Per quanto riguarda il finale di stagione 2026, quindi, tutto deve essere ancora confermato. L’auspicio, naturalmente, è che si possa correre in Qatar e ad Abu Dhabi in tutta sicurezza, perché significherebbe che il conflitto in Medio Oriente sarà soltanto un brutto ricordo. In caso contrario si tornerà in Europa, quasi sicuramente ad Imola. Dopo 29 anni si tornerebbe, quindi, ad avere un finale di stagione europeo: l’ultima volta è accaduto nel 1997, con l’ultima gara stagionale disputata a Jerez de la Frontera.


CAMBIO AL VERTICE DELLA CADILLAC: BUDKOWSKI È IL NUOVO TEAM PRINCIPAL

Durante la pausa estiva, un annuncio di mercato ha colto di sorpresa l’intero paddock della Formula 1. Il team Cadillac ha visto un cambio di leadership al suo interno. Con effetto immediato, quindi a partire dal Gran Premio d’Olanda, Marcin Budkowski sarà il nuovo Team Principal della Cadillac. L’ingegnere polacco, ex direttore esecutivo di Alpine, che ha avuto esperienze lavorative anche in Ferrari, McLaren e FIA, prenderà il posto di Graeme Lowdon, che ha guidato il team statunitense per tutta la prima parte di stagione.

Da ciò che riportano svariate fonti, è stata una scelta del team, non consensuale, comunicata a Lowdon qualche giorno prima dell’annuncio ufficiale. Risponde all’esigenza della Cadillac di entrare in una nuova fase del progetto. Lowdon ha svolto un ottimo lavoro nella costruzione di un team di Formula 1, partendo proprio dalle basi; team che, peraltro, in questa prima parte di campionato ha saputo lavorare molto bene, soprattutto in termini di aggiornamenti tecnici (per poco non è arrivato il primo punto iridato, a Monaco).

Ora la Cadillac è chiamata a consolidare la sua posizione e a continuare in un percorso di crescita che Lowdon ha già efficacemente avviato. Per intraprendere questo percorso, Budkowski è stato individuato come la figura più adatta, e il suo curriculum gioca fortemente a suo favore. Vedremo quanto crescerà la Cadillac nelle prossime gare e nelle prossime stagioni, ricordando anche che entro il 2029 General Motors dovrebbe diventare a tutti gli effetti un motorista, e quindi Cadillac si separerà dalla fornitura Ferrari.


VERSTAPPEN RESTA IN RED BULL: IL PUNTO SUL MERCATO PILOTI

Nel paddock di Zandvoort uno degli argomenti principali è il mercato piloti. Alla vigilia del weekend, Alexander Albon e Carlos Sainz hanno esteso il loro contratto con la Williams; il primo, per il momento, soltanto per la stagione 2027; il secondo, invece, con un accordo pluriennale. Questa mossa, quindi, ha di fatto congelato già due sedili nella line-up di Formula 1 2027, rispondendo ai tanti rumours che volevano una separazione di Sainz dalla Williams, in direzione Audi.

Nella giornata di giovedì è arrivato un altro annuncio di mercato, questa volta riguardante un top team. Max Verstappen, alla vigilia del suo Gran Premio di casa, ha rinnovato il contratto con la Red Bull con scadenza a fine 2030. Anche in questo caso, i rumours che ogni tanto riemergono, su una possibile separazione di Max dal team austriaco dovrebbero finalmente essere stati messi a tacere. L’olandese, in squadra dal 2016, arriverà quindi a disputare almeno 15 stagioni tra le fila della Red Bull: sarà un record storico (record che appartiene ancora alla coppia Hamilton-Mercedes, insieme per 12 stagioni consecutive, dal 2013 al 2024).

Per completare il quadro delle line-up 2027 rimangono ancora alcuni sedili da assegnare. I quattro top team dovrebbero confermare tutti la propria coppia di piloti (con qualche dubbio, forse, su Hadjar, che però sta performando molto bene in questo 2026).

Per quanto riguarda il centro gruppo, in Haas ci sarà, quasi sicuramente, un cambio di pilota: uno tra Leonardo Fornaroli e Rafael Camara prenderà il posto di Ocon. Fornaroli e Camara, tra l’altro, saranno protagonisti di una sessione di test, durante la quale la Haas confronterà le loro prestazioni assumendo Oliver Bearman come benchmark. Uno dei due potrebbe prendere il sedile di Bottas in Cadillac, qualora il finlandese lasciasse il team a fine stagione. È atteso il rinnovo del contratto di Alonso con l’Aston Martin, forse per altre due stagioni; anche Colapinto dovrebbe continuare a correre per l’Alpine, in coppia con Gasly. In casa Audi, Hulkenberg andrà in scadenza di contratto a fine 2027, mentre per Bortoleto è atteso a breve il rinnovo. Infine, rimane da capire cosa accadrà in casa Red Bull/Racing Bulls. Hadjar, Lawson e Lindblad stanno tutti e tre convincendo parecchio, ma in Formula 2 Nikola Tsolov sta dominando il campionato e potrebbe essere il favorito per un posto in Racing Bulls, a discapito, probabilmente, di Lawson.


HADJAR ASSENTE A ZANDVOORT PER INFORTUNIO: LAWSON IN RED BULL, TSUNODA TORNA IN PISTA

Isack Hadjar non sarà presente in pista a Zandvoort questo weekend. Il pilota francese della Red Bull si è procurato una frattura al polso durante una sessione di allenamento nella pausa estiva, ed è costretto a rinunciare al weekend di Olanda. Una coincidenza curiosa: nel 2023 anche Daniel Ricciardo era stato costretto a rimanere in panchina nel weekend di Zandvoort, proprio per una frattura al polso.

A sostituire Hadjar in Red Bull sarà Liam Lawson, mentre Yuki Tsunoda correrà per la Racing Bulls, occupando il sedile lasciato vacante dal neozelandese. Lawson torna quindi a correre per la Red Bull, al fianco di Verstappen, dopo un anno e mezzo: aveva già corso le prime due gare del 2025 con i colori del team austriaco, prima di essere retrocesso nuovamente in Racing Bulls. Tsunoda, invece, torna in pista dopo il suo ritiro a fine 2025; Yuki aveva già corso con la Racing Bulls dal 2021 all’inizio del 2025, quando poi era stato promosso in Red Bull.

Sia per Lawson, ma soprattutto per Tsunoda, sarà un’occasione per dimostrare la propria velocità; per entrambi un’opportunità per riscattare in qualche modo la propria immagine e, chissà, ambire ad un avanzamento di carriera. Non sarà comunque semplice per entrambi adattarsi subito alle nuove rispettive monoposto, considerando il format Sprint, le difficoltà di guida in un circuito come Zandvoort e le incognite legate al meteo. Una top 10 per entrambi sarebbe già un ottimo risultato.

Intanto, ci auguriamo che Hadjar si riprenda presto e torni in pista il più velocemente possibile. Dispiace che il francese non possa prendere parte a questo weekend, anche perché aveva preparato un bellissimo casco speciale per ricordare il suo primo podio in carriera, ottenuto nel 2025 proprio a Zandvoort con la Racing Bulls.


LE STRAIGHT MODE ZONES, LE GOMME DI PIRELLI E IL CASCO SPECIALE DI MAX

Lungo i 4.259 metri del Circuit Zandvoort sono state individuate soltanto due Straight Mode Zones, data la tortuosità del circuito. Corrispondono ai due rettilinei più lunghi della pista: quello dei box, che porta alla mitica Tarzanbocht, e il breve tratto rettilineo con il quale si conclude il secondo settore, che porta alla violenta staccata di curva 11.Come lo scorso anno, la Pirelli per il weekend olandese mette a disposizione dei team la terna di mescole intermedia della gamma: C2-C3-C4.

Max Verstappen, per il suo ultimo Gran Premio di casa, indossa un casco speciale, dedicato alle ceramiche di Delff: un omaggio alla cultura olandese. Il blu prenderà il posto del classico arancione di super Max, e il casco sarà adornato con i motivi floreali tipici delle ceramiche di Delff.


GLI AGGIORNAMENTI TECNICI PER L’OLANDA: FERRARI E MCLAREN ALL’ATTACCO

Per il weekend di Zandvoort alcuni team hanno introdotto aggiornamenti molto interessanti: vediamoli insieme.

La McLaren completa il pacchetto di Budapest con una nuova ala posteriore, che dovrebbe garantire più carico aerodinamico, novità sul cofano motore e corner ruota posteriori rivisti.

La Mercedes e la Red Bull presentano entrambe soltanto una novità ai corner ruota anteriore. Ricordiamo che il secondo pacchetto evolutivo della Mercedes, pensato per rispondere agli attacchi della Ferrari, è previsto per Singapore (o, se sarà possibile anticiparlo, per la Malesia).

Novità importanti per la Ferrari, che aggiorna la SF26 con un fondo completamente rinnovato, un nuovo diffusore e una nuova beam wing.

L’Aston Martin completa il maxi-pacchetto di aggiornamenti di Budapest, introducendo una nuova ala anteriore, un fondo rivisto nella zona delle fences e un nuovo diffusore. Altra grande novità in casa Aston Martin è l’introduzione della nuova specifica della Power Unit Honda, completamente aggiornata in zone nevralgiche, come il turbocompressore e la precamera di combustione, grazie alle concessioni ADUO.

Finalmente l’Alpine aggiorna la A526, portando un pacchetto molto corposo con l’obiettivo di recuperare il terreno perso nei confronti della Racing Bulls nella lotta per la 5° posizione in classifica costruttori. Sulla monoposto francese è presente un nuovo fondo, modificato nei board, nel pavimento e nella zona centrale, un nuovo diffusore, novità alle pance e al cofano motore, e nuovi corner ruota posteriori.


LE ASPETTATIVE PER IL WEEKEND ORANGE: CHI SARÀ L’ULTIMO RE DI ZANDVOORT?

Il Circuit Zandvoort è una tipica pista da medio-alto carico, molto tortuosa e ricca di insidie. Le 14 curve sono tutte molto impegnative e diverse tra di loro. Due di esse, la Hugenholtzbotch (curva 3) e la Arie Luyendyk Botch (curva 14) presentano un banking particolarmente accentuato. C’è, poi, la zona finale del primo settore, che è un susseguirsi molto affascinante di curve veloci, caratterizzata da dislivelli pronunciati. Il secondo settore e la prima parte del terzo sono molto tecnici, con curve secche e lente e una staccata pesante. Zandvoort, quindi, non è un circuito di motore, ma di telaio (anche se disporre di una Power Unit potente ed efficiente aiuta comunque, sia nei rettilinei sia nelle fasi di trazione). Occorre avere ottima precisione all’anteriore (l’asse anteriore qui è molto sollecitato), ottima agilità in curva e ottima capacità di trazione. A Zandvoort, inoltre, c’è il tema della possibile scarsa aderenza dell’asfalto, a causa della sabbia che arriva dal mare vicino, trasportata in pista dal forte vento. Infine, per questo weekend è prevista pioggia, soprattutto per le giornate di venerdì e sabato, e con la pioggia Zandvoort diventa una vera e propria lotteria (come abbiamo visto nel 2023).

Questo circuito, sulla carta, non dovrebbe essere tanto amico della Mercedes, che arriva da un weekend ungherese non proprio positivo. A Budapest la W17 ha avuto alcuni problemi di aderenza, soprattutto nelle prime fasi del fine settimana, e in Olanda questo aspetto è cruciale. Inoltre, il vantaggio di motore dovrebbe essere molto meno evidente rispetto agli altri circuiti, mentre a livello di telaio la Mercedes è forte, sì, ma non è il riferimento, come abbiamo visto in Ungheria. Detto questo però, sono loro i padroni del mondiale, sono loro che hanno vinto più di tutti, quindi, di diritto, sono certamente tra i favoriti al successo. Per quanto riguarda i piloti, sarà un weekend fondamentale per Russell, obbligato alla reazione per tenere vive le sue speranze mondiali. Antonelli, invece, dovrà ripartire da dove aveva lasciato prima della pausa estiva: Mercedes permettendo, ora il campionato è totalmente nelle sue mani. 

Quest’anno, ogni volta che si diceva che un circuito era favorevole alla Ferrari, puntualmente la Rossa ha disatteso le aspettative. È stato così a Monaco e in Ungheria. Sarà la stessa storia anche in Olanda? Eh sì, perché Zandvoort sembra proprio il circuito ideale per le potenzialità della SF26. Curve veloci e in successione, dove il telaio conta tantissimo, necessità di precisione all’anteriore, e la Ferrari ne ha da vendere, poche sollecitazioni sull’asse posteriore, zona in cui la Rossa fatica, anche a causa del deficit di potenza. Insomma: la Ferrari, anche grazie all’aggiornamento al fondo, ha tutto per andare forte a Zandvoort. Un altro fattore che potrebbe essere favorevole per la Ferrari è il format Sprint, dato che, generalmente, il team di Maranello arriva sempre molto preparato ai weekend di gara. Ma i tifosi Ferrari non devono cantare vittoria troppo presto, perché, come si è visto in Ungheria, anche se sulla carta si è favoriti, basta un piccolo dettaglio per rovinare tutto il lavoro di un fine settimana. Hamilton è chiamato ad eseguire un weekend pulito, senza incorrere in penalità o errori grossolani, mentre Leclerc non ha mai avuto un buon rapporto con Zandvoort, ma arriva da un periodo molto positivo e deve confermare il suo stato di forma.

Nella lotta per la conquista del successo in Olanda non possiamo escludere la McLaren, vincitrice con Norris dell’ultimo Gran Premio disputato. Grazie al pacchetto di aggiornamenti portato in Ungheria, la MCL40 è migliorata tantissimo, in particolare grazie al nuovo fondo. Anche a Zandvoort è attesa protagonista: la tortuosità del circuito si sposa bene con il suo passo corto. Ci potrebbero essere dei dubbi per quanto riguarda la gestione del graining in gara, date le basse temperature attese. Ricordiamo, inoltre, che la McLaren ha vinto le ultime due edizioni del Gran Premio d’Olanda e, in caso di successo, eguaglierebbe la Lotus al 2° posto nella classifica all time delle vittorie a Zandvoort (6). Vedremo se tra i due piloti Norris continuerà ad avere la meglio, o se Piastri riuscirà a dare una svolta alla sua stagione, nel circuito in cui ha ottenuto la sua nona e ultima vittoria in carriera (finora), nel 2025.

Il top team più in difficoltà dovrebbe invece essere la Red Bull. La RB22, in questa stagione, ha dimostrato di avere dei limiti per quanto riguarda il telaio, rispetto ai diretti avversari. Non è tanto efficace in inserimento di curva e fatica anche nella ricerca del grip. A meno di pioggia o di gara folle, sulla carta il team di Milton Keynes non dovrebbe avere vita facile. Tuttavia, quando alla guida c’è Max Verstappen, non si può dare nulla per scontato. Sarebbe bello se Max avesse la possibilità di allietare il suo pubblico con una grande gara per salutare Zandvoort nel migliore dei modi. In caso di vittoria, inoltre, Verstappen eguaglierebbe Jim Clark in testa alla classifica all time con quattro successi in Olanda. Per quanto riguarda, invece, Lawson, molto dipenderà dalla competitività della vettura. L’obiettivo minimo per il neozelandese è la zona punti; vedremo se ci stupirà con un risultato di spessore. Complicato, comunque, debuttare con una nuova monoposto su un circuito come Zandvoort in un weekend Sprint con possibilità di pioggia (ricorda proprio il debutto in Formula 1 di Liam nel 2023, quando ha sostituito Ricciardo in AlphaTauri, a Zandvoort sotto la pioggia: una curiosa coincidenza).

A centro gruppo è attesa come sempre una forte Racing Bulls, grazie alla bontà del telaio della VCARB03. Lindblad si trova ad essere il pilota di punta del team per questo weekend, mentre per Tsunoda si prospetta un ritorno in pista alquanto complicato. Yuki, a differenza di Lawson, infatti, non ha un’esperienza di guida reale con le nuove vetture del 2026 (le ha provate soltanto al simulatore), e avrà a disposizione soltanto una sessione di prove libere per adattarsi alla nuova situazione. In lotta con la Racing Bulls per la leadership del centro gruppo potrebbe esserci l’Audi, premiata dal suo ottimo telaio. I due piloti potrebbero approfittare delle eventuali difficoltà di Lawson e Tsunoda per conquistare punti importanti, anche nella Sprint. Più in difficoltà è attesa l’Alpine, che non è mai stata tanto efficace nei circuiti tortuosi quest’anno, ma pur sempre una spanna sopra Haas e Williams, che dovrebbero soffrire parecchio. La Cadillac, invece, a meno di sorprese, sarà ultima forza, sperando che l’affidabilità non faccia brutti scherzi. Un discorso a parte merita l’Aston Martin. In Ungheria abbiamo visto un importante passo avanti in termini di performance, grazie al maxi-pacchetto di aggiornamenti, che ha rivoluzionato la vettura. Questo weekend il pacchetto verrà completato da ulteriori novità tecniche, ma soprattutto farà il suo debutto, finalmente, la nuova specifica della Power Unit Honda, rivista completamente grazie alle prime concessioni ADUO. A causa di alcuni problemi di affidabilità riscontrati durante un test privato, tuttavia, la nuova PU non dovrebbe girare al massimo del suo potenziale, purtroppo. Vedremo, comunque, dove si potranno posizionare Alonso e Stroll: un obiettivo realistico potrebbe essere l’ingresso in Q2 per entrambi, ma la zona punti in gara sarà ancora tanto lontana.